Quando si è svolto l’ultimo, infruttuoso incontro trilaterale a Ginevra, il capo delegazione russo Vladimir Medinsky si è rivolto alla squadra ucraina con tono sarcastico chiedendo perché non parlassero in russo anziché in ucraino, “una lingua che non esiste”. Nella sprezzante battuta di Medinsky è riassunto il passato, il presente e il futuro di quella che i russi si ostinano a chiamare “opera…