Chi aspetta un organo, non aspetta altro. L’unico modo per soddisfare questa drammatica richiesta di vita è la realizzazione di una rete dedicata alle donazioni ed ai trapianti di organo, in grado di garantire, severi protocolli di qualità, secondo quanto previsto dalle norme, e il rigoroso rispetto delle persone coinvolte, dal donatore al ricevente ai loro familiari , a chi deve accertare la morte, a chi effettua il prelievo, a chi trasporta l’organo, ai chirurghi trapiantatori, al paziente chiamato dopo un’attesa sempre troppo lunga in una sala operatoria per la nuova vita, ai suoi familiari.
Si tratta di un’organizzazione complessa che in poche ore deve offrire tutti gli organi disponibili secondo i criteri prestabiliti ai centri trapianto e ai pazienti in lista di attesa, utilizzando il maggior numero possibile di organi per ogni donatore. È una rete attiva 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Non si ferma mai. Nessuno sa dove e quando sarà segnalato il prossimo donatore. Tutti sanno che devono fare bene e in fretta per poter curare meglio il ricevente. Ogni attività viene tracciata, valutata e periodicamente ispezionata. La nostra rete è considerata un modello a livello internazionale.
Grazie a questa rete in Italia vengono donati e trapiantati più di 4000 organi all’anno, con risultati sul piano clinico di assoluta eccellenza. Almeno 15.000 professionisti lavorano in questo settore, che oltre agli organi, effettua ogni anno 20000 trapianti di tessuti, tra cui 7000 cornee, e 5000 trapianti di staminali emopoietiche (cioè di midollo osseo). Trent’anni fa molti pazienti italiani andavano all’estero per cercare una speranza cioè un organo, ora la nostra migrazione sanitaria è terminata da oltre 15 anni ed esistono protocolli che regolano l’afflusso in Italia di pazienti provenienti da altri paesi a determinate condizioni. Tuttavia, a oggi, nel settore dei trapianti il numero dei pazienti in attesa, circa 8000 è quasi doppio rispetto al numero degli organi disponibili. Può un singolo incidente modificare la valutazione complessiva ? La domanda è drammatica perché la fiducia dei cittadini verso questa organizzazione è fondamentale. Chi sarebbe favorevole alla donazione se non ci fosse piena fiducia nell’affidabilità della rete e nell’utilizzo ottimale degli organi, dei tessuti e delle cellule ? Come potremmo rispondere alle necessità di cura dei pazienti in attesa?
A Napoli si è verificato un evento avverso grave, che deve essere analizzato in tutte le componenti, identificando le responsabilità nell’intera catena. Ma facciamo attenzione a non considerare gli effetti di un grande patrimonio del servizio sanitario nazionale, e con esso, la professionalità, la passione e l’impegno di ha costruito e costruisce giorno per giorno, instancabilmente, la rete nazionale delle donazioni e dei trapianti, che ha un unico scopo: curare i pazienti in attesa nel modo migliore possibile. La donazione biologica rappresenta sempre un alto valore sociale e di servizio. È sempre finalizzata alla cura di persone che ne hanno assoluto bisogno, come nel caso del sangue, gestito in Italia da una rete trasfusionale di eccellenza, o per i bambini che non possono utilizzare il latte materno, grazie alle banche del latte. Abbiamo necessità di sviluppare una vera cultura della donazione, che entri nelle scuole, che possa interessare i giovani e che diventi una concreta scelta sociale per il supporto di chi ha bisogno. In fondo la vita di molte persone dipende da noi, basta sceglierlo. Infine una luce in questi giorni non sempre ricordata. Un grande grazie ai genitori che hanno consentito le donazioni e i trapianti degli organi del piccolo donatore. Grazie a persone come queste che scelgono di donare e di pensare agli altri in momento estremamente doloroso possiamo curare chi non aspetta altro.
L’autore è stato Direttore del Centro Nazionale Trapianti. È membro del Comitato Nazionale di Bioetica