Quindi esiste un modo giusto per crescere i figli, un metodo certificato. È rassicurante. Possiamo stare tranquilli. Ci sono degli standard, in un paese civile ed evoluto. I bimbi devono essere istruiti, seguiti e curati secondo le indicazioni dei medici, devono avere una vita sociale adeguata all’età — amici, gruppi a cui appartenere — naturalmente devono vivere in condizioni igieniche appropriate, dentro casa. Avere una cameretta pulita e ampia, un bagno con l’acqua corrente e il riscaldamento, certo. Soprattutto devono avere genitori amorevoli, certamente non violenti per non dire abusanti, che barbarie sarebbe la sopraffazione fisica, psicologica, sessuale. Non parliamone nemmeno. È giusto, è confortante sapere che la macchina dello Stato nelle sue remote articolazioni, la struttura dello Stato si occupa della salute e dell’integrità dei bambini. Senza eccessive interferenze. Lasciando un ambito di libertà alle famiglie, è evidente. Con discrezione e con fermezza, ecco.
Purtroppo…
Quindi esiste un modo giusto per crescere i figli, un metodo certificato. È rassicurante. Possiamo stare tranquilli. Ci sono degli standard, in un paese civile ed evoluto. I bimbi devono essere istruiti, seguiti e curati secondo le indicazioni dei medici, devono avere una vita sociale adeguata all’età — amici, gruppi a cui appartenere — naturalmente devono vivere in condizioni igieniche appropriate, dentro casa. Avere una cameretta pulita e ampia, un bagno con l’acqua corrente e il riscaldamento, certo. Soprattutto devono avere genitori amorevoli, certamente non violenti per non dire abusanti, che barbarie sarebbe la sopraffazione fisica, psicologica, sessuale. Non parliamone nemmeno. È giusto, è confortante sapere che la macchina dello Stato nelle sue remote articolazioni, la struttura dello Stato si occupa della salute e dell’integrità dei bambini. Senza eccessive interferenze. Lasciando un ambito di libertà alle famiglie, è evidente. Con discrezione e con fermezza, ecco.
Purtroppo non è vero, però. Non accade: non allo stesso modo per tutti. Leggo la storia dei tre bambini sottratti ai genitori che li crescono in una casa nel bosco, sembra una favola e invece è un abuso, apprendo. Perché non avevano altro che un camino a legna per scaldarsi, scrivono nelle loro motivazioni gli esperti dei servizi sociali e i carabinieri, e non andavano a scuola, studiavano a casa come certi prìncipi del Rinascimento o certi selvaggi, e non avevano vita di relazione. Vivevano con le volpi anziché con altri umani e imparavano la matematica su Internet, dai computer dei genitori. Non avevano tv. Forse si lavavano poco. Nessun comfort, niente iPhone niente Playstation niente Netflix, ma che dico Netflix: nemmeno un Mac con patatine fritte da ordinare in delivery. Negligenza genitoriale. Meglio portarli in una casa famiglia, ma separati: i bambini, tre, uno di otto e due di sei anni, in un piano della struttura. La madre a un altro piano. Visite sorvegliate. Il padre, fatti suoi. Il padre può anche restare nel bosco.
