ROMA - Non c'è solo un drammatico bilancio di vite umane. L'alluvione che ha sconvolto Liguria e Toscana settentrionale presenta al Paese anche un pesantissimo conto collaterale. Le Cinque Terre, una delle aree più colpite da acqua e fango, sono infatti un concentrato unico di natura, storia e cultura, uno straordinario biglietto da visita dell'identità italiana fondata su bellezza e cultura. La devastazione di Monterosso e Vernazza può essere paragonata a una calamità che colpisce altri luoghi simbolo del Belpaese come la Costiera Amalfitana, la Val d'Orcia o le Dolomiti.
Tanto per rimanere ai riconoscimenti ufficiali, nel 1997 le Cinque Terre sono state elette dall'Unesco patrimonio dell'umanità e dal 1999 a questa speciale tutela si è aggiunta quella garantita dalla creazione del Parco Nazionale. Si tratta tra l'altro dell'unico caso in Italia di area naturalistica protetta finalizzata alla salvaguardia di un ambiente altamente antropizzato e prevede, tra le altre cose, la salvaguardia del sistema di muri a secco che sorreggono i terrazzamenti coltivati a picco sul mare e i tipici camminamenti, compresa la celebre "via dell'amore", il sentiero costiero che unisce i cinque comuni.
I borghi dalle case in tinta pastello stretti tra mare e montagna, immersi nel tipico ambiente naturale mediterraneo, sono una delle cartoline italiane conosciute ovunque. Così come le specialità enogastronomiche della zona sono famose in tutto il mondo. Bellezza e sapori che conquistano gli uomini da tempi lontanissimi. Wikipedia ricorda ad esempio alcuni dei grandi del passato rimasti stregati dalle Cinque Terre, a cominciare dai "fantastici tre" della letteratura italiana Dante, Petrarca e Boccaccio che nella seconda novella della decima giornata del Decameron scrive "... e allora in una tovagliuola bianchissima gli portò due fette di pane arrostito e un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia".
Questa striscia di Liguria è stata anche fonte di ispirazione per un gigante della poesia italiana contemporanea come Eugenio Montale. Il premio Nobel aveva eletto infatti Monterosso a sua residenza estiva, come hanno fatto molti altri personaggi celebri incantati dalle Cinque Terre e dalle zone limitrofe. Una bellezza splendida ma fragile, colpita, prima ancora che dal maltempo, dalla speculazione e dalla cattiva amministrazione come dimostra la vicenda giudiziaria dell'ex presidente del Parco Nazionale Franco Bonanini e da una manciata di funzionari locali finiti alla sbarra per una lunga sequenza di reati.
Tanto per rimanere ai riconoscimenti ufficiali, nel 1997 le Cinque Terre sono state elette dall'Unesco patrimonio dell'umanità e dal 1999 a questa speciale tutela si è aggiunta quella garantita dalla creazione del Parco Nazionale. Si tratta tra l'altro dell'unico caso in Italia di area naturalistica protetta finalizzata alla salvaguardia di un ambiente altamente antropizzato e prevede, tra le altre cose, la salvaguardia del sistema di muri a secco che sorreggono i terrazzamenti coltivati a picco sul mare e i tipici camminamenti, compresa la celebre "via dell'amore", il sentiero costiero che unisce i cinque comuni.
I borghi dalle case in tinta pastello stretti tra mare e montagna, immersi nel tipico ambiente naturale mediterraneo, sono una delle cartoline italiane conosciute ovunque. Così come le specialità enogastronomiche della zona sono famose in tutto il mondo. Bellezza e sapori che conquistano gli uomini da tempi lontanissimi. Wikipedia ricorda ad esempio alcuni dei grandi del passato rimasti stregati dalle Cinque Terre, a cominciare dai "fantastici tre" della letteratura italiana Dante, Petrarca e Boccaccio che nella seconda novella della decima giornata del Decameron scrive "... e allora in una tovagliuola bianchissima gli portò due fette di pane arrostito e un gran bicchiere di vernaccia da Corniglia".
Questa striscia di Liguria è stata anche fonte di ispirazione per un gigante della poesia italiana contemporanea come Eugenio Montale. Il premio Nobel aveva eletto infatti Monterosso a sua residenza estiva, come hanno fatto molti altri personaggi celebri incantati dalle Cinque Terre e dalle zone limitrofe. Una bellezza splendida ma fragile, colpita, prima ancora che dal maltempo, dalla speculazione e dalla cattiva amministrazione come dimostra la vicenda giudiziaria dell'ex presidente del Parco Nazionale Franco Bonanini e da una manciata di funzionari locali finiti alla sbarra per una lunga sequenza di reati.