Cronaca

<span style="font-weight: bold;">IL DELITTO DI PERUGIA<br /></span>

La difesa: "Amanda crocifissa dai media"
Lunedì verdetto per Knox e Sollecito

In un'aula gremita da giornalisti americani e alla presenza dei familiari della studentessa, le arringhe degli avvocati Dalla Vedova e Ghirga. "E' innocente" ma è stata "impalata su una pubblica piazza". "Il dolore merita rispetto, ma non a costo di lasciare in carcere due innocenti"

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PERUGIA - Al processo d'appello per l'omicidio di Meredith Kercher è di scena la difesa di Amanda Knox, la studentessa americana, coinquilina della vittima, condannata in primo grado a 26 anni di reclusione assieme a Raffaele Sollecito, studente pugliese suo fidanzato all'epoca dei fatti. L'arringa difensiva è affidata agli avvocati Claudio Dalla Vedova e Luciano Ghirga, in un'aula in cui trova posto l'intera famiglia della studentessa americana, giunta da Seattle, e circondata da uno stuolo di giornalisti americani.

LE FOTO Amanda Knox in aula

Amanda deve rispondere anche di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, da lei accusato del delitto nelle prime fasi dell'indagine, poi prosciolto perché risultato completamente estraneo alla vicenda. La Knox si proclama innocente e già in primo grado i suoi legali ne avevano chiesto l'assoluzione. Con molta probabilità, la Corte di Assise di Appello entrerà in camera di consiglio per emettere il verdetto sulla sorte di Amanda e Raffaele lunedì prossimo. Lo ha annunciato in aula il presidente della Corte, Claudio Pratillo Hellman.

"Affrontiamo questa discussione con la forza della consapevolezza dell'innocenza di Amanda Knox, una ragazza ben diversa da quella sempre raffigurata e da più di mille giorni in carcere" attacca l'avvocato Dalla Vedova. "Affrontiamo questo processo con un animo più sereno rispetto al primo grado - prosegue il legale - Con la consapevolezza che qualcosa è cambiato. Quante volte abbiamo sentito Amanda Knox dire: perché non mi credono? In virtù della decisione fortemente motivata della riapertura del dibattimento, è ovvio che oggi le risultanze della perizia ci danno un certo conforto".

Amanda Knox, denuncia in aula l'avvocato Dalla Vedova,  "è stata crocifissa e impalata sulla pubblica piazza", in riferimento al ruolo dei media nella vicenda dell'omicidio di Meredith Kercher. Quei media, secondo il legale, nei riguardi di Amanda, sono arrivati a "offendere la libertà della persona, la parte sessuale, la storia medica, il suo credo, i suoi affetti. Chi, se non lei, è stata travolta da uno tsunami mediatico? da un processo esterno assolutamente inopportuno?".

"Siate rispettosi del dolore che la morte di Meredith Kercher ha causato - è l'invito di Dalla Vedova - ma non a costo di tenere in carcere degli innocenti. Il dolore non ha un peso, uno non vale più dell'altro. Non facciamo una valutazione del dolore, perché il dolore non è un argomento giuridico. Tutti i dolori hanno un valore, anche quello di una ragazza che è in carcere ed è innocente".

Il legale conclude la sua arringa chiedendo l'assoluzione di Amanda Knox, sottolineando a più riprese l'"illogicità" di numerosi passaggi della sentenza di primo grado. "Alla luce dell'assoluta incapacità della sentenza di raggiungere i limiti di legge per la condanna, dei gravi e gravissimi errori fatti, dell'incertezza in cui tuttora permaniamo, l'unica decisione possibile che può essere presa è l'assoluzione di Amanda Knox".

La parola passa quindi all'altro legale della Knox, Luciano Ghirga, che riprende il filo conduttore del processo mediatico, prima ancora che giudiziario, alla sua assistita. L'immagine di Amanda Knox "è stata massacrata su dati sensibili come sesso e salute, anche da sette libri - rincara l'avvocato - Un processo che inizia il 7 novembre del 2007, il giorno precedente all'udienza di convalida del fermo (avvenuto il 6 novembre - ndr) con la pubblicazione del verbale del provvedimento".

L'avvocato Ghirga ricorda così i 400 colloqui avuti con la Knox ("una vicenda che mi ha preso il cuore, ma non ha mai impedito di credere ad Amanda"), poi definisce "ineccepibili" le conclusioni della perizia sulle tracce di Dna, fatta svolgere dai giudici d'appello, che ha liquidato come "non attendibili" i risultati degli esami svolti dalla polizia scientifica. "Abbiamo condiviso - dice Ghirga - la non attendibilità della traccia genetica attribuita a Meredith sul coltello (l'utensile da cucina considerato dall'accusa l'arma del delitto, ndr). C'era amido sulla lama e questo prova l'uso domestico, perché altrimenti si sarebbe trovato sangue". 

La conclusione è un piccolo colpo di teatro: "Amanda Knox ha il cuore pieno di speranza di tornare libera", dice Ghirga, dando una carezza sulla testa della ragazza.