Cronaca

In 427 pagine le motivazioni della Corte d'Assise di Perugia per il verdetto contro Raffaele Sollecito e Amanda Knox<br />per il delitto della studentessa inglese avvenuto il primo novembre del 2007. &quot;Delitto senza alcuna programmazione&quot;

Delitto Meredith, depositata sentenza di condanna
"Omicidio nato dalla violenza sessuale di Guede"

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PERUGIA - Quattrocentoventisette pagine. Tante ne sono servite ai giudici della Corte d'Assise di Perugia per motivare la sentenza sull'omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il primo novembre del 2007. Per quel delitto compiuto "senza alcuna programmazione, senza alcuna animosità o sentimento rancoroso", laddove "i fatti risultano essere stati realizzati in forza di contengenze meramente casuali", scrivono i magistrati, sono stati condannati Amanda Knox e Raffaele Sollecito rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. Per lo stesso reato è stato condannato (a 30 anni con rito abbreviato poi ridotti a 16 in appello ndr) l'ivoriano Rudy Hermann Guede, al momento in attesa di ricorrere in Corte di Cassazione.

"Il movente - scrivono i magistrati perugini - di natura erotica sessuale violento che, originatosi dalla scelta del male operata da Rudy, trovò la collaborazione attiva di Amanda e Raffaele". Dal carcere di Viterbo, dove è detenuto, Rudy ha scritto una lettera con un appello: "Chi sa, parli". Una sollecitazione che sembra riguardare gli stessi Amanda e Raffaele (da Rudy indicati, in particolare la studentessa americana che lui aveva sempre detto di conoscere, presenti sulla scena del crimine ndr) che si dichiarano da sempre estranei alla vicenda.

"Un quandro unitario". L'insieme degli elementi emersi nel processo "evidenzia un quadro complessivo e unitario, senza vuoti e incongruenze", hanno scritto i giudici nel fascicolo firmato dal presidente della Corte Giancarlo Massei e dal giudice a latere Beatrice Cristiani. Secondo il collegio, il quadro emerso "comporta come esito necessario e  strettamente consequenziale l'attribuzione dei fatti reato ipotizzati ad entrambi gli imputati".

Il coinvolgimento di Lumumba. Nel provvedimento si afferma inoltre che la Knox "accusò liberamente Patrick Diya Lumumba di avere ucciso Meredith e l'accusò nella consapevolezza dell'innocenza dello stesso Lumumba". I giudici sottolineano come non c'è stata "alcuna conferma" delle sollecitazioni che Amanda avrebbe subito dagli inquirenti per accusare Lumumba. Per la Corte d'assise di Perugia la finalità perseguita dall'americana (condannata anche per il reato di calunnia nei confronti del musicista congolese, ndr) era quella di "indirizzare gli inquirenti per una pista sbagliata, lontana da quella che avrebbe potuto portare all'accertamento della responsabilità propria e del suo fidanzato". "Un comportamento e una scelta, quindi - scrive la Corte - meramente difensivi: Amanda aveva buoni rapporti con Lumumba dal quale era stata sempre trattata bene e pertanto non poteva esserci nessun motivo di rancore, inimicizia, rivalsa che avesse potuto giustificare una accusa così grave".

"Contingenze casuali". Nelle motivazioni si parla di "contingenze meramente casuali che andarono a saldarsi, le une con le altre, creando una situazione che, nella combinazione dei vari fattori, resero possibile i delitti in danno di Meredith: Amanda e Raffaele che improvvisamente si trovano senza alcun impegno; incontrano casualmente (non c'è traccia di alcun appuntamento preso) Rudy Guede e si trovano insieme a questo nella casa di via della Pergola dove proprio quella sera (tra il primo e il 2 novembre del 2007 ndr) Meredith è sola". Secondo i giudici "anche il comportamento posto in essere nei confronti di Meredith dopo le violenze e l'assassinio commessi è consistito nell'averne ricoperto il corpo senza vita evidenzia, oltre a un sentimento di pietà verso la vittima, il rifiuto e quindi una sorta di pentimento per quanto commesso: rifiuto e pentimento affidati a un tale gesto di pietà".

"Guede fu aiutato da Amanda e Raffaele". L'azione delittuosa materiale, ovvero la violenza sessuale, i magistrati la attribuiscono a Rudy Guede, che è stato aiutato da Amanda e Raffaele resi fragili dalla droga assunta. "Amanda e Raffaele - scrivono i giudici - parteciparono attivamente all'azione delittuosa di Rudy finalizzata a vincere la resistenza di Meredith, a soggiogare la volontà e consentire a Rudy di sfogare i propri impulsi lussuriosi". Scrivono ancora i magistrati nelle motivazioni della sentenza: "La prospettiva di aiutare Rudy nel proposito di soggiogare Meredith per abusarne sessualmente, poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato". "Il movente - si legge ancora - quindi di natura erotica sessuale violento che, originatosi dalla scelta del male operata da Rudy, trovò la collaborazione attiva di Amanda e Raffaele. Che tale partecipazione, attiva e violenta, abbia coinvolto anche gli attuali imputati in concorso con Rudy deriva da quanto si è osservato parlando delle lesioni subite da Meredith, dall'esito delle indagini genetiche, dalle impronte di piede nudo rinvenute in varie parti della casa".

"La vittima era sveglia e forte". Una delle prove, secondo i magistrati, dell'omicidio portato avanti da più persone trova conferma nella forza fisica di Meredith, dal suo essere cosciente la sera della violenza e dalla sua passate esperienza in palestra. "Meredith quando iniziò l'azione violenta era sveglia e vestita e non sdraiaiata sul letto". E ancora: "Stando alle analisi la ragazza aveva un fisico snello e dotato ed era fisicamente molto forte, come avevano affermato la madre e la sorella di Meredith. Aveva fatto anche boxing".