✕

Poche idee ma confuse per fermare Vannacci

(agf)

Ascolta l'audio

L’indagine nelle forze armate rappresenta il primo segnale che qualcosa si muove
2 minuti di lettura

Se le elezioni fossero un’esercitazione estiva, dove non si spara sul serio, il vincitore sarebbe senz’altro Vannacci, lo scaltro generale in congedo. A destra è il personaggio del momento, protagonista di un’ascesa nei sondaggi di cui non ci sono precedenti. E sembra che tutti - i giornali, le tv, i “social” - siano impegnati a dargli una mano affinché la rincorsa continui. L’invito al Forum Ambrosetti, di cui abbiamo già parlato in questa colonna, serve a Vannacci per legittimarsi negli ambienti economici e accademici, rendendo la sua figura presentabile in società, per così dire. Ma non c’è bisogno di molta fantasia per capire che l’uomo non si rivolgerà in prevalenza alla platea del Forum: il suo mondo è all’esterno, fra coloro che sono scontenti della destra, a cominciare dalla Lega, ma in fondo anche della sinistra. È un segmento diffuso, forse più di quanto si creda, rappresentato oggi più dai 5S che dal Pd. E probabilmente si sbagliano, questi settori del centrosinistra, se cr…

Se le elezioni fossero un’esercitazione estiva, dove non si spara sul serio, il vincitore sarebbe senz’altro Vannacci, lo scaltro generale in congedo. A destra è il personaggio del momento, protagonista di un’ascesa nei sondaggi di cui non ci sono precedenti. E sembra che tutti - i giornali, le tv, i “social” - siano impegnati a dargli una mano affinché la rincorsa continui. L’invito al Forum Ambrosetti, di cui abbiamo già parlato in questa colonna, serve a Vannacci per legittimarsi negli ambienti economici e accademici, rendendo la sua figura presentabile in società, per così dire. Ma non c’è bisogno di molta fantasia per capire che l’uomo non si rivolgerà in prevalenza alla platea del Forum: il suo mondo è all’esterno, fra coloro che sono scontenti della destra, a cominciare dalla Lega, ma in fondo anche della sinistra. È un segmento diffuso, forse più di quanto si creda, rappresentato oggi più dai 5S che dal Pd. E probabilmente si sbagliano, questi settori del centrosinistra, se credono di essere inattaccabili dalla demagogia di Futuro Nazionale.

La strategia di incoraggiare i “vannacciani” nella loro costante penetrazione a destra equivale, è indubbio, al piano d’indebolire e forse destabilizzare il centrodestra, ma si rivela miope perché alla lunga Fn è un danno per l’intero equilibrio democratico. Per cui si torna al “che fare?”. Quando ci si appella alla politica affinché trovi la strada per frenare la scalata dell’estrema destra, non s’intende auspicare un’inchiesta per ricostituzione del partito fascista in base alla legge Scelba.

Quella norma, approvata nei primi anni Cinquanta, punisce chi intenda ricostruire il partito mussoliniano, anche attraverso una palese apologia di simboli e costumi del fatidico Ventennio. Non è una legge che possa essere impugnata contro qualsiasi movimento di estrema destra, per quanto ripugnante. Altrimenti sarebbe uno strumento liberticida con il rischio, per contrasto, di rendere più attraente per gli estremisti la sigla che si vuole colpire.

Ben altra questione è l’ipotesi di una connivenza tra militari in servizio attivo e gli obiettivi politici di un partito. In questo caso un partito in cui la componente militare, sia pure al di fuori dei ranghi, è assai rappresentata. Fin qui non sono state trovate prove di un simile intreccio, salvo episodi molto minori, ma il buonsenso suggerisce di proseguire le indagini. È un campo in cui la massima severità è doverosa: una propaganda filo-russa e anti-Nato nell’esercito sarebbe ovviamente l’ultima cosa da augurarsi. Circa vent’anni fa in Germania furono scoperte le infiltrazioni del partito neo-nazista (non l’attuale Alternative, che è più astuta) nelle forze armate. Ne derivò uno scandalo clamoroso, ma anche un profondo rinnovamento dei corpi militari tedeschi. Ne uscì distrutto anche il movimento neo-nazista, oggi sostituito, appunto, da Afd in un contesto del tutto diverso, ma con rischi superiori di scivolare verso un confronto militare con Mosca.

In definitiva, il futuro di Vannacci nel centrodestra è tutto da scrivere. La sfida per contenere Fn non è stata del tutto raccolta dai vertici della destra istituzionale, ma l’indagine nelle forze armate rappresenta il primo segnale che qualcosa si muove. La verità è che pochi credono che il generale possa espandersi ancora all’attuale velocità. Lui pensa di poter obbligare Giorgia Meloni a consegnargli le chiavi metaforiche della maggioranza: così da dichiararsi nella prossima legislatura il vero padrone del governo o dell’opposizione. Ma la strada è lunga per tutti: non solo per gli avversari di Vannacci, anche e soprattutto per l’ambizioso personaggio.

Leggi i commenti