La legge della ferocia
di Chiara ValerioForse perché ormai non mi aspetto altro che abuso, violazione e distruzione da parte del governo israeliano, l’emanazione della legge che condanna a morte i palestinesi condannati per terrorismo «razzista», cioè per «aver causato intenzionalmente la morte, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele e la rinascita del popolo ebraico nella sua terra», mi ha inflitto un dolore privo di stupore. Un dolore freddo, esangue. Il governo israeliano ha isolato, perseguitato, affamato, massacrato il popolo palestinese senza bisogno di leggi e decreti degli esseri umani e, adesso, continua a farlo con una legge della Knesset.
La domanda feroce, dalla quale non si può scappare, in un occidente che – deve essere il super-io – si fa baluardo di diritti e doveri, è dunque a che cosa servono le leggi, visto che impediscono ad alcuni Stati – con capi democraticamente eletti – di organizzare e attuare il massacro di popoli. A che servono le leggi, signore e signori delle corti?
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Forse perché ormai non mi aspetto altro che abuso, violazione e distruzione da parte del governo israeliano, l’emanazione della legge che condanna a morte i palestinesi condannati per terrorismo «razzista», cioè per «aver causato intenzionalmente la morte, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele e la rinascita del popolo ebraico nella sua terra», mi ha inflitto un dolore privo di stupore. Un dolore freddo, esangue. Il governo israeliano ha isolato, perseguitato, affamato, massacrato il popolo palestinese senza bisogno di leggi e decreti degli esseri umani e, adesso, continua a farlo con una legge della Knesset.
La domanda feroce, dalla quale non si può scappare, in un occidente che – deve essere il super-io – si fa baluardo di diritti e doveri, è dunque a che cosa servono le leggi, visto che impediscono ad alcuni Stati – con capi democraticamente eletti – di organizzare e attuare il massacro di popoli. A che servono le leggi, signore e signori delle corti?
Israele, il ministro Ben Gvir brinda all'approvazione della legge sulla pena di morte
Come raccontava Isaac Asimov nel suo Io, Robot, Powell e Donovan – i due migliori debugger della UR Robotics – si trovano a testare il primo viaggio interstellare senza sapere come funziona la nave spaziale, dove sono i comandi, senza poter comunicare ma ancora potendo ricevere ordini. Privi di qualsiasi coordinata, impossibilitati ad agire, sanno entrambi che nello spazio vuoto si impazzisce prima di morire. E qui stiamo, sulle nostre sedie, nei nostri uffici, nelle nostre case, al sole della primavera che scalda, nel vuoto del diritto che pensavamo ci avrebbe garantito e protetto, e avrebbe protetto il resto del mondo pure, al riparo dalle bombe, con la luce elettrica e l’acqua corrente. Sudditi, non più cittadini, di un governo israeliano che detta legge ben oltre i confini che sta difendendo e ridefinendo e segnando col sangue altrui e proprio. Siamo qui sperduti in un vuoto dove vengono promulgate leggi che non hanno più niente a che fare con giustizia, uguaglianza, e libertà.
C’è un solo modo per cercare di riprenderci ciò che abbiamo perso in questi anni di pace presunta ed è l’Europa e ciò che significa. Se ancora significa. Il diritto e il dovere. Se ancora significano. E tutti gli strumenti che il diritto mette a disposizione e cioè rispetto della sovranità, dei mandati emessi dai tribunali, dei patti internazionali, delle sanzioni.