ROMA - Il decreto 'salva-Ilva' sarà portato domani in Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Mario Monti, sottolineando il carattere di urgenza del provvedimento, a conclusione dell'affollato (erano presenti più di 120 persone) vertice fra governo, sindacati, rappresentanti dell'azienda e amministratori locali. L'incontro è stato convocato a Palazzo Chigi per discutere del contenuto del decreto che consentirà la riapertura dell'impianto siderurgico pugliese e la conseguente ripresa dell'attività. "Ieri abbiamo sentito in maniera quasi carnale il dolore della città di Taranto", ha esordito il premier aprendo l'incontro, al quale erano presenti i ministri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente, del Lavoro e della Salute, i leader di Cgil, Cisl e Uil, gli amministratori locali, il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante e quello della Provincia di Taranto Gianni Florido. "Non possiamo permetterci di dare un'immagine dell'Italia dove non sia possibile conciliare la tutela dell'occupazione e il rispetto della magistratura, la tutela dell'ambiente e la produzione dell'acciaio", ha aggiunto Monti. Per questo ha voluto sentire "tutti i punti di vista e le valutazioni" anche se "non abbiamo ancora nessuna bozza di provvedimento". Pertanto l'elaborazione del decreto "sarà in sintonia con le esigenze qui rappresentate". In passato, ha sottolineato il premier, "non c'è stata sinergia tra i poteri dello Stato ma oggi i poteri dello Stato hanno cooperato, quelli territoriali con quelli centrali, le parti parti sociali, le imprese. Non era previsto il potere giudiziario, ma la nostra attenzione è doverosa alle indicazioni della magistratura. Infatti oggi qui c'è l'avvocatura dello stato rappresentata".
"L'esecutivo - ha detto Monti - sta vivendo la questione come un momento di vera prova per il nostro Paese". La stessa cosa è stata sottolineata anche dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: "Sul caso dell'Ilva di Taranto l'Italia si gioca il futuro industriale e manifatturiero". Riteniamo prioritari gli interventi di valorizzazione dell'economia del territorio nel Protocollo d'intesa del luglio scorso", ha detto Squinzi. "Partendo dalla progettualità esistente, stiamo lavorando - ha spiegato il leader degli industriali - alla individuazione di azioni concrete nel campo della ricerca, della promozione d'impresa, dei beni culturali, della logistica, del recupero urbano, capaci di dare un forte impulso all'economia del territorio tarantino".
"C'è stata da parte di tutti la piena comprensione del senso di gravità e urgenza di questo problema". Esprime "soddisfazione" sulla riunione sull'Ilvà il ministro del lavoro, Elsa Fornero, al congresso straordinario dei consulenti del lavoro.
Ma per il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante "i provvedimenti della magistratura stano provocando gravi ripercussioni sull'occupazione, il quadro rischia di peggiorare. Anche Genova avrà problemi ed è destinata alla chiusura". Per Ferrante "il 6 dicembre è la data limite per il dissequestro dell'impianto". "L'incontro, comunque, è stato molto costruttivo, da parte del governo c'è stata una grande attenzione al problema, la situazione è difficile e drammatica per tanti lavoratori e va affrontata con urgenza", ha concluso Ferrante, precisando però di non aver letto alcuna bozza di decreto.
Anche per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, "l'urgenza è diventata stringente perchè sta per bloccarsi un'intera filiera".
Il decreto. Il provvedimento , che domani sarà in Consiglio dei ministri, si pone l'obiettivo di bilanciare due istanze contrapposte che lo stesso ministro Clini sintetizza nel "tenere assieme la protezione della salute degli abitanti di Taranto e la difesa di migliaia di posti di lavoro senza i quali il quadro sociale può diventare drammatico". Per 24 mesi a decorrere dall'entrata in vigore del decreto, l'Autorizzazione Integrata ambientale - già rilasciata il 26 ottobre all'Ilva - di fatto già autorizza la fabbrica alla prosecuzione dell'attività. L'ultima bozza del decreto in fase di stesura a Palazzo Chigi prevederebbe tra l'altro, la vigilianza di un garante sull'attuazione del provvedimento, assistito da un comitato di lavoratori dello stabilimento e la perdita di efficacia di tutti i provvedimenti di sequestro incompatibili con l'Autorizzazione integrata ambientale.
La manifestazione degli operai. Intanto, arrivati a Roma, gli operai dell'Ilva si sono scagliati contro tutta la classe politica. Erano circa 300 e sono arrivati da Genova, Taranto, Novi Ligure, Racconigi, a urlare slogan contro una "classe politica di ladri", che "non da risposte" e che "sa solo rubare". "Siete voi la rovina dell'Italia - hanno detto i manifestanti rivolti ai politici - siamo qui per il nostro lavoro e per il nostro futuro, che voi ci state rubando". I manifestanti hanno intonato cori contro Monti, il ministro Fornero e i Riva, proprietari della fabbrica di Taranto.
