La meglio gioventù con Spin Time
di Elena StancanelliDove sono, oggi, gli angeli del fango? Mi sembra già di sentirli i profeti del buon tempo che fu immalinconirsi e mugugnare sconsolati il 4 novembre di quest’anno, quando cadrà il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze. Rimpiangere la meglio gioventù che allora arrivò da tutta Italia a salvare la città, a spalare per tirare fuori i libri della Biblioteca nazionale, a mettere in salvo le opere d’arte.
Non esistono più, scriveranno nei loro editoriali e blatereranno ospiti di qualche trasmissione televisiva, mentre compulsano i loro telefonini per controllare la risposta dei loro follower alla lagna rassicurante e spuntata che stanno propinando. Dove sono adesso i giovani disposti al sacrificio, concluderanno in un crescendo di enfasi, a regalare le loro giornate, il loro tempo, alla comunità?
Mi porto avanti col lavoro e ve lo dico adesso dove sono: in via di Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino, a Roma. Davanti a Spin Time, da giorni, con un caldo che azz…
Dove sono, oggi, gli angeli del fango? Mi sembra già di sentirli i profeti del buon tempo che fu immalinconirsi e mugugnare sconsolati il 4 novembre di quest’anno, quando cadrà il sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze. Rimpiangere la meglio gioventù che allora arrivò da tutta Italia a salvare la città, a spalare per tirare fuori i libri della Biblioteca nazionale, a mettere in salvo le opere d’arte.
Non esistono più, scriveranno nei loro editoriali e blatereranno ospiti di qualche trasmissione televisiva, mentre compulsano i loro telefonini per controllare la risposta dei loro follower alla lagna rassicurante e spuntata che stanno propinando. Dove sono adesso i giovani disposti al sacrificio, concluderanno in un crescendo di enfasi, a regalare le loro giornate, il loro tempo, alla comunità?
Mi porto avanti col lavoro e ve lo dico adesso dove sono: in via di Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino, a Roma. Davanti a Spin Time, da giorni, con un caldo che azzoppa. A prendersi cura dei bambini, degli anziani, persino degli animali rimasti intrappolati nel palazzo da quando è stato evacuato dopo un principio di incendio e poi dichiarato inagibile. Andate a vedere, parlateci, guardateli negli occhi. Così capirete che la sinistra non è estinta ma è sempre lì, dove è giusto stare.
Il senno di poi è uno dei vizi capitali del nostro paese. Passano gli anni e tutti diventano santi, prima o poi. Ma è quando le cose accadono che è difficile riconoscerne il valore. Quante cantonate abbiamo preso pensando che fosse un pericoloso sovversivo e invece era solo qualcuno che stava tentando di tenere in piedi i principi democratici e prima ancora un po’ di umanità? Quanti salvatori di vite umane abbiamo costretto a difendersi dalla galera?
Certo, ci sono anche ragazzi e ragazze diversi. Ci sono anche quelli che fanno il saluto romano e vorrebbero gli hub sulla luna per non vedere più gli immigrati. Ma io sto parlando della sinistra. Sto parlando delle elezioni che verranno, dell’elettorato cui dovrebbe rivolgersi il Pd. Addirittura sto parlando del campo largo. Perché a Spin Time c’è di tutto, come c’era a Firenze nel 1966. C’è don Mattia Ferrari, per esempio, che è un prete e lavora anche con Mediterranea. Ci sono gli studenti, ci sono le associazioni di tutti i colori (quasi tutti i colori…), ci sono i radical chic e il movimento queer…
Sono loro la sinistra. Sono quelli che vanno a votare in massa per un referendum che pareva non interessasse a nessuno, facendolo diventare una dichiarazione d’amore per la nostra Costituzione. Quelli che si prendono cura delle periferie, mentre le amministrazioni arrancano, che si ritrovano in adunanze oceaniche, ai concerti per esempio, senza creare un pasticcio (immaginate noi adulti in 250mila da qualsiasi parte…). Sono quelli che quando manifestano pacificamente devono essere sempre accusati di qualcosa.
Non aspettiamo sessant’anni per dire che sono i nostri angeli. Mi sembra già miracoloso che non ci disprezzino malgrado il fatto che la nostra risposta al bisogno di sicurezza sia stata soltanto inasprire le pena per reati che riguardano i minori. Malgrado il fatto che non siamo riusciti a pensare neanche uno spazio, un quadratino di razionalità dove la rabbia e il disagio dei loro coetanei possa essere domato. Non solo non ci disprezzano, non troppo almeno, ma si rimboccano le maniche e si danno da fare.
A Roma c’è un’emergenza, centinaia di famiglie per strada nell’estate più torrida mai registrata. E le emergenze creano solidarietà. Si fanno raccolte fondi, si portano ventilatori e pannolini per i bambini. Ma loro, questi ragazzi e ragazze, stanno lì, da giorni. Donano la cosa più preziosa: il loro tempo.
È come una centrale elettrica che produce intelligenza, solidarietà, ragionamento. Non lasciamola spegnere, non molliamoli un’altra volta. E non molliamo nemmeno le persone adulte che sono con loro, che in questi anni non si sono lasciate abbattere dalla pochezza delle argomentazioni, dai tentennamenti. La sinistra esiste, bisogna solo andarla a cercare nel posto giusto.