Cronaca

CASO CLAPS

"Restivo uccise Elisa con 13 colpi"
Possibile estradizione provvisoria

Il pg di Salerno ha spiegato che ci sono "gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza" nei confronti dell'uomo attualmente in carcere in Inghilterra accusato dell'omicidio di Heather Barnett. Alla ragazza furono tagliati i capelli. Detective della famiglia: "E' stato aiutato anche nei depistaggi"

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SALERNO - "Danilo Restivo ha ucciso Elisa Claps il 12 settembre 1993 colpendola 13 volte al torace con un'arma da punta e taglio, dopo un approccio sessuale rifiutato dalla ragazza". Così il procuratore generale di Salerno, Lucio Di Pietro, ha sintetizzato il delitto avvenuto 17 anni fa e che ha portato ieri a un ordine di arresto nei confronti dell'uomo, attualmente in carcere in Inghilterra, dove si era trasferito anni fa, perché accusato dell'omicidio di Heather Barnett, una sua vicina di casa a Bournemouth. Il magistrato ha aggiunto che nei confronti di Restivo "ci sono gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine all'omicidio di Elisa Claps" e che l'uomo "ha commesso il fatto per motivi abbietti e ha agito con crudeltà". Indizi certi, come il fatto che a Elisa furono tagliati i capelli, elemento che potrebbe essere emerso anche durante l'esame autoptico.

Accusa di omicidio volontario.
"I risultati indizianti su Restivo - ha continuato il procuratore capo di Salerno - sono stati trovati nel corso degli anni. Il ritrovamento del corpo ha offerto i riscontri che sono alla base della richiesta d'arresto". Danilo Restivo, ha aggiunto, "è accusato di omicidio volontario perché ha convinto Elisa a raggiungerlo in chiesa e dopo un tentativo di approccio sessuale l'ha uccisa con 13 coltellate". Dopo averla colpita, provocandone la morte - ha spiegato Di Pietro - "Restivo l'ha trascinata in un angolo del sottotetto della chiesa della Santissima Trinità, coprendo il cadavere con materiale di vario tipo, fra cui tegole e materiale di risulta".

Corpo rimasto sempre nel sottotetto.
Dal giorno dell'omicidio "il corpo di Elisa è sempre rimasto nel sottotetto della chiesa, dove poi è stato trovato" ha detto il procuratore generale. "Dall'esame autoptico del professor Introna, di altissimo livello scientifico - ha aggiunto il magistrato - è emerso che Elisa Claps è stata uccisa proprio la mattina del 12 settembre 1993, esattamente negli stessi luoghi in cui aveva incontrato Danilo Restivo". Di Pietro non ha però precisato se Restivo sia stato aiutato a occultare il cadavere. "In questo momento non ho elementi per rispondere con esattezza a questa domanda" ha detto durante la conferenza stampa.

Rimosso materiale che copriva il cadavere.
Il cadavere non era completamente coperto al momento del ritrovamento, e qualcuno potrebbe aver portato via il materiale sotto il quale era stato nascosto, ha spiegato Rosa Volpe, il pm di Salerno che, insieme ad altri due magistrati, coordina l'inchiesta sul caso Claps. "In questa fase ci interessava risolvere l'omicidio - ha detto ancora Di Pietro - cercheremo con tutto il nostro impegno di accertare i fatti nella loro interezza, per capire chi può aver rimosso il materiale o se qualcun altro ha trovato prima il corpo di Elisa. Faremo dei passi indietro".

Dna non indispensabile per arresto.
"Per l'arresto di Danilo Restivo non era indispensabile il suo dna: gli inquirenti erano già in possesso di gravi indizi colpevolezza" ha detto ancora Lucio Di Pietro spiegando che la procura di Salerno ha chiesto l'arresto di Restivo l'11 maggio scorso, una settimana prima del fermo effettuato dalla polizia inglese, avvenuto il 19 maggio, quando è partita la richiesta di prelevare il suo dna. Il gip ha accolto la richiesta il 22 maggio. "L'11 maggio - ha spiegato Di Pietro - la procura generale ha depositato alla cancelleria del gip anche la richiesta di emissione di un mandato di arresto europeo e il gip ha accolto totalmente la richiesta cautelare".

Estradizione provvisoria.
Danilo Restivo intanto è al centro di un altro procedimento giudiziario e il 24 settembre sarà giudicato da una corte inglese per la morte di Heather Barnett. A questo proposito il procuratore ha detto che sarà "possibile una estradizione provvisoria" dall'Inghilterra all'Italia. "Per portare Restivo in Italia non ci saranno difficoltà: ci siederemo a un tavolo con gli inglesi e troveremo un accordo sui tempi del processo" ha detto Di Pietro. "I protocolli internazionali saranno rispettati". Il pm Rosa Volpe ha detto che "le procedure sarebbero state identiche" anche nel caso in cui Restivo fosse stato arrestato prima in Italia. "In questa fase - ha aggiunto Volpe - abbiamo un anno per eseguire effettivamente l'arresto". La magistratura di Salerno ha infatti un anno di tempo per completare la fase delle indagini preliminari senza che Restivo venga rimesso in libertà, prima della richiesta di rinvio a giudizio e dell'avvio del dibattimento processuale.

Legale famiglia Claps soddisfatta per indagini.
"Siamo alla fine per Danilo Restivo ma all'inizio per tutto il resto" ha detto l'avvocato della famiglia Claps, Giuliana Scarpetta, al termine della conferenza stampa dei magistrati di Salerno sull'arresto del presunto omicida della ragazza. Scarpetta ha detto di essere "assolutamente soddisfatta di questo provvedimento nei confronti di Restivo. Sono soddisfatta anche per come il procedimento sta proseguendo. So che non si fermeranno perché, come ha detto il procuratore generale, si sta indagando su tutto a 360 gradi. So che si faranno indagini - ha concluso - su responsabilità e coperture: si andrà fino in fondo".

Depistaggi, "Restivo è stato aiutato".
E' la convinzione di Marco Gallo, detective privato e tecnico della difesa della famiglia Claps, che lascia intendere come dietro l'omicidio abbia agito una regia in grado di operare sia per l'occultamento del cadavere che nel depistaggio le indagini. Perché, spiega Gallo, "uno dei maggiori attori di questa vicenda è crocevia di interessi ben più importanti dell'omicidio della povera Elisa". Restivo, secondo Gallo, è stato aiutato da almeno altre due persone. "Hanno operato dalle 14 alle 16,30, senza di lui, che fu invece mandato a casa. Successivamente, proprio dopo la morte di don Mimì Sabia, qualcuno potrebbe aver tolto il materiale di risulta che copriva la salma proprio per far scoprire quel corpo". Diversa la prospettiva del questore di Potenza, Romolo Panico, secondo cui i depistaggi ci furono, ma "non dolosi, non volontari". Lo scorso 15 maggio, durante la Festa della Polizia, Panico aveva parlato di "innocenti depistaggi". "E' stata fatta una radiografia su due parole - tiene a chiarire oggi il questore -. E' stata una esagerazione su un termine forse anche sbagliato grammaticalmente. Io volevo intendere che, dopo 17 anni, i depistaggi erano stati non dolosi, non volontari".

Salma a famiglia dopo incidente probatorio.
La salma di Elisa Claps sarà restituita alla famiglia "a breve", appena sarà terminato l'incidente probatorio" ha detto il pm Rosa Volpe. "Sono necessari ulteriori accertamenti - ha aggiunto il magistrato - verifiche che devono essere fatte al termine delle quali la salma sarà restituita alla famiglia".