VICENZA - Con fredda definizione scientifica gli esperti lo indicano con la sigla M-5. Ma ormai per tutti si chiama Dino, in omaggio alle terre bellunesi che furono di Buzzati, e dove ha cominciato a far parlare di sé per le sue prime scorribande. E' l'orso che adesso sta facendo disperare contadini e allevatori di varie aree del Veneto, che non riescono a difendere il bestiame dai suoi appetiti nonostante venga controllato nei suoi spostamenti grazie ad un radiocollare che permette via satellite di tracciarne i movimenti. Arrivato dal Trentino, Dino ha cominciato a fare merenda soprattutto fra Belluno e Vicenza ed è proprio in quest'ultima provincia che ha deciso di trattenersi più a lungo del previsto.
Gli abitanti di Posina, appunto nel Vicentino, si erano quasi abituati alla presenza del plantigrado tanto che il Comune aveva organizzato dei corsi accelerati per insegnare ai cittadini la convivenza con l'animale, incluso l'atteggiamento da tenere - mai scappare, mai urlare - nel caso di un non auspicabile incontro ravvicinato. Spinto a quote basse alla ricerca di cibo, visto che la neve non accennava a scgliersi sopra quota 1500, in questi giorni Dino sembra prediligere l'area dell'Altopiano di Asiago. E ha sbranato tre asini - due erano femmine in attesa di partirire - cercando poi di fare lo stesso con due cavalle, anche queste in gravidanza, che nella fuga avrebbero perso i piccoli.
E se gli allevatori sperano che si decida presto a cambiare zona, il mito dell'orso da cartone animato resiste. Ed ecco nascere schiere di sostenitori che hanno anche lanciato una crociata su Facebook dedicando all'animale una pagina personale. Il timore, per gli affezionati, è che decida di fare rotta verso l'estero, finendo magari in Germania, dove rischierebbe di fare la fine del suo altrettanto celebre collega Bruno che, fuggito da un centro di reinserimento in Alto Adige, fece strage di animali lungo il cammino finché non mise piede oltreconfine dove trovò ad attenderlo un colpo di fucile che lo lasciò per sempre sul terreno. Per questo i sostenitori di Dino sperano che l'animale resti entro i confini italiani sempre che qualcuno non decida di vendicare asine e cavalle premendo il grilletto - con il rischio però delle pesanti sanzioni previste dal nostro codice penale.
Gli abitanti di Posina, appunto nel Vicentino, si erano quasi abituati alla presenza del plantigrado tanto che il Comune aveva organizzato dei corsi accelerati per insegnare ai cittadini la convivenza con l'animale, incluso l'atteggiamento da tenere - mai scappare, mai urlare - nel caso di un non auspicabile incontro ravvicinato. Spinto a quote basse alla ricerca di cibo, visto che la neve non accennava a scgliersi sopra quota 1500, in questi giorni Dino sembra prediligere l'area dell'Altopiano di Asiago. E ha sbranato tre asini - due erano femmine in attesa di partirire - cercando poi di fare lo stesso con due cavalle, anche queste in gravidanza, che nella fuga avrebbero perso i piccoli.
E se gli allevatori sperano che si decida presto a cambiare zona, il mito dell'orso da cartone animato resiste. Ed ecco nascere schiere di sostenitori che hanno anche lanciato una crociata su Facebook dedicando all'animale una pagina personale. Il timore, per gli affezionati, è che decida di fare rotta verso l'estero, finendo magari in Germania, dove rischierebbe di fare la fine del suo altrettanto celebre collega Bruno che, fuggito da un centro di reinserimento in Alto Adige, fece strage di animali lungo il cammino finché non mise piede oltreconfine dove trovò ad attenderlo un colpo di fucile che lo lasciò per sempre sul terreno. Per questo i sostenitori di Dino sperano che l'animale resti entro i confini italiani sempre che qualcuno non decida di vendicare asine e cavalle premendo il grilletto - con il rischio però delle pesanti sanzioni previste dal nostro codice penale.