✕

Italiano ucciso in Brasile
il corpo fatto a pezzi da un killer

Le spoglie di Franco Sala sono state ritrovate nella città di Anapolis. Il suo assassinio è stato commissionato dalla donna a cui aveva prestato 100mila franchi svizzeri
1 minuti di lettura
ROMA - Ucciso e fatto a pezzi. A sei mesi dalla scomparsa è stata fatta luce sulla sorte di Franco Sala. L'uomo, nato nel 1954 in Molise, era scomparso in Brasile dal marzo di quest'anno ed è stato ritrovato fatto a pezzi sotto una coltre di cemento nella città di Anapolis, nello stato di Goias. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Sala avrebbe conosciuto in Svizzera una donna brasiliana, Arlete Goncalves. Dopo un breve rapporto, la donna avrebbe convinto Sala, che viveva di una pensione di invalidità civile, a prestarle 100 mila franchi svizzeri per poter rientrare in patria.

Sala decise di seguirla, non si sa se per proseguire il rapporto o per recuperare i soldi. Giunto in Brasile il 7 marzo scorso, però, di lui si persero le tracce. Il fratello Antonio, insospettito da alcuni prelievi sul conto in banca, denunciò la sparizione di Franco ai carabinieri che trasmisero la denuncia all'ambasciata d'Italia a Brasilia.

Grazie alle pressioni …
ROMA - Ucciso e fatto a pezzi. A sei mesi dalla scomparsa è stata fatta luce sulla sorte di Franco Sala. L'uomo, nato nel 1954 in Molise, era scomparso in Brasile dal marzo di quest'anno ed è stato ritrovato fatto a pezzi sotto una coltre di cemento nella città di Anapolis, nello stato di Goias. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Sala avrebbe conosciuto in Svizzera una donna brasiliana, Arlete Goncalves. Dopo un breve rapporto, la donna avrebbe convinto Sala, che viveva di una pensione di invalidità civile, a prestarle 100 mila franchi svizzeri per poter rientrare in patria.

Sala decise di seguirla, non si sa se per proseguire il rapporto o per recuperare i soldi. Giunto in Brasile il 7 marzo scorso, però, di lui si persero le tracce. Il fratello Antonio, insospettito da alcuni prelievi sul conto in banca, denunciò la sparizione di Franco ai carabinieri che trasmisero la denuncia all'ambasciata d'Italia a Brasilia.

Grazie alle pressioni della nostra delegazione la polizia brasiliana ha aperto un'indagine e ha iniziato ad indagare sulla Goncalves. Scoprendo immagini video che mostravano la donna e il figlio che usano la carta di credito di Sala. E proprio il figlio, coinvolto nel narcotraffico ad Anapolis, ha confessato di aver pagato tremila real (circa 1300 euro) ad un killer per far sparire l'amante italiano della madre. Anche l'esecutore è stato arrestato e si è potuto così scoprire il luogo dove il corpo del malcapitato era seppellito, dopo essere stato fatto a pezzi.