REGGIO CALABRIA - C'è un delitto d'onore all'origine della strage di Duisburg. La faida tra i Nirta-Strangio e i Pelle-Vottari ha radici antiche, che risalgono al 1991. Tuttavia, il riacuirsi dei vecchi rancori e di ferite mai rimarginate, è collegato direttamente all'assassinio di Salvatore Favasuli, dell'Epifania del 2005.
Il primo sangue macchiò le strade di San Luca a Carnevale del '91, con una lite partita da un banale lancio di uova. Morirono Francesco Strangio e Domenico Nirta. Si disse che Antonio Vottari, l'assassino, aveva sparato perché provocato. Per questo i boss stabilirono che avrebbe avuto salva la vita a patto di lasciare il paese dell'Aspromonte. Vottari fece orecchie da mercante e per questo fu ucciso il 25 luglio del '92. Crivellato. La leggenda dice che ogni famiglia avversaria gli sparò un colpo in faccia, l'autopsia stabilì che i proiettili che gli devastarono il volto furono almeno dodici.
Il primo maggio dell'anno successivo, le famiglie tornarono ad impugnare le armi. In un solo giorno caddero Giuseppe Vottari e Vincenzo Puglisi, poche ore dopo la risposta arrivò col massacro di Antonio Strangio e Giuseppe Pilia. Fu a quel punto che i capi storici della famiglie, appartenenti alla così detta "Maggiore", il livello più alto della 'ndrangheta, si resero conto che si stavano aprendo pericolose crepe nell'organizzazione di San Luca, e imposero la pace.
Così fu. Fino al giorno della befana del 2005. A contrada "Palazzi" di Casignana, ad una manciata di chilometri da San Luca, in un agguato fu ucciso Salvatore Favasuli, 26 anni. E', secondo gli investigatori, un delitto passionale, un omicidio d'onore vecchio stile. A ottobre 2010 a Rivalta (Torino) viene arrestato Domenico Giorgi, di 28 anni, presunto affiliato della 'ndrangheta, accusato di essere l'esecutore dell'omicidio di Favasuli. Dalle indagini emerse che Favasuli era stato "punito" per una sua relazione con l'allora fidanzata di Domenico Giorgi.
A scontare per l'omicidio di Favasuli non fu però Domenico Giorgi, ma la sua famiglia, che subì pesanti ritorsioni. I Favasuli, infatti, organizzarono la vendetta uccidendo il 31 ottobre del 2005 Antonio Giorgi, di 21 anni, fratello di Domenico. I responsabili dell'assassinio di Antonio furono identificati e condannati. A raccontare ai magistrati della Dda di Reggio Calabria tutti i risvolti dell'assassinio di Favasuli fu però un pentito, Rocco Varacalli, che consentì ai magistrati di riscontrare alcuni elementi già raccolti dai carabinieri. L'assassinio di Favasuli avrebbe fatto poi da causa scatenante di nuovi omicidi. Salvatore Favasuli, infatti, era parente di Francesco Pelle, detto "Pakistan", ferito pochi mesi dopo dell'omicidio di Antonio Giorgi, e rimasto paralizzato dopo l'agguato.
La vendetta scatta pochi mesi dopo e, in particolare, su Maria Strangio, uccisa il giorno di Natale del 2006 per errore (il vero obiettivo era il marito Giovanni Luca). In questo senso l'agguato costato la vita alla donna sarebbe stata la vendetta di "pakistan", contro gli Strangio. Da qui alla strage di Duisburg del ferragosto del 2007 il passaggio fu breve. Il massacro costato la vita a 6 persone altro non sarebbe se non la risposta dei Nirta-Strangio contro i Pelle-Vottari all'assassinio di Maria. Ma alla base della riesplosione della faida altro non ci sarebbe se non la violenta cultura della 'ndrangheta, secondo cui l'onore si lava nel sangue, sempre.
Il primo sangue macchiò le strade di San Luca a Carnevale del '91, con una lite partita da un banale lancio di uova. Morirono Francesco Strangio e Domenico Nirta. Si disse che Antonio Vottari, l'assassino, aveva sparato perché provocato. Per questo i boss stabilirono che avrebbe avuto salva la vita a patto di lasciare il paese dell'Aspromonte. Vottari fece orecchie da mercante e per questo fu ucciso il 25 luglio del '92. Crivellato. La leggenda dice che ogni famiglia avversaria gli sparò un colpo in faccia, l'autopsia stabilì che i proiettili che gli devastarono il volto furono almeno dodici.
Il primo maggio dell'anno successivo, le famiglie tornarono ad impugnare le armi. In un solo giorno caddero Giuseppe Vottari e Vincenzo Puglisi, poche ore dopo la risposta arrivò col massacro di Antonio Strangio e Giuseppe Pilia. Fu a quel punto che i capi storici della famiglie, appartenenti alla così detta "Maggiore", il livello più alto della 'ndrangheta, si resero conto che si stavano aprendo pericolose crepe nell'organizzazione di San Luca, e imposero la pace.
Così fu. Fino al giorno della befana del 2005. A contrada "Palazzi" di Casignana, ad una manciata di chilometri da San Luca, in un agguato fu ucciso Salvatore Favasuli, 26 anni. E', secondo gli investigatori, un delitto passionale, un omicidio d'onore vecchio stile. A ottobre 2010 a Rivalta (Torino) viene arrestato Domenico Giorgi, di 28 anni, presunto affiliato della 'ndrangheta, accusato di essere l'esecutore dell'omicidio di Favasuli. Dalle indagini emerse che Favasuli era stato "punito" per una sua relazione con l'allora fidanzata di Domenico Giorgi.
A scontare per l'omicidio di Favasuli non fu però Domenico Giorgi, ma la sua famiglia, che subì pesanti ritorsioni. I Favasuli, infatti, organizzarono la vendetta uccidendo il 31 ottobre del 2005 Antonio Giorgi, di 21 anni, fratello di Domenico. I responsabili dell'assassinio di Antonio furono identificati e condannati. A raccontare ai magistrati della Dda di Reggio Calabria tutti i risvolti dell'assassinio di Favasuli fu però un pentito, Rocco Varacalli, che consentì ai magistrati di riscontrare alcuni elementi già raccolti dai carabinieri. L'assassinio di Favasuli avrebbe fatto poi da causa scatenante di nuovi omicidi. Salvatore Favasuli, infatti, era parente di Francesco Pelle, detto "Pakistan", ferito pochi mesi dopo dell'omicidio di Antonio Giorgi, e rimasto paralizzato dopo l'agguato.
La vendetta scatta pochi mesi dopo e, in particolare, su Maria Strangio, uccisa il giorno di Natale del 2006 per errore (il vero obiettivo era il marito Giovanni Luca). In questo senso l'agguato costato la vita alla donna sarebbe stata la vendetta di "pakistan", contro gli Strangio. Da qui alla strage di Duisburg del ferragosto del 2007 il passaggio fu breve. Il massacro costato la vita a 6 persone altro non sarebbe se non la risposta dei Nirta-Strangio contro i Pelle-Vottari all'assassinio di Maria. Ma alla base della riesplosione della faida altro non ci sarebbe se non la violenta cultura della 'ndrangheta, secondo cui l'onore si lava nel sangue, sempre.