Caso Arday, la fisica della convivenza
di Chiara ValerioSembra un commento di fisica classica, ma è un commento sulla società contemporanea. Seguitemi per cinque righe. Mi interessa dimostrare che per vivere bene e sopravvivere in una comunità non serve essere buoni e nemmeno d’accordo, basta conoscere qualche rudimento di fisica classica, cioè, se non finiscono di smantellarla, è sufficiente frequentare o aver frequentato la scuola pubblica.
Preso un tubo, con certe caratteristiche e una sezione che chiamiamo A, e un fluido, con certe caratteristiche che scorre nel tubo di sezione A a una velocità v, vale la legge Q=A•v.
Che significa? Se la sezione del tubo diminuisce, la velocità aumenta, se la velocità diminuisce è perché il fluido sta scorrendo in un tubo più largo. Q, in fluidodinamica, indica la portata cioè il volume di fluido. Quantity in inglese, per cui, il simbolo è Q. Questa legge che regola fluidi e tubi è utilissima, ci fa vincere anche competizioni sportive: chiedete a Kimi Antonelli e ai suoi meccanici, vi diranno perché,…
Sembra un commento di fisica classica, ma è un commento sulla società contemporanea. Seguitemi per cinque righe. Mi interessa dimostrare che per vivere bene e sopravvivere in una comunità non serve essere buoni e nemmeno d’accordo, basta conoscere qualche rudimento di fisica classica, cioè, se non finiscono di smantellarla, è sufficiente frequentare o aver frequentato la scuola pubblica.
Preso un tubo, con certe caratteristiche e una sezione che chiamiamo A, e un fluido, con certe caratteristiche che scorre nel tubo di sezione A a una velocità v, vale la legge Q=A•v.
Che significa? Se la sezione del tubo diminuisce, la velocità aumenta, se la velocità diminuisce è perché il fluido sta scorrendo in un tubo più largo. Q, in fluidodinamica, indica la portata cioè il volume di fluido. Quantity in inglese, per cui, il simbolo è Q. Questa legge che regola fluidi e tubi è utilissima, ci fa vincere anche competizioni sportive: chiedete a Kimi Antonelli e ai suoi meccanici, vi diranno perché, la marmitta è un tubo con sezioni diverse.
Le leggi della fluidodinamica possono applicarsi anche a ciò che fluido non sembrerebbe, al traffico, per esempio (per restare alle automobili, non solo da corsa), e anche all’informazione, al flusso di informazioni nel quale tutti siamo immersi. Utilizzo informazione in un senso molto allargato: flusso di notizie, commenti, repliche, smentite, screenshot, trascrizione di intercettazioni, ancora commenti.
Supponiamo che la sezione del tubo di informazioni sia rappresentata da noi tutti, e supponiamo che, a un certo punto, per qualche ragione, verificata o presunta, la sezione si riduca a uno solo di noi. Visto che la portata è costante e la sezione si è ridotta, la velocità è aumentata tantissimo, cresciuta tanto da spazzare via quell’unica persona. Emotivamente, politicamente, socialmente o, addirittura, come è successo a Jason Arday, fisicamente.
Jason Arday si è ucciso, e non è più interessante indagare se fosse un millantatore o quanto lo fosse, se fosse uno studioso serio, o quanto lo fosse, se avesse, oltre al talento, il carattere per ricoprire il ruolo che gli era stato assegnato, se avesse i titoli o fosse stato utilizzato come simbolo di quella terribile religione nella quale alcuni vorrebbero trasformare il progressismo. Se errori sono stati commessi, non possono più essere analizzati e corretti, e dunque non servono a nessuno.
Il flusso di informazione — ripeto, senso molto largo: notizie, commenti, repliche, smentite, ancora commenti — che ha investito Arday e non si interrompe nonostante sia morto, è un coro di persone (o bot) inneggianti a meritocrazia, vittime della dittatura woke, specchiati percorsi accademici, a “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. La sezione per il flusso di informazioni potrebbe ridursi a ciascuno di noi, e dunque il punto è far sì che non accada e nessuno resti schiacciato. E come?
Anche quando non si è d’accordo, anche quando il proprio percorso è stato orgogliosamente diverso, anche quando le magagne sono evidenti, non scostarsi da chi sta per essere spazzato via dalla velocità del vorticoso e spurio flusso di informazioni, commenti, repliche, smentite, screenshot, e ancora commenti. Quando è rimasto in piedi, allora si può capire, e anche, dopo aver capito, giudicare.
Da anni ho in mente di scrivere un saggio nel quale concetti base di fisica classica, come la portata, siano utilizzati per interpretare, e laddove si possa, correggere, le brutture che produciamo e nelle quali viviamo immersi.
Forse, laddove l’etica e la morale hanno fallito, l’educazione civica e la politica hanno latitato, e tutto ciò che prevede regole — tranne il calcio, anche se non ci classifichiamo ai mondiali da 12 anni e mio nipote nei suoi 12 anni, non ha mai visto gli Azzurri giocarsi il titolo di campioni del mondo — laddove, dicevo, tutto ciò che prevede regole viene vissuto come costrizione, limitazione della libertà personale, forse, la fisica classica, così limpida, così lontana dal giudizio e così vicina alla comprensione del mondo, potrebbe tornare utile.
Mentre la fisica quantistica si avvia a essere interpretazione dell’anima e del senso ultimo, la vecchia, solida fisica classica può servirci giorno per giorno, in politica, nell’analisi della società, e nella misura della nostra civiltà.