ROMA- Non bastano le assicurazioni del ministro della Salute Renato Balduzzi: "Ho disposto una verifica immediata del rispetto delle procedure previste dalla vigente normativa sull'ingresso in Italia di primati destinati alla sperimentazione scientifica". Si mobilitano i cittadini che vogliono salvare la vita alle centinaia di macachi destinati a fare da cavie per l'industria farmaceutica.
La vicenda delle 900 scimmie importate dalla Cina per gli esperimenti di vivisezione dell'azienda Harlan di Correzzana, in Brianza, è stata denunciata nei giorni scorsi da Repubblica, spingendo Balduzzi a prendere posizione e a promettere un'attenta vigilanza sulla vicenda, ma la sensibilizzazione online a sostegno degli animali non si ferma. In queste ore al nostro quotidiano stanno arrivando decine di mail per incalzare il ministro a intervenire con fermezza, ma anche a fare luce come sia stato possibile tollerare sino ad oggi un simile scempio.
"Dopo tutte le 'rassicurazioni' sulla volontà di proteggere gli animali da quella pratica barbarica - scrive ad esempio S. B. - come e chi può aver firmato il permesso per l'arrivo di quei carichi di vite destinate ad una morte orribile e strappate anche dal loro habitat naturale, per finire in un inferno che non si può neanche immaginare?". "Vorrei che l'etica, l'onestà ed il coraggio - prosegue la lettrice - prendessero il sopravvento sull'indole personale dei governi e dei politici in modo da costruire un mondo migliore nel rispetto della vita tutta e finendola una volta per sempre di prenderci in giro".
Un'altra lettrice, Laura Dicarlantonio, aggiunge: "Mi chiedo con che coraggio e attraverso quale iter è stata autorizzata l'importazione nel nostro paese di un numero così elevato di macachi destinati alla sperimentazione in laboratorio, chi è il funzionario del ministero della Salute che ha firmato tale atto, quali controlli sono stati effettuati sul loro trasporto dalla Cina e con quale frequenza vengono effettuati controlli sullo stabilimento di Correzzana per verificare che siano rispettate le norme igienico-sanitarie vigenti".
"Chiedo fermamente - scrive ancora Gaetano Amato - di impedire l'arrivo di queste scimmie nel nostro territorio e di vietare una volta per tutte la vivisezione in Italia (alcune nostre città lo hanno già fatto), solo così potremmo essere fieri di essere italiani e dimostrare di avere rispetto, sensibilità e di essere veramente in un paese democratico che ascolta anche la voce di persone estremamente sensibili e etiche".
La campagna ambientalista, che viene alimentata anche attraverso un gruppo su Facebook, promette poi nei prossimi giorni di sbarcare in Parlamento. L'associazione Gaia annuncia infatti che sarà presentata alla Camera un'interrogazione parlamentare ai ministri della Salute, della Ricerca scientifica e dell'Interno a firma della deputata Radicale del Pd Elisabetta Zamparutti. "Chiederemo ai ministri competenti e al presidente del Consiglio se le università italiane, con i soldi pubblici, continuano indisturbate a svolgere esperimenti ridicoli, assurdi e inutili e se non sia il caso di vigilare sugli sprechi, sui doppioni, sulle ripetizioni e sulla inutilità di questi esperimenti e indagheremo per sapere quali sono le destinazioni finali delle scimmie e se effettivamente, come prevede la legge, i laboratori utilizzatori abbiano ottenuto le autorizzazioni in deroga previste".
La vicenda delle 900 scimmie importate dalla Cina per gli esperimenti di vivisezione dell'azienda Harlan di Correzzana, in Brianza, è stata denunciata nei giorni scorsi da Repubblica, spingendo Balduzzi a prendere posizione e a promettere un'attenta vigilanza sulla vicenda, ma la sensibilizzazione online a sostegno degli animali non si ferma. In queste ore al nostro quotidiano stanno arrivando decine di mail per incalzare il ministro a intervenire con fermezza, ma anche a fare luce come sia stato possibile tollerare sino ad oggi un simile scempio.
"Dopo tutte le 'rassicurazioni' sulla volontà di proteggere gli animali da quella pratica barbarica - scrive ad esempio S. B. - come e chi può aver firmato il permesso per l'arrivo di quei carichi di vite destinate ad una morte orribile e strappate anche dal loro habitat naturale, per finire in un inferno che non si può neanche immaginare?". "Vorrei che l'etica, l'onestà ed il coraggio - prosegue la lettrice - prendessero il sopravvento sull'indole personale dei governi e dei politici in modo da costruire un mondo migliore nel rispetto della vita tutta e finendola una volta per sempre di prenderci in giro".
Un'altra lettrice, Laura Dicarlantonio, aggiunge: "Mi chiedo con che coraggio e attraverso quale iter è stata autorizzata l'importazione nel nostro paese di un numero così elevato di macachi destinati alla sperimentazione in laboratorio, chi è il funzionario del ministero della Salute che ha firmato tale atto, quali controlli sono stati effettuati sul loro trasporto dalla Cina e con quale frequenza vengono effettuati controlli sullo stabilimento di Correzzana per verificare che siano rispettate le norme igienico-sanitarie vigenti".
"Chiedo fermamente - scrive ancora Gaetano Amato - di impedire l'arrivo di queste scimmie nel nostro territorio e di vietare una volta per tutte la vivisezione in Italia (alcune nostre città lo hanno già fatto), solo così potremmo essere fieri di essere italiani e dimostrare di avere rispetto, sensibilità e di essere veramente in un paese democratico che ascolta anche la voce di persone estremamente sensibili e etiche".
La campagna ambientalista, che viene alimentata anche attraverso un gruppo su Facebook, promette poi nei prossimi giorni di sbarcare in Parlamento. L'associazione Gaia annuncia infatti che sarà presentata alla Camera un'interrogazione parlamentare ai ministri della Salute, della Ricerca scientifica e dell'Interno a firma della deputata Radicale del Pd Elisabetta Zamparutti. "Chiederemo ai ministri competenti e al presidente del Consiglio se le università italiane, con i soldi pubblici, continuano indisturbate a svolgere esperimenti ridicoli, assurdi e inutili e se non sia il caso di vigilare sugli sprechi, sui doppioni, sulle ripetizioni e sulla inutilità di questi esperimenti e indagheremo per sapere quali sono le destinazioni finali delle scimmie e se effettivamente, come prevede la legge, i laboratori utilizzatori abbiano ottenuto le autorizzazioni in deroga previste".