Perbacco, quanta solerzia educativa di Stato. Allora accadrà lo stesso per altri milioni di famiglie? Per esempio per quelle che vivono in case abusive sulle pendici di terreni friabili, quelle che tipo a Ischia quando piove poi franano e muoiono sepolti nei detriti a centinaia, ma no, osservo: le case abusive non sono un problema, anzi. Condoniamole, il condono porta consensi e voti. Ma non hanno finestre, le stanze dei bambini. Sono insalubri, sottoterra. Vabbè, dai, pazienza. Accadrà lo stesso per i bimbi che vivono nei sottosuoli delle periferie delle metropoli o nei paesi, figli di immigrati o di italiani poveri, impoveriti? Per i bimbi sopravvissuti a violenze inimmaginabili? Per esempio. Esiste un programma di assistenza economica di governo che garantisca il purtroppo relativo benessere agli orfani di femminicidio? Quei bambini che hanno perso la mamma uccisa dal padre e hanno il padre assassino in galera? Noto anche qui negligenza genitoriale. Sarebbe lungo l’elenco. I figli delle mafie, sistematicamente usati come oggetti sessuali e merce di scambio — documenta il prezioso libro ricerca di Celeste Costantino, Predatori. I bambini che volano dalle finestre di Caivano. I figli dei senza diritti, nati nel transito di genitori in fuga. I figli dei poveri. I figli dei ricchi, cresciuti nella cultura del tutto ti è concesso, prenditi quello che vuoi nel modo in cui vuoi. C’è un assistente sociale che interviene nei quartieri alti a limitare la negligenza genitoriale di chi consente ai propri figli di abusare di cose e persone? Ovvio, se guidano senza patente e investono qualcuno è un reato, saranno puniti. Se stuprano anche, forse. Ma dico prima: c’è qualcuno che controlla se quei metodi educativi sono appropriati? Bussare a casa di un notabile sarebbe un’intromissione inaccettabile, o un esproprio di libertà?
Vengo, per combinazione proprio ora, da giorni trascorsi con migliaia di ragazzi di scuole del Sud e con centinaia di genitori di ragazzi con problemi psichici, alimentari, esistenziali. Ho tenuto un quaderno di domande, perché le domande parlano di chi le fa. È colpa della madre se un ragazzo/a non si riconosce nella sua identità? È colpa della famiglia se si inabissa in Internet e non vuole uscire, mangiare, se non riesce a dormire, se vuole sparire? Se cerca il suicidio. Possono esserci abusi invisibili, che il comportamento di un bambino o ragazzo rivela senza che nessuno sappia vederli? Cos’è, esattamente, un abuso? Imporre una regola è una violenza? Non imporla è una negligenza? Non ho risposte, naturalmente. Ho solo le domande.
Le famiglie normali non esistono. Questo è un fatto. Esistono forse famiglie che “sembrano” normali, si sforzano nel mostrare buona reputazione. Menzogne omissioni segreti soprusi inadempienze sono la norma. Finzioni, la modalità socialmente accettata. Lo so, è un tema delicatissimo. Perché certo che lo Stato deve intervenire dove rileva un danno: ma quali e quanti danni sono “di sistema”? Poi c’è la politica. Che strumentalizza ogni cosa, persino questa. Senza che nessuno guardi mai dentro casa sua, tutti disposti a guardare e giudicare le case degli altri. La destra, naturalmente, approfitta del caso dei bambini del bosco per attaccare i giudici. Certo. È una campagna, non vedete? I giudici sono i nemici del governo. Quelli che impediscono al faraonico centro di detenzione in Albania di funzionare, che non vogliono il Ponte sullo Stretto. Giudici comunisti. Riformiamo la Costituzione, mettiamoli a tacere. Ma i giudici, come tutti, sono persone. Fanno quello che possono e devono, a volte sbagliano altre volte no. In questo caso: è giusto togliere i bambini alla famiglia? Hanno agito, i giudici, in conformità alle leggi e certo con le migliori intenzioni. Credo che ci sia un guasto, però, che è questo. L’azione di governo non la devono fare i magistrati, la destra sarà d’accordo. L’azione di governo la deve disegnare il governo e deve essere giusta, universale. Deve riguardare i bambini di tutti, non solo quelli di chi ha deciso di vivere nel bosco. Che in fondo, chissà che non sia un bene in questo mondo atroce. Ma certo. I vaccini, la scuola primaria. L’educazione e l’igiene. La socialità. Non sono certa che sia lo Stato a doverla certificare ma sono sicura che sia il governo a doverla assicurare. A tutti, però.