VARESE - "Ho sentito che il sindacato di polizia Sap dice che questi hanno intenzione di uccidere: io temo sia così, perchè quando si prendono le bombe carta, le molotov, i massi da lanciare addosso a poliziotti e carabinieri si ha intenzione di uccidere": lo ha detto il ministro Maroni Parlando delle manifestazioni per il cantiere Tav in Val di Susa, di nuovo riaccese la notte scorsa a Chiomonte. "Lo avevo detto e lo ribadisco - ha aggiunto il ministro - questa è la mia opinione".
Secca la replica di uno dei leader del movimento No Tav, Alberto Perino: "'Un'affermazione azzardata e
provocatoria", quella di Roberto Maroni. "I manifestanti No tav - aggiunge - vorrebbero piuttosto non essere uccisi dato che il vero problema è che si continua a sparare ad altezza d'uomo, anche se si tratta di lacrimogeni per i quali, però qualcuno ha già riportato danni al viso. Sarebbe il caso - conclude Perino - che tutti si impegnassero ad abbassare un pò i toni".
Dello stesso avviso è il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano: "La vicenda Tav è una vicenda complessa, nella quale tutti hanno fatto degli errori. Come ultima ruota del carro del sistema istituzionale mi permetto di dire al ministro Maroni che le parole, come gli atti, dovrebbero essere il meno violenti possibili. Non giustifico le azioni violente compiute da una parte del movimento No Tav, ma credo che a livello istituzionale sarebbe opportuno moderare i toni".
"La Tav - prosegue - è una vicenda delicata che non riguarda solo la realizzazione di un'opera, poichè è anche una questione di ordine pubblico e sociale, per questo credo che la politica e le istituzioni dovrebbero ripendere il bandolo della matassa con un confronto serio con le amministrazioni locali che sono gli interlocutori della Valle", conclude il sindaco.
Secca la replica di uno dei leader del movimento No Tav, Alberto Perino: "'Un'affermazione azzardata e
provocatoria", quella di Roberto Maroni. "I manifestanti No tav - aggiunge - vorrebbero piuttosto non essere uccisi dato che il vero problema è che si continua a sparare ad altezza d'uomo, anche se si tratta di lacrimogeni per i quali, però qualcuno ha già riportato danni al viso. Sarebbe il caso - conclude Perino - che tutti si impegnassero ad abbassare un pò i toni".
Dello stesso avviso è il sindaco di Venaus, Nilo Durbiano: "La vicenda Tav è una vicenda complessa, nella quale tutti hanno fatto degli errori. Come ultima ruota del carro del sistema istituzionale mi permetto di dire al ministro Maroni che le parole, come gli atti, dovrebbero essere il meno violenti possibili. Non giustifico le azioni violente compiute da una parte del movimento No Tav, ma credo che a livello istituzionale sarebbe opportuno moderare i toni".
"La Tav - prosegue - è una vicenda delicata che non riguarda solo la realizzazione di un'opera, poichè è anche una questione di ordine pubblico e sociale, per questo credo che la politica e le istituzioni dovrebbero ripendere il bandolo della matassa con un confronto serio con le amministrazioni locali che sono gli interlocutori della Valle", conclude il sindaco.