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Un visionario a New York

Zohran Mamdani (reuters)

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Mamdani ha mobilitato una forte spinta giovanile sicuramente attratta dalla novità della sua figura e dal suo programma ambizioso
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L’elezione di Zohran Mamdani a New York ha rappresentato, quantunque prevista, una rottura del paradigma politico dominante secondo cui i partiti politici sostenuti dai grandi interessi economici e finanziari e dai gruppi di potere orientano e condizionano i risultati elettorali. Mamdani si è mosso aldifuori di questa cornice, mobilitando una forte spinta giovanile sicuramente attratta dalla novità della sua figura e dal suo programma ambizioso, quasi visionario. Molti commentatori si sono chiesti se questi programmi siano sostenibili sul piano dei finanziamenti e della realizzabilità, considerandole promesse valide nella campagna elettorale ma che verranno poi ridimensionate se non addirittura annullate dai vincoli della realtà. È difficile far oggi delle previsioni, anche perché lo stesso Trump è intervenuto minacciando di cancellare i finanziamenti governativi alla città di New York.

Mamdani prega in una mosc…

L’elezione di Zohran Mamdani a New York ha rappresentato, quantunque prevista, una rottura del paradigma politico dominante secondo cui i partiti politici sostenuti dai grandi interessi economici e finanziari e dai gruppi di potere orientano e condizionano i risultati elettorali. Mamdani si è mosso aldifuori di questa cornice, mobilitando una forte spinta giovanile sicuramente attratta dalla novità della sua figura e dal suo programma ambizioso, quasi visionario. Molti commentatori si sono chiesti se questi programmi siano sostenibili sul piano dei finanziamenti e della realizzabilità, considerandole promesse valide nella campagna elettorale ma che verranno poi ridimensionate se non addirittura annullate dai vincoli della realtà. È difficile far oggi delle previsioni, anche perché lo stesso Trump è intervenuto minacciando di cancellare i finanziamenti governativi alla città di New York.

Mamdani prega in una moschea di Puerto Rico. E cita Malcom X: "Ogni newyorkese deve poter mangiare"

Fra i suoi progetti ve ne è uno che riguarda gli interventi sociali e scolastici a favore dell’infanzia per sostenerne lo sviluppo ed evitare che ci siano disuguaglianze sociali che poi rischiano di accentuarsi negli anni successivi. Anche in Italia si è proposto un programma per l’infanzia coi fondi del Pnrr che originariamente prevedeva circa 265.000 nuovi posti per gli asili nido e per le scuole per l’infanzia da realizzare entro il dicembre 2025. Purtroppo questo obiettivo è stato nel frattempo fortemente ridimensionato a circa 150.000 posti che dovranno essere realizzati entro il giugno 2026. Ancora una volta ha trionfato l’insipienza politica che ha sacrificato l’intervento dello Stato in una fascia di età in cui si potrebbero evidenziare e sanare stati di deprivazione cognitiva e ritardi dello sviluppo infantile lasciando questo onere alle famiglie, non sempre in grado di provvedere a questo compito.

Ma ritorniamo al progetto di Mamdani per i bambini di New York. Viene previsto l’ampliamento del programma educativo del precedente sindaco della città, rivolto non solo ai bambini di 3 e 4 anni ma anche a quelli dei primi due anni di vita. Questo programma verrebbe esteso a tutti i bambini della città, che potrebbero frequentare i nidi in modo gratuito con uno speciale sostegno per i bambini con disabilità. Non si è ragionato, come si è fatto in Italia solo sull’aumento dei posti, si prevede per quanto possibile di promuovere la qualità degli interventi e dell’organizzazione educativa all’interno dei nido, facendo leva sugli educatori equiparando i loro salari a quelli delle scuole pubbliche in modo da motivarli maggiormente e garantirne una migliore qualificazione. Infatti nei primi anni di vita non ci si può limitare a custodire i bambini provvedendo all’alimentazione e alla pulizia, occorre creare un ambiente educativo stimolante che sviluppi le capacità cognitive e relazionali particolarmente utili per i bambini che provengano da ambienti familiari e sociali svantaggiati, in cui a volte sono vittime di trascuratezza e di maltrattamenti. Un’attenzione particolare viene poi rivolta alle strutture edilizie dei nidi e delle scuole che dovrebbero garantire degli ambienti confortevoli e accoglienti, possibilmente vicini alle aree verdi. Non è un elenco di sogni, speriamo che Mamdani sia in grado di realizzarli aumentando le tasse ai più ricchi e alle grandi imprese in modo da finanziare queste iniziative. Questo programma ha una solida base scientifica ed economica convalidata dalle sperimentazioni del grande economista Premio Nobel , James Heckman. Attraverso due programmi educativi rivolti a bambini con disabilità e a bambini provenienti da ambienti socialmente svantaggiati si è studiata la loro evoluzione fino all’età adulta, confrontandola con bambini senza questi programmi. I risultati sono stati più che positivi: i bambini seguiti hanno avuto un’ottima evoluzione in età adulta con buone competenze personali, sociali e lavorative con una forte riduzione di comportamenti antisociali e tossicodipendenze. Questi programmi non solo hanno potenziato le risorse personali e umane ma si sono dimostrati efficaci sul piano economico perché i costi assistenziali, riabilitativi e giudiziari per coloro che non hanno avuto queste opportunità sono molto più costosi di questi programmi e poco risolutivi. Bisogna saper sfruttare la plasticità psicologica e cerebrale dei primi anni di vita, dopo può essere troppo tardi.

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