I sindacati. "Si faccia subito questo decreto per dare piena esigibilità all'Aia. Chiediamo un commissario super partes che sappia far dialogare le istituzioni in conflitto", ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni al tavolo sull'Ilva. "Una personalità autorevole che garantisca - ha aggiunto - il rispetto di questa soluzione equilibrata". Quella dell'Ilva "è un'emergenza straordinaria e straordinaria deve essere la nostra azione perchè anche la tutela dell'ambiente e della salute della comunità di Taranto non possono essere messe in discussione", ha concluso. E anche il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha sottolineato che quella dell'Ilva "sta per diventare una tragedia dal punto di vista occupazionale ed economico ma anche perchè si rischia di distruggere la credibilità del Paese". Secondo Susanna Camusso, segretario generale Cgil,pPer affrontare il caso Ilva "serve mettere in campo anche una responsabilità pubblica che si assuma la responsabilità per il futuro, al di là di quello che la proprietà fara": "Salute e lavoro si possono conciliare solo attraverso l'applicazione dell'Aia", ha aggiunto, ma questa "è la premessa".
Clini. Secondo il ministro Clini "non è un decreto salva-Ilva. Vogliamo creare le condizioni per cui le prescrizioni ambientali e a tutela della salute contenute nell'Autorizzazione integrata ambientale e il piano di interventi presentato dall'Ilva da noi approvato vengano attuati", ha dichiarato. Il ministro ha anche sottolineato come spetti all'azienda effettuare gli investimenti necessari per il risanamento del territorio: "L'Autorizzazione integrata ambientale prevede un programma di interventi che dovrebbe durare poco più di due anni che comporterà investimenti da parte dell'azienda di circa 3 miliardi di euro e che alla fine consentirà di avere a Taranto un'industria pulita e tecnologicamente avanzata".
Disaccordo con i magistrati. Con il sequestro dell'area a freddo dell'Ilva, ha proseguito il ministro Clini, "la magistratura di fatto ha creato le condizioni per la chiusura degli impianti, ovvero le condizioni per rendere impossibile il piano di risanamento ordinato dal governo. Quello che ci aspettavamo che avvenisse da lunedì - continua Clini - era l'avvio degli interventi da parte dell'azienda, e invece c'è stato il sequestro dell'area a freddo". Il sequestro dell'area a freddo, però, conclude il ministro, "ha provocato quello che abbiamo visto". Clini ha poi sottolineato che il governo vuole che "il risanamento parta subito e sia rapido" e che "in 24 mesi gli impianti a caldo vengano risanati" per "garantire la produttività e la tutela della salute e dell'ambiente".
"Se il decreto del governo è per salvare l'Ilva esautorando la magistratura, penso che sia sbagliato" ha dichiarato Nichi Vendola, leader di Sel. In sostanza, se le ragioni del sequestro da parte della procura di Taranto dovessero essere aggirate privilegiando l'importanza strategica degli impianti a scapito della salute dei tarantini "si proporrebbe nei fatti un conflitto tra poteri dello Stato" ha concluso Vendola. Secondo indiscrezioni, quando arriverà la richiesta di dissequestro da parte del governo, la Procura di Taranto potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale.
L'osservatorio sulla salute. Durante i lavori a Palazzo Chigi, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha riferito che a giorni dovrebbe iniziare la realizzazione dell'osservatorio sulla salute a Taranto, prestando particolare attenzione ai rischi che corrono bambini e donne incinte.
"L'esecutivo - ha detto Monti - sta vivendo la questione come un momento di vera prova per il nostro Paese". La stessa cosa è stata sottolineata anche dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi: "Sul caso dell'Ilva di Taranto l'Italia si gioca il futuro industriale e manifatturiero". Riteniamo prioritari gli interventi di valorizzazione dell'economia del territorio nel Protocollo d'intesa del luglio scorso", ha detto Squinzi. "Partendo dalla progettualità esistente, stiamo lavorando - ha spiegato il leader degli industriali - alla individuazione di azioni concrete nel campo della ricerca, della promozione d'impresa, dei beni culturali, della logistica, del recupero urbano, capaci di dare un forte impulso all'economia del territorio tarantino".
"C'è stata da parte di tutti la piena comprensione del senso di gravità e urgenza di questo problema". Esprime "soddisfazione" sulla riunione sull'Ilvà il ministro del lavoro, Elsa Fornero, al congresso straordinario dei consulenti del lavoro.
Ma per il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante "i provvedimenti della magistratura stano provocando gravi ripercussioni sull'occupazione, il quadro rischia di peggiorare. Anche Genova avrà problemi ed è destinata alla chiusura". Per Ferrante "il 6 dicembre è la data limite per il dissequestro dell'impianto". "L'incontro, comunque, è stato molto costruttivo, da parte del governo c'è stata una grande attenzione al problema, la situazione è difficile e drammatica per tanti lavoratori e va affrontata con urgenza", ha concluso Ferrante, precisando però di non aver letto alcuna bozza di decreto.
Anche per il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, "l'urgenza è diventata stringente perchè sta per bloccarsi un'intera filiera".
