MILANO - Il 28 maggio 1974 un attentato di un gruppo di neofascisti in piazza della Loggia a Brescia provocò otto morti e oltre un centinaio di feriti. Nel 2010 tutti e cinque gli imputati vennero assolti per insufficienza di prove. Oggi, a poco meno di un anno di distanza, spunta un nuovo pentito disposto a collaborare con i magistrati che indagano sulla strage di Brescia e con i giudici milanesi che si occupano della strage di piazza Fontana.
Si tratterebbe di un friulano di 60 anni, legato agli ambienti della destra eversiva, che avrebbe cominciato a collaborare circa un anno fa, poco prima della sentenza di assoluzione della Corte d'assise.
L'uomo, parlando con i Ros, ha indicato che un ragazzo veneto, un estremista di destra minorenne all'epoca dei fatti, avrebbe avuto un ruolo operativo nella strage.
La Procura avrebbe aperto un nuovo fascicolo, al momento a carico di ignoti. Le rivelazioni del pentito, se considerate credibili dai magistrati, potrebbero essere utilizzate nel processo d'appello, fissato per il 14 febbraio 2012.
Si tratterebbe di un friulano di 60 anni, legato agli ambienti della destra eversiva, che avrebbe cominciato a collaborare circa un anno fa, poco prima della sentenza di assoluzione della Corte d'assise.
L'uomo, parlando con i Ros, ha indicato che un ragazzo veneto, un estremista di destra minorenne all'epoca dei fatti, avrebbe avuto un ruolo operativo nella strage.
La Procura avrebbe aperto un nuovo fascicolo, al momento a carico di ignoti. Le rivelazioni del pentito, se considerate credibili dai magistrati, potrebbero essere utilizzate nel processo d'appello, fissato per il 14 febbraio 2012.