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Flotilla, l’estremo salvagente del Quirinale

Roma, 26 settembre: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (agf)

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Il punto di Folli del 27 settembre 2025
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Se il buonsenso non è stato buttato in mare al largo della Grecia, gli appelli di queste ore dovrebbero porre fine al viaggio della Flotilla e ai suoi equivoci. Ognuno ha recitato la sua parte nello psicodramma, ma ora ci sono le premesse affinché cali il sipario. Attraverso il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, e il cardinale Zuppi, la Chiesa ha offerto due giorni fa una soluzione in grado di salvaguardare il carattere umanitario della spedizione — se di questo si tratta — e di disinnescare invece l’idea di farne uno strumento politico da scagliare contro i governi europei, in primo luogo quello italiano.

Perché è vero che le barche sono tante e i marinai arrivano da varie nazioni, tuttavia l’impronta è soprattutto italiana. A bordo sono saliti parlamentari italiani (Pd, Avs, 5S) ed è il presidente della Cei ad aver condiviso la saggia iniziativa di trovare un compromesso. Infine, e si può considerare il passo più significativo, il nostro presidente della Repubbli…

Se il buonsenso non è stato buttato in mare al largo della Grecia, gli appelli di queste ore dovrebbero porre fine al viaggio della Flotilla e ai suoi equivoci. Ognuno ha recitato la sua parte nello psicodramma, ma ora ci sono le premesse affinché cali il sipario. Attraverso il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, e il cardinale Zuppi, la Chiesa ha offerto due giorni fa una soluzione in grado di salvaguardare il carattere umanitario della spedizione — se di questo si tratta — e di disinnescare invece l’idea di farne uno strumento politico da scagliare contro i governi europei, in primo luogo quello italiano.

Perché è vero che le barche sono tante e i marinai arrivano da varie nazioni, tuttavia l’impronta è soprattutto italiana. A bordo sono saliti parlamentari italiani (Pd, Avs, 5S) ed è il presidente della Cei ad aver condiviso la saggia iniziativa di trovare un compromesso. Infine, e si può considerare il passo più significativo, il nostro presidente della Repubblica ha rivolto ieri un appello affinché non sia lasciata cadere la proposta della Chiesa. In sostanza, come è ormai noto, si tratta di fermarsi nel porto di Cipro e di consegnare le derrate alimentari, poche o tante che siano, alle organizzazioni cattoliche che le faranno arrivare a Gaza attraverso i loro canali. Non solo: potrebbe essere questo il primo passo per aprire un “corridoio umanitario” stabile e riconosciuto, gestito dal patriarcato di Gerusalemme e volto ad alleviare le sofferenze dei civili palestinesi.

L’impressione è che qualcosa si stia muovendo. È vero che la prima risposta all’offerta della Chiesa è stata negativa, persino brusca e insofferente nei toni. A riprova che sulla tolda di comando della Flotilla ci sono persone votate a un massimalismo molto pericoloso. Sembrano non rendersi conto di cosa significhi entrare nelle acque territoriali israeliane, coincidenti con un’area di guerra. O forse lo sanno fin troppo bene e si preparano a subire le conseguenze anche tragiche della loro temerarietà, così da spenderle poi sul terreno dello scontro politico. Tuttavia questa linea estremista nelle ultime ore è stata, se non sconfitta, almeno contestata. Il passo di Pizzaballa e Zuppi ha messo sul tavolo un’opzione ragionevole che non può essere scartata a priori. E soprattutto le parole di Sergio Mattarella hanno costituito un richiamo all’ordine per i partiti della sinistra che hanno loro rappresentanti sulle navi.

Quindi si può immaginare che due linee si confrontino in queste ore. Quella originaria ed estremista che non intende cambiare rotta e insiste ad andare avanti, costi quel che costi. E l’altra, più pragmatica e realista, che finora non ha avuto voce in capitolo, ma il cui peso è cresciuto grazie alla Chiesa e al Quirinale. A riprova del fatto che l’Italia è coinvolta più di altri nel gioco pericoloso della sfida a Israele. E a tale proposito, è lecito domandarsi perché i parlamentari italiani presenti a bordo, nonché i loro partiti di riferimento a Roma, non si siano precipitati subito a sostenere l’offerta della Chiesa. Era un’occasione da afferrare al volo per sottrarre agli oltranzisti la leadership della flottiglia e far prevalere la logica. C’è stata invece un’incertezza che si è tradotta per qualche ora in un silenzio mediatico alquanto imbarazzato. Fintanto che la voce di Mattarella si è fatta sentire e ha richiamato tutti alle proprie responsabilità. Ora sarebbe molto grave se tutto restasse come prima e il braccio di ferro continuasse. Tuttavia conviene essere un po’ ottimisti perché ce ne sono le premesse.

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