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Separati, oltre tre milioni di italiani
due volte su 4 è "guerra" per gli alimenti

Il focus dell'Istat sulle condizioni di vita delle persone "divorziate": ad avere le maggiori difficoltà economiche sono le donne. Le ripercussioni sulle attività dei figli. Per molti il welfare viene dalla famiglia d'origine. Solo il 24% degli ex versa regolarmente il sostegno dovuto
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ROMA - Divorzio all'italiana: a pagare il prezzo più alto in termini economici sono le mogli e i figli. Lo sostiene l'Istat che all'argomento ha dedicato il focus "Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio".

In Italia ci sono tre milioni e 115 mila persone che hanno sperimentato la rottura di un matrimonio - e oggi sono separati legalmente o di fatto o risposati dopo un divorzio - il 6,1% della popolazione di oltre 15 anni. Si tratta di persone con livello di istruzione mediamente più alto rispetto al resto della popolazione, con una più diffusa presenza nel centro-nord del Paese e nelle grandi aree metropolitane.

Gli alimenti. Guardando ai dati del 2009, per i figli ancora minorenni i padri separati hanno speso in media dai 4.500 ai 5.065 euro l'anno, mentre quando non ci sono figli, per l'ex compagna di vita hanno sborsato dai 3.000 ai 3.799 euro. Tre quarti degli uomini separati nel 2009, secondo l'indagine, no…
ROMA - Divorzio all'italiana: a pagare il prezzo più alto in termini economici sono le mogli e i figli. Lo sostiene l'Istat che all'argomento ha dedicato il focus "Condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio".

In Italia ci sono tre milioni e 115 mila persone che hanno sperimentato la rottura di un matrimonio - e oggi sono separati legalmente o di fatto o risposati dopo un divorzio - il 6,1% della popolazione di oltre 15 anni. Si tratta di persone con livello di istruzione mediamente più alto rispetto al resto della popolazione, con una più diffusa presenza nel centro-nord del Paese e nelle grandi aree metropolitane.

Gli alimenti. Guardando ai dati del 2009, per i figli ancora minorenni i padri separati hanno speso in media dai 4.500 ai 5.065 euro l'anno, mentre quando non ci sono figli, per l'ex compagna di vita hanno sborsato dai 3.000 ai 3.799 euro. Tre quarti degli uomini separati nel 2009, secondo l'indagine, non hanno rispettato l'obbligo di pagare regolarmente gli alimenti per l'ex moglie o per i figli.

Donne in crisi economica. A ritrovarsi dunque in difficoltà economiche, afferma la ricerca, sono soprattutto le donne, tanto più se madri, dal momento che nella gran parte delle separazioni sono loro ad avere i figli in affidamento. La condizione economica delle donne peggiora nel 54% dei casi perché al momento dello scioglimento del matrimonio non avevano un'occupazione a tempo pieno.

Quasi la metà ha dovuto far ricorso ad azioni legali per ottenere il denaro che l'ex marito si è rifiutato di versare o ha versato solo in parte rispetto al dovuto. Un quarto di loro, inoltre, è a rischio povertà molto più degli uomini soprattutto se si tratta di single (il 28,7%) e madri sole (il 24,9%).

Per molte di loro diventa poi impossibile sostenere una spesa imprevista di 750 euro. Inoltre, due donne separate su 10 hanno difficoltà persino nel pagare bollette, mutuo e affitto e sono costrette a maturare arretrati nel pagamento più degli uomini (il 7% in più). Lo scarto economico tra ex compagni si ripresenta più evidente e a sfavore delle donne anche quando si tratta della possibilità di arrivare tranquillamente a fine mese: non ce la fa il 26% contro il 13% degli uomini.  

Effetto separazione sui figli. La separazione influisce finanziariamente anche sulle attività dei figli. Magari si salva la "paghetta", ma è frequente l'addio ai corsi extrascolastici, alla palestra e nel 24,1% dei casi alla vacanza nei luoghi in cui si era soliti andare, magari anche solo con i coetanei. Oltre l'aspetto economico, l'indagine rivela che nei due anni successivi alla separazione dei genitori, un figlio su cinque non vede più il padre e 5 su dieci non sono mai rimasti a dormire a casa del padre. Per il 20,7% dei figli di separati peggiora anche il rendimento scolastico: il 6% conclude l'anno di studi con una bocciatura o il rinvio di esami universitari.

Famiglia d'origine, vecchio welfare.
Nei due anni che seguono la rottura di un legame, due terzi dei separati per sbarcare il lunario chiedono e ricevono aiuti in denaro o natura dalle famiglie d'origine. Questo fenomeno è diffuso soprattutto al Sud, dove i vincoli parentali sono maggiori a causa della struttura familiare ancora "larga". Una quota di separati torna a vivere dai genitori, soprattutto le donne (39% contro 32% degli uomini), mentre quasi sempre la casa in cui ha vissuto la coppia resta alla donna se i figli restano con lei.               

Coppie istruite. La maggior parte dei separati o divorziati ha un livello d'istruzione più alto rispetto a quello medio della popolazione, vive al centro Nord e nelle grandi aree metropolitane. Gli uomini però mostrano una maggiore propensione a ricostruire una nuova unione coniugale. Ci riesce il 32% degli uomini e solo il 23,3% delle donne ma gli ex mariti che vanno a vivere da soli rimangono una percentuale nettamente superiore: sono il 43%, il 18% in più rispetto alle donne.