Finalmente la destra di governo si è accorta che c’è qualcosa che non va al ministero della Salute. Ma se pensate siano i pronto soccorso in affanno, i reparti privi dei posti letto necessari, i 4 milioni di italiani che hanno scelto di non curarsi per le liste d’attesa interminabili a un anno dal decreto che tutto doveva risolvere e che nulla ha risolto, vi sbagliate. Quel che non va – secondo Matteo Salvini e Giorgia Meloni, insolitamente uniti a caccia dei voti No vax – è la decisione del ministro Orazio Schillaci di sciogliere una commissione consultiva sui vaccini nella quale aveva da poco inserito due esponenti a dir poco scettici proprio sui vaccini.
È evidente a chiunque segua un minimo di logica e di razionalità che dare spazio a posizioni antiscientifiche e propagatrici di realtà alternative in materie delicatissime come la salute pubblica costituisce un precedente pericoloso dai possibili effetti catastrofici. Ma non c’è nulla di logico e di razionale nell’eterno flirt dell…
Finalmente la destra di governo si è accorta che c’è qualcosa che non va al ministero della Salute. Ma se pensate siano i pronto soccorso in affanno, i reparti privi dei posti letto necessari, i 4 milioni di italiani che hanno scelto di non curarsi per le liste d’attesa interminabili a un anno dal decreto che tutto doveva risolvere e che nulla ha risolto, vi sbagliate. Quel che non va – secondo Matteo Salvini e Giorgia Meloni, insolitamente uniti a caccia dei voti No vax – è la decisione del ministro Orazio Schillaci di sciogliere una commissione consultiva sui vaccini nella quale aveva da poco inserito due esponenti a dir poco scettici proprio sui vaccini.
È evidente a chiunque segua un minimo di logica e di razionalità che dare spazio a posizioni antiscientifiche e propagatrici di realtà alternative in materie delicatissime come la salute pubblica costituisce un precedente pericoloso dai possibili effetti catastrofici. Ma non c’è nulla di logico e di razionale nell’eterno flirt della destra mondiale con la galassia No vax. Così come non c’è nulla di logico nella posizione insolitamente dura di Giorgia Meloni contro il suo ministro della Salute, colpevole – secondo quanto la premier ha fatto trapelare – di una scelta “non concordata” e non in linea con il “pluralismo” invocato da Fratelli d’Italia.
Ora, se qualcuno che non capisce nulla di infarti, diabete, tumori, fosse inserito in un’équipe che deve scegliere come curarvi da una di queste malattie, immagino che nessuno di voi si appellerebbe all’importanza del pluralismo nella cura. Elemento del tutto nobile, per carità, almeno quando non viene invocato per mettere sullo stesso piano professori e ciarlatani, scienza e antiscienza, convincimenti provati dai fatti e opinioni fondate sul sempre più frequente “me l’ha detto mio cugino”.
Purtroppo, è il momento di ammettere che il governo italiano – con la consueta eccezione di Forza Italia, la cui opposizione rimane però sempre solo sulla carta – non la pensa così. E che pur di accarezzare il pezzo di elettorato più arrabbiato e feroce di tutti, quello No Vax, è disposto a perorare più di una causa antiscientifica: che sia contro i vaccini mRna, o le direttive dell’Organizzazione mondiale della sanità (dalla quale gli Stati Uniti di Donald Trump sono prontamente usciti), o la necessità di piani pandemici stringenti in caso arrivi un nuovo virus a ricordarci tutto quello che abbiamo scelto di dimenticare.
La commissione d’inchiesta sulla gestione del Coronavirus, nata per essere una sorta di tribunale politico in cerca di vendetta contro i governi che si sono trovati a gestire le prime complicatissime fasi della pandemia, è stata solo l’antipasto di un atteggiamento che nulla ha a che fare con la salute pubblica. E molto, con la deriva “mistica” della destra mondiale. Per la quale la scienza è diventata, con le sue verità incontrovertibili e difficili da piegare alle volontà della politica, un nemico da abbattere; un’autorità di cui disfarsi; un contropotere da eliminare, come tutti gli altri. Solo due anni fa sarebbe stato impossibile immaginare che un immunologo come Anthony Fauci fosse additato negli Stati Uniti come un nemico pubblico cui togliere la scorta, abbandonandolo alle minacce di morte della galassia Maga. E che il morbillo sarebbe tornato a uccidere nella più ricca democrazia – sempre che lo sia ancora - d’Occidente, come ha fatto in Texas negli ultimi mesi per via di un drastico abbassamento della copertura vaccinale.
Sarebbe stato difficile prevedere che i tagli cinici al programma di aiuti UsAid avrebbero comportato la fine della routine vaccinale per 75 milioni di bambini nei prossimi cinque anni nel Sud del mondo, con la conseguente stima di oltre un milione e duecentomila morti altrimenti evitabili. O che l’erede picchiatello dei Kennedy sarebbe diventato il responsabile della Salute in America contribuendo a far saltare milioni di dollari di ricerca farmaceutica proprio sui vaccini.
Usa, Kennedy Jr: "Vaccini mRna inefficaci, vi spiego perché tagliamo 500 milioni per la ricerca"
Ovvero, su quelle scoperte che dal ‘900 a oggi hanno contribuito a salvare milioni di vite debellando malattie come vaiolo, tubercolosi, poliomielite.
Una delle cose cui resiste la destra mondiale, insieme a quella italiana, è la forza dei numeri. Nel nostro Paese sono morte di Covid circa 200mila persone, soprattutto nelle due prime ondate: 98mila nel 2020, 62mila nel 2021. Secondo l’Istituto superiore di Sanità, la diffusione dei vaccini ha evitato 8 milioni di casi e 150mila morti. In linea con quanto accaduto nel mondo, dove le vaccinazioni hanno evitato – lo dice uno studio condotto dalla Cattolica e dall’università di Stanford – almeno due milioni e mezzo di morti.
Niente di quello che sentirete dai vari leghisti affezionati alla galassia No Vax, come Claudio Borghi, o dal presidente della commissione Covid di Fratelli d’Italia Marco Lisei, o dagli stessi Salvini e Meloni è in grado di contrastare questi numeri. Eppure, si sceglie di farlo con l’intento di coltivare un sentimento antiscientifico che funge da perfetto complemento alle menzogne del potere. “Un popolo che non sa più distinguere tra verità e menzogna non può distinguere tra giusto e sbagliato”, scriveva Hanna Arendt. “Con un popolo così, puoi fare tutto quello che vuoi”, concludeva. Non è difficile scorgere nel disegno antiscientifico della destra che va da Trump a Putin, da Bolsonaro a Vox fino a Le Pen, Salvini e Meloni, l’affermazione di un individualismo portato all’estremo; il rifiuto di contemplare il bene comune come orizzonte condiviso; l’intento di coltivare scetticismo nei confronti di qualsiasi autorità non sia sacralizzata dal voto e dal consenso del popolo. È una deriva pericolosa che il resto della politica dovrebbe avere il coraggio di contrastare seriamente. Non per marcare una conveniente differenza, come sembra fare Forza Italia sempre pronta a tornare indietro sui suoi passi, ma per proteggere i cittadini inconsapevoli da messaggi confusi e irresponsabili. Tanto più quando arrivano dalle massime istituzioni del Paese.