Quasi tutti i sabati, mia moglie e io ci uniamo a una veglia silenziosa serale a Tel Aviv, nella quale ogni partecipante tiene in mano la fotografia di un bambino gazawi ucciso nei recenti attacchi dell’Idf (Israeli Defense Force). Ce ne sono molte. Rimaniamo lì un’ora. Alcuni passanti si fermano a guardare le foto e a leggere i nomi dei bambini. Altri lanciano insulti e vanno oltre. Stranamen…