I vaccini in un mondo al contrario
di Massimo GianniniDa cittadino, mi sento ferito dall’approccio criminogeno del governo Meloni al tema dei vaccini. Al tempo del Covid, quando ancora non esistevano antidoti, ho passato tre settimane in terapia intensiva, attaccato a una bombola d’ossigeno. Ho visto l’inferno nei pronto soccorso. Ho visto decine di ambulanze ferme nelle piazzole con i contagiati più gravi a bordo perché non c’erano più posti letto. Ho visto medici e infermieri combattere a mani nude contro un nemico ignoto e invisibile, con anticoagulanti e antivirali della Sars. Ho visto morire in solitudine vecchi, adulti della mia età, ragazzi più giovani. Ho visto pazienti in coma e intubati per giorni, alcuni volati via così, altri tornati alla vita con occhi allucinati.
Ricordo lo sgomento di quei giorni: già allora, mentre crescevano orrore e dolore, c’era chi dalla fogna social vaneggiava di grandi congiure, chi considerava farlocche le immagini dei camion militari che nella notte spettrale di Bergamo portavano via centinaia d…
Da cittadino, mi sento ferito dall’approccio criminogeno del governo Meloni al tema dei vaccini. Al tempo del Covid, quando ancora non esistevano antidoti, ho passato tre settimane in terapia intensiva, attaccato a una bombola d’ossigeno. Ho visto l’inferno nei pronto soccorso. Ho visto decine di ambulanze ferme nelle piazzole con i contagiati più gravi a bordo perché non c’erano più posti letto. Ho visto medici e infermieri combattere a mani nude contro un nemico ignoto e invisibile, con anticoagulanti e antivirali della Sars. Ho visto morire in solitudine vecchi, adulti della mia età, ragazzi più giovani. Ho visto pazienti in coma e intubati per giorni, alcuni volati via così, altri tornati alla vita con occhi allucinati.
Ricordo lo sgomento di quei giorni: già allora, mentre crescevano orrore e dolore, c’era chi dalla fogna social vaneggiava di grandi congiure, chi considerava farlocche le immagini dei camion militari che nella notte spettrale di Bergamo portavano via centinaia di bare. Ho visto e ricordo tutto questo. Dopo tre anni, è calato il grande oblio. La sedicente “destra di governo” sta processando il suo ministro della Salute, colpevole di aver sciolto un organismo tecnico nel quale sedevano un medico omeopata convinto che i vaccini abbiano fatto più morti del Covid e un pediatra sicuro che i bambini non vaccinati siano più sani di quelli vaccinati.
La muta di cani sciolti da Fratelli d’Italia abbaia da giorni, lamentando il “pluralismo violato” da Schillaci: come se per fronteggiare da “veri liberali” un virus o un cancro non bastassero i migliori ricercatori su piazza, ma servissero anche gli sciamani aborigeni, i guaritori filippini, i cartomanti gitani. La cricca degli apprendisti stregoni della Lega invoca l’abolizione della legge sull’obbligo vaccinale, perché secondo Capitan Matteo «dirsi dubbiosi non è anti-scientifico ma solo buon senso»: come se le politiche sanitarie di una grande nazione si possano basare sul fai da te, solo perché Salvini ha scoperto a 52 anni l’esistenza di Cartesio.
Eppure il Coronavirus ha fatto 200mila morti in due anni, la campagna vaccinale ha evitato 8 milioni di contagi e ha salvato la vita di 150mila persone. Non lo grida la turpe trimurti bolscevica Schlein-Conte-Speranza, rea di voler imporre al popolo bue la “dittatura sanitaria”: lo scrive l’Istituto superiore di sanità, che evidentemente dubita troppo poco e per questo necessiterà di sane purghe patriottiche.
Lo dice la Storia: nel mondo tutte le destre sovraniste e estremiste, autoritarie e reazionarie, hanno usato e abusato della salute dei cittadini come terra di conquista elettorale. Da Trump a Putin, da Milei a Bolsonaro, da Orbán a Le Pen, tutti hanno trasformato la delegittimazione delle élite e la propaganda anti-scientifica in marketing politico. Per quanto più rumorosa che numerosa, come osserva Roberto Burioni, la galassia no-vax è comunque sfiatatoio di rancori e serbatoio di consensi. Preziosissimi l’uno e l’altro, per le forze turbo-populiste che — nella loro cinica e nichilista “dottrina del comando” — odiano la competenza e investono sull’incompetenza. Lo aveva intuito Isaac Asimov, quando descriveva la falsa convinzione moderna secondo la quale democrazia significa che “la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza”.
È la chiave della deriva contemporanea, innescata e accelerata dal web: le masse che si ribellano alle “caste”, il rifiuto infantile di ogni organo di garanzia, la gogna degli “esperti” rimpiazzati dai tuttologi, la superstizione che scavalca la scienza, la disinformazione che scaccia il sapere, il complotto che smaschera il potere. Il tutto condito dalle fatture miliardarie di Big Pharma e dalle fake news sanitarie del “Dottor Google”. Gli autocrati prosperano su questo micidiale intruglio psico-ideologico, studiato per snaturare la democrazia in nome della democrazia. In un’America dove il luminare Anthony Fauci conta molto meno del giullare Rush Limbaugh, The Donald è paradigma universale. Può reintegrare nell’esercito i militari che rifiutarono il vaccino anti-Covid, nominare segretario alla Salute un Kennedy negazionista e poi dire che la Crimea affaccia sull’oceano: va bene tutto nel mondo al contrario di questi palloni gonfiati ma eletti da popoli spaventati, in virtù di quello che Tom Nichols chiama il “credenzialismo”.
La destra tricolore non ha fatto e non fa eccezione. Lo ha ricordato qui Annalisa Cuzzocrea. Per un pugno di voti, per non perdere contatti con un blocco sociale minoritario ma biecamente identitario, per non abbattere i castelli di rabbia costruiti su una constituency elettorale intrisa di rancore anti-sistema, la maggioranza ha voluto un anno fa una commissione parlamentare d’inchiesta sul Coronavirus con un solo obiettivo: manipolare i fatti di allora e avvelenare i pozzi di oggi, fondare una specie di tribunale dell’Inquisizione e gestirlo come arma letale contro l’opposizione. È vero, la salute è un bene comune e non si baratta. Ma c’è un disegno dietro a tutto questo: ogni entità “terza” — dalla scienza alla magistratura, dalla cultura alla stampa — va criminalizzata e abbattuta perché può ostacolare il dispiegamento dei “pieni poteri” dell’esecutivo. Un “mondo al contrario”, che le fazioni divise del centrosinistra non sembrano in grado di contrastare e le frizioni interne del centrodestra non sono sufficienti a impedire. Ed è davvero sventurato il Paese che, per arginare le spinte anti-democratiche, ha bisogno degli “eroi” di Forza Italia. Ma quello che indigna, in tanto sfacelo etico e politico, è ancora una volta il silenzio della presidente del Consiglio. Pur venendo dallo stesso brodo di coltura sfascio-populista, la Sorella d’Italia non ha nulla da dire su Schillaci e sull’obbligo vaccinale. Ha blandito a lungo i no-vax: adesso tace. Ma è tragicamente immorale fingersi morti, di fronte ai morti veri del Covid.