Cronaca

IL CASO

Cucchi, il medico conferma
"Il teste del pestaggio è attendibile"

L'ematologo sentito al processo nel caso del giovane morto in carcere a Roma conferma alcuni dettagli della deposizione di Yaya Samura, testimone chiave dell'accusa. L'uomo ha dichiarato nel 2009 di aver visto tre guardie picchiare la vittima davanti alle camere di sicurezza. Proiettato in aula il video del sopralluogo della polizia scientifica nelle celle del presunto pestaggio

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ROMA  -  Una macchia di sangue sui pantaloni di Stefano Cucchi conferma la versione del teste chiave, Yaya Samura, suo compagno di cella, e segna un punto a favore della pubblica accusa nel processo sulla morte del 31 enne romano. Processo per il quale sono imputate 12 persone, tre agenti della polizia penitenziaria e nove tra infermieri e medici, accusate a vario titolo di lesioni, abuso di autorità, abbandono di incapace, abuso d'ufficio e falsità ideologica.

Nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, la Corte d'Assise ha ascoltato la deposizione dell'ematologo Carla Vecchiotti, che ha analizzato il sangue rinvenuto sui pantaloni indossati da Cucchi al momento della morte, il 22 ottobre di due anni fa. "Quel sangue è della vittima  -  ha specificato davanti alla giuria popolare  -  e dalla forma allungata della macchia si deduce che il pantalone è stato trascinato verso l'alto sulla gamba, come per mostrarne i segni del pestaggio a qualcuno". Una dinamica che coincide e quindi avvalora la testimonianza resa da Samura in incidente probatorio il 21 novembre del 2009, davanti ai giudici e a una parte degli avvocati difensori.

In quell'occasione Samura, originario del Gambia, dichiarò di aver visto e sentito alcuni uomini "con la divisa blu" picchiare Cucchi nel corridoio dei sotterranei del Tribunale. Quel giorno, era il 16 ottobre, Cucchi era in attesa dell'udienza di convalida del fermo per spaccio. Samura disse di aver assistito alla scena dallo spioncino della sua camera di sicurezza, la numero 5. "C'era un piccolo finestrino senza vetro - si legge nel suo verbale - io ero solo dentro mia cella, ero là e ho sentito rumori. C'era il ragazzo e qualcuno dava calci, faceva rumore con i piedi, sentito che il ragazzo era caduto e stava piangendo. Poi ho guardato da quel finestrino e ho visto che loro metteva lui dentro cella. Ho visto tre persone là (tre agenti della polizia penitenziaria, ndr), poi loro chiuso la porta". Dopodiché Cucchi  -  racconta Samura  -  gli mostrò la gamba ferita nel pestaggio, tirandosi su il pantalone.

GUARDA IL VIDEO

Durante l'udienza è stato proiettato anche il video girato il 24 novembre 2009 alla presenza di Samura dai tecnici della polizia scientifica all'interno delle camere di sicurezza. La telecamera mostra gli interni delle celle e si sofferma sul campo visivo  -  limitato  -  che il teste africano aveva dal suo spioncino. "Vedere per la prima volta quei luoghi così lerci  -  ha commentato Ilaria Cucchi, presente in aula  -  è stato un momento per me drammatico e intensamente emotivo. Mi sono immaginato mio fratello là sotto. E ancora non riesco a capire perché in questo processo si proceda per il reato di "lesioni lievi". Un'ipocrisia enorme, un offesa alla verità e a quello che hanno fatto a Stefano".