Ci sono almeno tre aspetti di cui tener conto per capire i prossimi episodi in grado di influenzare i nostri equilibri politici e in prospettiva decidere le elezioni del ‘27. Il primo è la sensazione che gli attacchi o anche solo le pesanti stoccate di Trump alla premier Giorgia Meloni non finiranno tanto presto. Il presidente americano sembra aver trovato il bersaglio ideale per sfogare le sue frustrazioni. L’Italia non è un paese secondario nell’Unione, da questa parte dell’Atlantico conta più di quello che si voglia ammettere nella polemica quotidiana. Certo, è sempre possibile che Trump trovi prima o poi un altro obiettivo per i suoi strali, a esempio il nuovo primo ministro inglese che si annuncia dopo Starmer. Ma al momento non si può dire di più. Salvo che l’accanimento di un Bannon, voce del mondo Maga, o di un Paolo Zampolli, amico e inviato del presidente, lasciano intendere che qualcuno vuole mantenere l’Italia sotto pressione.
In sostanza, in America c’è chi ritiene l’asse…
Ci sono almeno tre aspetti di cui tener conto per capire i prossimi episodi in grado di influenzare i nostri equilibri politici e in prospettiva decidere le elezioni del ‘27. Il primo è la sensazione che gli attacchi o anche solo le pesanti stoccate di Trump alla premier Giorgia Meloni non finiranno tanto presto. Il presidente americano sembra aver trovato il bersaglio ideale per sfogare le sue frustrazioni. L’Italia non è un paese secondario nell’Unione, da questa parte dell’Atlantico conta più di quello che si voglia ammettere nella polemica quotidiana. Certo, è sempre possibile che Trump trovi prima o poi un altro obiettivo per i suoi strali, a esempio il nuovo primo ministro inglese che si annuncia dopo Starmer. Ma al momento non si può dire di più. Salvo che l’accanimento di un Bannon, voce del mondo Maga, o di un Paolo Zampolli, amico e inviato del presidente, lasciano intendere che qualcuno vuole mantenere l’Italia sotto pressione.
In sostanza, in America c’è chi ritiene l’assetto costruito intorno a Giorgia Meloni non più adeguato alle circostanze. E Trump sta dando corda a questi stati d’animo privi di razionalità politica. Che ad agitarsi sia Bannon non è poi così significativo, data la caratura del personaggio. Ma Zampolli è uomo che sa muoversi con una discreta abilità, fino a cogliere indizi e segnali precoci. È in rapporti con Giuseppe Conte, come sappiamo, e il fatto non va sottovalutato.
Secondo aspetto da considerare. Giorgia Meloni ha seguito fin qui una politica estera euro-atlantica di taglio classico, salvo qualche increspatura. Se sull’altra sponda dell’Atlantico ci fosse stato Biden, la relazione si sarebbe svolta secondo modelli collaudati. Con Trump tutto è diventato imprevedibile, come si è visto. Ma anche a Washington devono sapere che l’Italia è un partner troppo importante per rischiare di destabilizzarlo. In ottica americana, quali sarebbero le alternative alla stagione meloniana, pur con tutti i suoi limiti? In passato il vicepresidente Vance si era speso in Germania per la formazione di estrema destra Alternative, senza successo. Sulla base dello stesso acume politico, certi “trumpiani” potrebbero essere tentati di coltivare il generale Vannacci in Italia. Difficile immaginare una mossa più autolesionista da parte del maggior parte politico e militare dell’Italia.
Eppure in Germania qualcuno ha accarezzato un progetto simile, senza dubbio altrettanto insensato. Alternative (AfD), al pari del partito virtuale di Vannacci in Italia, non fa mistero d’essere simpatizzante di Putin. E chi sostiene l’autocrate di Mosca lascia intravedere anche i propri solidi legami con la Cina di XI. Può sembrare paradossale, ma non tutti sono convinti che Trump veda il pericolo di una capitale importante della Ue che scivola verso un “appeasement” con Mosca e con Pechino. In fondo certe pulsioni esistono a destra e oggi lì si manifestano. Ma esistono anche a sinistra, dove i temi legati alla politica internazionale sono rimasti finora nella nebbia. E dove la vecchia simpatia di Trump per Conte è rinverdita, come si è detto, dal rapporto dell’ex premier con Zampolli ufficiale di collegamento.
Ultimo aspetto. Il bagno di folla di Giorgia Meloni al raduno degli alpini è una risposta a Trump e all’accusa di essere “scarsamente popolare”. Prevedibile. Ma forse è anche un colpo al solito Vannacci e alla sfida di quest’ultimo sul terreno del “patriottismo” o come si intenda definirlo. Ristabilire buone relazioni con Washington è ovviamente una priorità, ma non riguarda solo il governo e la maggioranza.