Il decreto. Il provvedimento , che domani sarà in Consiglio dei ministri, si pone l'obiettivo di bilanciare due istanze contrapposte che lo stesso ministro Clini sintetizza nel "tenere assieme la protezione della salute degli abitanti di Taranto e la difesa di migliaia di posti di lavoro senza i quali il quadro sociale può diventare drammatico". Per 24 mesi a decorrere dall'entrata in vigore del decreto, l'Autorizzazione Integrata ambientale - già rilasciata il 26 ottobre all'Ilva - di fatto già autorizza la fabbrica alla prosecuzione dell'attività. L'ultima bozza del decreto in fase di stesura a Palazzo Chigi prevederebbe tra l'altro, la vigilianza di un garante sull'attuazione del provvedimento, assistito da un comitato di lavoratori dello stabilimento e la perdita di efficacia di tutti i provvedimenti di sequestro incompatibili con l'Autorizzazione integrata ambientale.
La manifestazione degli operai. Intanto, arrivati a Roma, gli operai dell'Ilva si sono scagliati contro tutta la classe politica. Erano circa 300 e sono arrivati da Genova, Taranto, Novi Ligure, Racconigi, a urlare slogan contro una "classe politica di ladri", che "non da risposte" e che "sa solo rubare". "Siete voi la rovina dell'Italia - hanno detto i manifestanti rivolti ai politici - siamo qui per il nostro lavoro e per il nostro futuro, che voi ci state rubando". I manifestanti hanno intonato cori contro Monti, il ministro Fornero e i Riva, proprietari della fabbrica di Taranto.
I sindacati. "Si faccia subito questo decreto per dare piena esigibilità all'Aia. Chiediamo un commissario super partes che sappia far dialogare le istituzioni in conflitto", ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni al tavolo sull'Ilva. "Una personalità autorevole che garantisca - ha aggiunto - il rispetto di questa soluzione equilibrata". Quella dell'Ilva "è un'emergenza straordinaria e straordinaria deve essere la nostra azione perchè anche la tutela dell'ambiente e della salute della comunità di Taranto non possono essere messe in discussione", ha concluso. E anche il leader della Uil, Luigi Angeletti, ha sottolineato che quella dell'Ilva "sta per diventare una tragedia dal punto di vista occupazionale ed economico ma anche perchè si rischia di distruggere la credibilità del Paese". Secondo Susanna Camusso, segretario generale Cgil,pPer affrontare il caso Ilva "serve mettere in campo anche una responsabilità pubblica che si assuma la responsabilità per il futuro, al di là di quello che la proprietà fara": "Salute e lavoro si possono conciliare solo attraverso l'applicazione dell'Aia", ha aggiunto, ma questa "è la premessa".
Clini. Secondo il ministro Clini "non è un decreto salva-Ilva. Vogliamo creare le condizioni per cui le prescrizioni ambientali e a tutela della salute contenute nell'Autorizzazione integrata ambientale e il piano di interventi presentato dall'Ilva da noi approvato vengano attuati", ha dichiarato. Il ministro ha anche sottolineato come spetti all'azienda effettuare gli investimenti necessari per il risanamento del territorio: "L'Autorizzazione integrata ambientale prevede un programma di interventi che dovrebbe durare poco più di due anni che comporterà investimenti da parte dell'azienda di circa 3 miliardi di euro e che alla fine consentirà di avere a Taranto un'industria pulita e tecnologicamente avanzata".
Disaccordo con i magistrati. Con il sequestro dell'area a freddo dell'Ilva, ha proseguito il ministro Clini, "la magistratura di fatto ha creato le condizioni per la chiusura degli impianti, ovvero le condizioni per rendere impossibile il piano di risanamento ordinato dal governo. Quello che ci aspettavamo che avvenisse da lunedì - continua Clini - era l'avvio degli interventi da parte dell'azienda, e invece c'è stato il sequestro dell'area a freddo". Il sequestro dell'area a freddo, però, conclude il ministro, "ha provocato quello che abbiamo visto". Clini ha poi sottolineato che il governo vuole che "il risanamento parta subito e sia rapido" e che "in 24 mesi gli impianti a caldo vengano risanati" per "garantire la produttività e la tutela della salute e dell'ambiente".
"Se il decreto del governo è per salvare l'Ilva esautorando la magistratura, penso che sia sbagliato" ha dichiarato Nichi Vendola, leader di Sel. In sostanza, se le ragioni del sequestro da parte della procura di Taranto dovessero essere aggirate privilegiando l'importanza strategica degli impianti a scapito della salute dei tarantini "si proporrebbe nei fatti un conflitto tra poteri dello Stato" ha concluso Vendola. Secondo indiscrezioni, quando arriverà la richiesta di dissequestro da parte del governo, la Procura di Taranto potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale.
L'osservatorio sulla salute. Durante i lavori a Palazzo Chigi, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha riferito che a giorni dovrebbe iniziare la realizzazione dell'osservatorio sulla salute a Taranto, prestando particolare attenzione ai rischi che corrono bambini e donne incinte.