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La prevalenza della ferocia

(reuters)

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L’America che torna grande è un’America che non si ferma dinanzi a garanzie costituzionali e stato di diritto
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Una tragedia. Ma quella donna se l’è andata a cercare, dice senza alcuna vergogna il vice di Trump, il molto cattolico J. D. Vance, a proposito dei fatti di Minneapolis.

E gli americani? Domando: anche i cittadini americani se la sono cercata, o forse se la stanno cercando la tragedia di un potere esecutivo che in nome della legalità e della lotta all’immigrazione non teme di mettere sul terreno, per le strade delle principali città del Paese (meglio se guidate da sindaci e governatori democratici), una forza di polizia sempre più spregiudicata, a cui tutto viene consentito? Quali risultati darà l’incrudelimento della vita pubblica americana è presto per dirlo, ma una cosa è certa fin d’ora, a proposito di sicurezza: le libertà civili dell’America non sono più tanto al sicuro.

Lo scorso 8 ottobre, nell’inferno di Chicago (che Chicago, terza città del Paese, sia un inferno è opinione di Trump), un agente dell’Ice — l’Immigration and Customs Enforcement ai cui ranghi appartiene anche…

Una tragedia. Ma quella donna se l’è andata a cercare, dice senza alcuna vergogna il vice di Trump, il molto cattolico J. D. Vance, a proposito dei fatti di Minneapolis.

E gli americani? Domando: anche i cittadini americani se la sono cercata, o forse se la stanno cercando la tragedia di un potere esecutivo che in nome della legalità e della lotta all’immigrazione non teme di mettere sul terreno, per le strade delle principali città del Paese (meglio se guidate da sindaci e governatori democratici), una forza di polizia sempre più spregiudicata, a cui tutto viene consentito? Quali risultati darà l’incrudelimento della vita pubblica americana è presto per dirlo, ma una cosa è certa fin d’ora, a proposito di sicurezza: le libertà civili dell’America non sono più tanto al sicuro.

Lo scorso 8 ottobre, nell’inferno di Chicago (che Chicago, terza città del Paese, sia un inferno è opinione di Trump), un agente dell’Ice — l’Immigration and Customs Enforcement ai cui ranghi appartiene anche l’uomo che a sangue freddo ha ucciso mercoledì scorso Renee Nicole Good — usava uno spray al peperoncino per togliersi dai piedi non un ladro o un assassino, ma un pastore della Chiesa presbiteriana che provava, mani nude e bene in vista, a sostenere le ragioni di un gruppo di immigrati. Già in quel caso gli americani hanno potuto vedere un video, ma anche in quel caso c’è stato qualcuno che l’ha messa come l’ha messa ieri Trump, con sprezzo del ridicolo: dite quel che volete, questo è quello che vedo io. Mercoledì scorso tutto il mondo ha visto una donna cercare di allontanarsi con la sua auto, e un ufficiale sparare per tutta risposta tre colpi a bruciapelo, uccidendola. Kristi Noem, il Segretario alla Sicurezza interna, Trump (e pochi altri) hanno visto invece una provocatrice di professione che attentava alla vita dell’agente. Tutto il mondo ha visto l’agente che ha sparato avvicinarsi poi, con tutta calma, all’auto; Trump lo ha visto invece, non si sa come, ricoverato in ospedale per l’aggressione subita.

Lo scorso 27 ottobre, sempre a Chicago, a margine non di una manifestazione politica violenta, ma di una parata per bambini, agenti dell’Ice hanno trascinato fuori dalla sua auto un cittadino statunitense di 67 anni, inerme, procurandogli la frattura di sei costole e un’emorragia interna. Ieri, infine, la tragedia. Che non ha nulla di casuale, come dimostrano gli episodi ricordati, e i molti altri consumatisi in questi mesi: gli agenti federali, che con l’amministrazione Trump possono agire a volto coperto, hanno evidentemente il mandato di eseguire fermi e arresti nel modo più sbrigativo. Tanto più che, se cresce a dismisura, con sempre nuovi stanziamenti, il budget complessivo del Dhs, il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale da cui dipende l’Agenzia (e nelle cui file c’è oggi il fondato timore che si intrufolino anche esponenti dei Proud Boys, gruppo nazionalista di estrema destra), si assottigliano invece, fino a scomparire, misure di supervisione e controllo, grazie alla chiusura degli uffici preposti. Sono, ha spiegato Kristi Noem, solo ostacoli all’inflessibile applicazione della legge.

Minneapolis, gli spari poi le urla della folla contro gli agenti: "Siete dei criminali"

E così, good morning Minneapolis! Parola del Dhs, che ha poi dato conto dell’operazione di polizia in città a questo modo: «Abbiamo già arrestato migliaia di assassini, stupratori, pedofili, gangster», qualificando come delinquente della peggior specie chiunque non avesse i documenti in ordine, in una retata che somiglia piuttosto a una gigantesca caccia all’immigrato.

Deportazioni di massa, revisione del diritto di cittadinanza (Trump vuole abolire il principio della cittadinanza per nascita): il regresso dell’America rischia di essere sancito in maniera davvero tragica col pronunciamento della Corte Suprema, a maggioranza conservatrice, che dovrà esprimersi nel prossimo futuro sul Civil Rights Act: qualora lo dichiarasse — come purtroppo è probabile — parzialmente incostituzionale, l’uguaglianza e l’universalità del diritto di voto sarebbe seriamente compromessa. E l’eventuale legge che dovrebbe sanare il vulnus chissà quando arriverebbe, nel paese che è stato sì di Thomas Jefferson e Abraham Lincoln, ma anche della segregazione razziale. E che comunque ora è di Donald Trump.

Il fatto è che l’America che torna grande è un’America che torna feroce, che non si ferma dinanzi a garanzie costituzionali, stato di diritto e rule of law. Anzi: le comprime senza troppi complimenti. Come dimostra l’aggressività nei confronti della stampa — la cui libertà è palese che Trump vorrebbe veder dipendere dal suo personale gradimento –, i giudizi sprezzanti verso i poteri indipendenti delle corti, o della Banca Centrale, e le minacce agli studi legali e i ricatti più o meno palesi alle università private: tutti segnali che vanno nella medesima direzione.

Basta leggere gli esponenti più estremisti della destra radicale, come Curtis Yarvin, per tracciare in conclusione il quadro ideologico che tutti li comprende. Yarvis è uno che, alla domanda su quale sia il ruolo dell’intellettuale, risponde: «Spiegare a tutti che l’unico compito della destra americana, o della destra di qualsiasi paese occidentale all’inizio del XXI secolo, è la conquista unilaterale, incondizionata e permanente dello Stato da parte di un regime completamente nuovo». Good morning, Minneapolis; good morning America. And good luck.

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