Vorrei sottrarmi alla stucchevole e un po’ intimidatoria pretesa, che imporrebbe, prima, una ostentata presa di distanza e, poi, un garbato, molto garbato, riconoscimento. Del genere: non condivido nemmeno mezza idea di quel tizio o di quella tizia (ecchesaràmai? una bestia?), ma deve poter continuare a parlare. Mi sembra una concezione molto formalistica e, allo stesso tempo, molto ordinaria del…