Ero un sospetto, un uomo che la polizia poteva ghermire in ogni momento, senza un motivo, per una semplice delazione o per un capriccio del commissario». Sono passati esattamente cento anni da quando Giuseppe Scalarini scriveva queste parole nel suo diario. Viveva sotto l’occhio del regime, e lo sapeva. Ma non perché fosse un pericoloso terrorista o un sovversivo con mire rivoluzionarie. Per ess…