Ah, le «partecipazioni», il concorso all’auspicio, l’associarsi fervido! Il caso del malanno che ha colpito, sembra duramente, l’ex onorevole Alessandro Di Battista mentre era in trasferta giornalistica a Cuba ha destato un coro di commenti che non manca di ispirare riflessioni. Fa perlomeno pensare che, in quanto al partecipare, Pierre, barone di Coubertin, fondatore dei giochi olimpici moderni, potrebbe ormai ambire a un discreto patronato delle attività social.
Il suo motto «l’importante è partecipare», giammai apprezzato dagli agonisti (anche perché male inteso da tutti gli altri), andrebbe infatti riconvertito. Consentirebbe di comprendere il significato di quell’unanime mobilitazione con cui i componenti della classe politica italiana hanno appunto partecipato, uno per uno, e pubblicamente, all’apprensione dei cari di Alessandro Di Battista e augurato a lui di rimettersi prontamente e tornare. Tornare, c’è da credere, non soltanto in Italia da Cuba ma persino nell’agone politic…
Ah, le «partecipazioni», il concorso all’auspicio, l’associarsi fervido! Il caso del malanno che ha colpito, sembra duramente, l’ex onorevole Alessandro Di Battista mentre era in trasferta giornalistica a Cuba ha destato un coro di commenti che non manca di ispirare riflessioni. Fa perlomeno pensare che, in quanto al partecipare, Pierre, barone di Coubertin, fondatore dei giochi olimpici moderni, potrebbe ormai ambire a un discreto patronato delle attività social.
Il suo motto «l’importante è partecipare», giammai apprezzato dagli agonisti (anche perché male inteso da tutti gli altri), andrebbe infatti riconvertito. Consentirebbe di comprendere il significato di quell’unanime mobilitazione con cui i componenti della classe politica italiana hanno appunto partecipato, uno per uno, e pubblicamente, all’apprensione dei cari di Alessandro Di Battista e augurato a lui di rimettersi prontamente e tornare. Tornare, c’è da credere, non soltanto in Italia da Cuba ma persino nell’agone politico da cui si era distaccato ormai anni or sono.
La meno protocollare di tali partecipanti esternazioni deve essere il «Forza, Ale» del ministro della Difesa Guido Crosetto (stesso testo scelto anche da Fiorella Mannoia): farà precedente negli archivi del ministero? Il suo collega degli Esteri Antonio Tajani, dando notizia del suo interessamento presso l’ambasciata a Cuba e garanzia di assistenza da parte del suo dicastero, ha ritenuto di aggiungere piamente: «Prego per la sua salute».
Così anche Giuseppe Conte, specificando: «da credente». La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha inviato invece «un pensiero pieno di affetto». Si è poi fatto notare, almeno fino a una certa ora di domenica 30 agosto, il silenzio di Beppe Grillo: se verrà mantenuto sarà di quelli che di solito meritano la qualifica ormai stancamente ossimorica di «assordante».
Ma per il resto, tutti hanno partecipato: quelli che da un ritorno di Di Battista non solo alla salute ma anche all’impegno politico diretto possono sperare di ricavare qualche lucro elettorale e quelli che lo preferirebbero sano ma fuori dai giochi.
Proprio negli ultimi giorni prima del malore si era infittito un chiacchiericcio sul possibile «effetto Vannacci» che, in termine di erosione di suffragi, avrebbe avuto per l’alleanza tra ex-grillini e centrosinistra una lista elettorale guidata dall’ex-triumviro dei Cinque Stelle. Ora il fair play rappresentato dalla selva di auguri sembra invitare a non pensarci più.
C’è poi da ricordare — e come no? — che quando occupava il proscenio Di Battista è stato un comunicatore assai efficace ma anche assai ruvido, anzi ruvido e quindi efficace: di piedi non ne pestò pochi. A molti dei partecipanti ora pare perciò il caso di premettere un’avvertenza: «Non ho mai condiviso nessuna delle sue idee, ma» (segue formula augurale).
Una tale partecipazione bina sui social si è anche incontrata in modalità addirittura trina, secondo lo schema: 1. Premesso che l’ho sempre avversato; 2. Inteso che desidero vederlo tornare guarito e vispo al più presto; 3. Quel volo sanitario, se sto male all’estero, sarebbe disponibile anche per me? E altrimenti a cosa è dovuto?
Senza alcuna premessa sono invece i messaggi dei detrattori meno commossi, sino ad arrivare agli odiatori veri e propri, che non mancano mai. Anche queste ultime categorie vanno però annoverate nella massa dei partecipanti, settore maligno.
Si sente dire nel complesso che si tratta di un fenomeno esibitorio di umanità senza alcuno scopo politico: come a dire che sono manifestazioni di disinteressata solidarietà. Sarà pure, per quanto riguarda il significato verbale di questi benintenzionati auspici. Ma il fatto di darli, il loro carattere di «partecipazione» è inequivocabile: ed è la pura sostanza del politico odierno. La secolare sentenza dice che «un bel tacer non fu mai scritto». Le belle partecipazioni scritte invece lo sono. E quindi, con il benestare di de Coubertin, si concorre.