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Melania, ecco la telefonata anonima
che dà l'allarme ai carabinieri

I magistrati di Ascoli hanno deciso di diffondere l'audio che segnalò la presenza del cadavere. Intanto emergono nuovi dettagli sulla personalità del marito, Salvatore Puglisi, sospettato dell'omicidio
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ASCOLI PICENO - I carabinieri di Ascoli Piceno hanno trasmesso ai media e alle testate Tv la registrazione audio della telefonata anonima che il 20 aprile scorso segnalò la presenza di un cadavere, quello di Melania Rea, nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella. E' il primo atto disposto dalla Procura di Teramo, che ieri ha preso in carico il fascicolo dell'inchiesta sull'efferato omicidio della casalinga di Somma Vesuviana per il quale è stato arrestato il vedovo Salvatore Parolisi. Obiettivo dei magistrati abruzzesi è individuare la persona che il 20 aprile chiamò il 113 da una cabina telefonica di Teramo, con una voce di uomo anziano dal forte accento dialettale.

AUDIO

Salvatore Parolisi viene intanto definito dai Carabinieri come una "personalità camaleontica, un soggetto naturalmente incline alla mistificazione del reale ed alla menzogna". Nella caserma dove prestava servizio come caporalmaggiore, la Emidio Clementi di Ascoli, sa…
ASCOLI PICENO - I carabinieri di Ascoli Piceno hanno trasmesso ai media e alle testate Tv la registrazione audio della telefonata anonima che il 20 aprile scorso segnalò la presenza di un cadavere, quello di Melania Rea, nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella. E' il primo atto disposto dalla Procura di Teramo, che ieri ha preso in carico il fascicolo dell'inchiesta sull'efferato omicidio della casalinga di Somma Vesuviana per il quale è stato arrestato il vedovo Salvatore Parolisi. Obiettivo dei magistrati abruzzesi è individuare la persona che il 20 aprile chiamò il 113 da una cabina telefonica di Teramo, con una voce di uomo anziano dal forte accento dialettale.

AUDIO

Salvatore Parolisi viene intanto definito dai Carabinieri come una "personalità camaleontica, un soggetto naturalmente incline alla mistificazione del reale ed alla menzogna". Nella caserma dove prestava servizio come caporalmaggiore, la Emidio Clementi di Ascoli, sarebbe stato protagonista di molestie ai danni di alcune reclute di sesso femminile nel dicembre del 2010. A confermarlo Domenico Rossi, sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito. "Dopo la denuncia il caporale fu trasferito al confine, in un reparto che opera lungo una delle nostre frontiere", ha detto Rossi.

Da oggi gli atti dell'indagine passano ufficialmente alla magistratura teramana. Al caso lavoreranno i sostituti procuratori Greta Aloisi e Davide Rosati, con la supervisione del procuratore capo, Gabriele Ferretti. I pm teramani richiederanno al gip l'emissione della nuova ordinanza di custodia cautelare, contro la quale eventualmente sarà possibile il ricorso al tribunale del riesame dell'Aquila, come gli avvocati di Parolisi hanno già fatto intendere di voler fare, dicendo che in quella sede l'uomo si difenderà.