I PARAGONI si sprecano. Roma come Rio De Janeiro. Come Caracas. Come Chicago anni '20. Come una delle capitali internazionali del crimine e della violenza. L'omicidio di Tor Pignattara anima la discussione in rete. E l'emotività la fa da padrona. Tra i cittadini della capitale c'è chi chiede maggiore sicurezza e chi auspica che "non si ritorni a parlare di leggi speciali e simili". Ma è la rabbia il sentimento predominate. C'è chi si chiede: "Come si può agire ritenendo che due vite umane valgano cinquemila euro?". Poi ricostruzioni, commenti, dibattiti. Un fiume di indignazione che attraversa i social network.
"Sembra di essere tornati agli anni '70". "Cosa deve ancora succedere per far capire a chi ci governa che la questione sicurezza nella città è ancora lontana dall'essere risolta?". Impressioni e domande. Per chiedere spiegazioni su una città da molti avvertita come in "preda a una violenza indiscriminata". C'è chi scrive: "Ma che sta succedendo? Perché Roma sta diventando come il Bronx? Hai quasi paura a uscire di casa, ad attraversare i vicoli e a camminare". In tanti però cercano di mettere un freno alle emozioni. E invitano a considerare il problema da un punto di vista più ampio: "Purtroppo mancano sia gli strumenti intellettuali che quelli pratici per affrontare la questione con determinazione".
C'è chi prova a mettere paletti: "La sicurezza è determinata da molti fattori. In primis dai cittadini. Poi dalle sensibilità delle amministrazioni locali, che però devono essere supportate dalla politica nazionale. E senza soldi le intenzioni sono vane". Al di là delle analisi, c'è chi attraverso il web cerca di mandare messaggi di solidarietà alla comunità cinese. E chi plaude alla decisione del comune di Roma di proclamare il lutto cittadino per il giorno delle esequie di Zhou Zeng e della sua figlioletta Joy, di 6 mesi.
Una scelta condivisa da molti. Ma che non evita al sindaco Gianni Alemanno di finire al centro delle polemiche. In tanti ricordano la sua campagna elettorale del 2008. Tra gli altri, Paolo Gentiloni del Pd. Che sul suo profilo Twitter, scrive: "Su delitti ignobili meglio non fare politica. Per questo Alemanno dovrebbe vergognarsi di come vinse le elezioni nel 2008". E sulla pagina Fb dell'ex ministro all'Agricoltura, numerosi i commenti. Tra condanne: "Dov'è finita la Roma Law&Order che hai promesso ai tuoi elettori? Vergognati e dimettiti". E difese: "Trovo veramente ridicolo chiedere le dimissioni del Sindaco ogni volta in cui c'è un fatto di sangue in città. La responsabilità dell'ordine pubblico è innanzitutto statale e se non ci sono i fondi per garantire la sicurezza non è possibile imputare colpe al primo cittadino".
Su Twitter, tra gli hashtag utilizzati per partecipare alle discussioni ci sono #romaviolenta e #torpignattara. In tanti sottolineano il progressivo ridursi degli uomini delle forze dell'ordine impiegati nella Capitale: "In quattro anni il numero dei poliziotti è diminuito del 15%". E così via, in un'interrogazione collettiva su cause ed effetti dell'omicidio di ieri.
"Sembra di essere tornati agli anni '70". "Cosa deve ancora succedere per far capire a chi ci governa che la questione sicurezza nella città è ancora lontana dall'essere risolta?". Impressioni e domande. Per chiedere spiegazioni su una città da molti avvertita come in "preda a una violenza indiscriminata". C'è chi scrive: "Ma che sta succedendo? Perché Roma sta diventando come il Bronx? Hai quasi paura a uscire di casa, ad attraversare i vicoli e a camminare". In tanti però cercano di mettere un freno alle emozioni. E invitano a considerare il problema da un punto di vista più ampio: "Purtroppo mancano sia gli strumenti intellettuali che quelli pratici per affrontare la questione con determinazione".
C'è chi prova a mettere paletti: "La sicurezza è determinata da molti fattori. In primis dai cittadini. Poi dalle sensibilità delle amministrazioni locali, che però devono essere supportate dalla politica nazionale. E senza soldi le intenzioni sono vane". Al di là delle analisi, c'è chi attraverso il web cerca di mandare messaggi di solidarietà alla comunità cinese. E chi plaude alla decisione del comune di Roma di proclamare il lutto cittadino per il giorno delle esequie di Zhou Zeng e della sua figlioletta Joy, di 6 mesi.
Una scelta condivisa da molti. Ma che non evita al sindaco Gianni Alemanno di finire al centro delle polemiche. In tanti ricordano la sua campagna elettorale del 2008. Tra gli altri, Paolo Gentiloni del Pd. Che sul suo profilo Twitter, scrive: "Su delitti ignobili meglio non fare politica. Per questo Alemanno dovrebbe vergognarsi di come vinse le elezioni nel 2008". E sulla pagina Fb dell'ex ministro all'Agricoltura, numerosi i commenti. Tra condanne: "Dov'è finita la Roma Law&Order che hai promesso ai tuoi elettori? Vergognati e dimettiti". E difese: "Trovo veramente ridicolo chiedere le dimissioni del Sindaco ogni volta in cui c'è un fatto di sangue in città. La responsabilità dell'ordine pubblico è innanzitutto statale e se non ci sono i fondi per garantire la sicurezza non è possibile imputare colpe al primo cittadino".
Su Twitter, tra gli hashtag utilizzati per partecipare alle discussioni ci sono #romaviolenta e #torpignattara. In tanti sottolineano il progressivo ridursi degli uomini delle forze dell'ordine impiegati nella Capitale: "In quattro anni il numero dei poliziotti è diminuito del 15%". E così via, in un'interrogazione collettiva su cause ed effetti dell'omicidio di ieri.