ROMA - Arresti e perquisizioni sono in corso a Roma e in altre città nell'ambito dell'Inchiesta sugli appalti Enav (l'ente nazionale di assistenza al volo) condotta dalla Procura della Repubblica della Capitale. Agli arresti domiciliari è finito l'amministratore delegato di Enav Guido Pugliesi. Carcere per il commercialista Marco Iannilli e il direttore tecnico di Selex Sistemi Integrati Manlio Fiore. Il reato contestato è illecito finanziamento ai partiti. L'inchiesta verte anche su una decina di appalti assegnati senza gara pubblica da Enav a Selex Sistemi Integrati.
In particolare, al vaglio del pm Paolo Ielo sono finiti lavori, sia tecnici sia di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. L'ipotesi di lavoro degli inquirenti è che i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle società Print System, Arc Trade, Techno Sky ed altre abbiano determinato una sovrafatturazione dei costi e la creazione di un 'surplus', poi redistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi esponenti dell'Enav. Il tutto in un arco di tempo che va dal 2005 al 2010. Il gip Anna Maria Fattori è netta nell'ordinanza cautelare e parla di "di fatti commessi in un contesto criminale assai ampio, solo in parte raggiunto dalle investigazioni, sicchè una misura quale gli arresti domiciliari consentirebbe agli indagati, per gli inevitabili limiti dei controlli di polizia, di riprendere i contatti con tale contesto criminale e continuare a perpetrare fatti di indole analoga".
L'ad Pugliesi è accusato di illecito finanziamento in relazione ad una presunta tangente da 200 mila euro versata dall'imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print System, al segretario amministrativo dell'Udc, il deputato Giuseppe Naro (che ha sempre negato ogni responsabilità). Quest'ultimo, a sua volta, è indagato dalla Procura di Roma per illecito finanziamento. Il fatto che chiama in causa il parlamentare riguarda, secondo il racconto di Di Lernia, una tangente che lo stesso avrebbe portato nella sede dell'Udc.
L'inchiesta vede indagati, tra gli altri, il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, la moglie, Marina Grossi, amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati, per reati fiscali e corruzione. Il gip Anna Maria Fattori non ha accolto la richiesta della procura di applicare un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Finmeccanica, per il reato di illecito finanziamento ai partiti. Le dichiarazioni di chi accusa Borgogni, a parere del magistrato, sono da ritenersi generiche. Borgogni, però, resta indagato per la vicenda della barca del deputato Marco Milanese, ceduta ad un prezzo di gran lunga superiore al suo valore. Insieme a Borgogni e allo stesso Milanese sono indagati per questo episodio Massimo De Cesare, legale rappresentante della Eurotec, Tommaso Di Lernia, l'ex consulente Lorenzo Cola e il manager Fabrizio Testa.
Ad agosto Il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo ha lasciato le indagini sugli appalti Enav dopo le polemiche sul pranzo avvenuto nel dicembre scorso nella casa dell'avvocato romano Luigi Fischetti. All'incontro parteciparono oltre al magistrato, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il parlamentare del Pdl Marco Milanese, indagato nell'inchiesta della procura di Napoli sulla P4.
In particolare, al vaglio del pm Paolo Ielo sono finiti lavori, sia tecnici sia di opere civili, riguardanti gli aeroporti di Napoli e Palermo. L'ipotesi di lavoro degli inquirenti è che i lavori assegnati a Selex e subappaltati alle società Print System, Arc Trade, Techno Sky ed altre abbiano determinato una sovrafatturazione dei costi e la creazione di un 'surplus', poi redistribuito tra i soggetti coinvolti, compresi esponenti dell'Enav. Il tutto in un arco di tempo che va dal 2005 al 2010. Il gip Anna Maria Fattori è netta nell'ordinanza cautelare e parla di "di fatti commessi in un contesto criminale assai ampio, solo in parte raggiunto dalle investigazioni, sicchè una misura quale gli arresti domiciliari consentirebbe agli indagati, per gli inevitabili limiti dei controlli di polizia, di riprendere i contatti con tale contesto criminale e continuare a perpetrare fatti di indole analoga".
L'ad Pugliesi è accusato di illecito finanziamento in relazione ad una presunta tangente da 200 mila euro versata dall'imprenditore Tommaso Di Lernia, titolare della Print System, al segretario amministrativo dell'Udc, il deputato Giuseppe Naro (che ha sempre negato ogni responsabilità). Quest'ultimo, a sua volta, è indagato dalla Procura di Roma per illecito finanziamento. Il fatto che chiama in causa il parlamentare riguarda, secondo il racconto di Di Lernia, una tangente che lo stesso avrebbe portato nella sede dell'Udc.
L'inchiesta vede indagati, tra gli altri, il presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, per dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, la moglie, Marina Grossi, amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati, per reati fiscali e corruzione. Il gip Anna Maria Fattori non ha accolto la richiesta della procura di applicare un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per Lorenzo Borgogni, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Finmeccanica, per il reato di illecito finanziamento ai partiti. Le dichiarazioni di chi accusa Borgogni, a parere del magistrato, sono da ritenersi generiche. Borgogni, però, resta indagato per la vicenda della barca del deputato Marco Milanese, ceduta ad un prezzo di gran lunga superiore al suo valore. Insieme a Borgogni e allo stesso Milanese sono indagati per questo episodio Massimo De Cesare, legale rappresentante della Eurotec, Tommaso Di Lernia, l'ex consulente Lorenzo Cola e il manager Fabrizio Testa.
Ad agosto Il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo ha lasciato le indagini sugli appalti Enav dopo le polemiche sul pranzo avvenuto nel dicembre scorso nella casa dell'avvocato romano Luigi Fischetti. All'incontro parteciparono oltre al magistrato, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il parlamentare del Pdl Marco Milanese, indagato nell'inchiesta della procura di Napoli sulla P4.