Cronaca

Manganelli, il ricordo di Maroni:
"Uomo di spirito, non si tirava mai indietro"

Ex ministro dell'Interno, il governatore lombardo rievoca il suo legame anche personale con il capo della polizia scomparso: "Una volta partecipammo insieme a una sfida a colpi di Barolo"

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ROMA - Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno, era molto legato a Manganelli al punto di dedicargli la sua vittoria all'elezione di Governatore della Lombardia. "Quando commentavo qualche arresto eccellente - ricorda Maroni - dicevo sempre che, d'altronde, non poteva essere diversamente con un ministro si chiama Maroni e un capo della polizia che si chiama Manganelli".

L'ex ministro tra tutti vuole dedicare due ricordi all'ex collaboratore. "Era una persona di spirito che non si tirava mai indietro anche nelle situazioni più assurde. Come quando nel 2010, a La Morra, nel Cuneese, fummo invitati, a margine di un convegno, da un'associazione di produttori di vini. Ebbene, in quell'occasione fummo sottoposti a un test, il taglio di un tralcio di vite e la bevuta a stomaco vuoto, alle dieci del mattino, di un bicchiere di Barolo. Superata quella prova, ci conferirono il titolo della loro 'confraternita' e fummo insigniti dato titolo 'uomo di mondo'. Questo per dire che nonostante il suo aplomb istituzionale, sapeva anche stare al gioco".

"Un altro ricordo personale - racconta ancora il governatore della Lombardia - è legato alla sua malattia. Quando, nel giugno 2011, venne da me a dirmi che doveva andare negli Usa a farsi curare per almeno tre mesi, gli dissi subito: 'Tu vai, ma rimani capo della Polizia'. E da allora ci siamo dati del tu. Lui lo apprezzò in modo straordinario perché da allora incominciarono a volare i 'corvi'. Mi fu sempre grato perché l'avevo tenuto lì e avevo contrastato ogni tentativo di metterlo da parte. A questo proposito mi diceva sempre: 'Dopo di me ci vuole un giovane, non possono essere quelli che lavorano con me perché sono tutti della mia età'".

Mentre era negli Usa, il giorno di Ferragosto Manganelli volle collegarsi dal suo ospedale americano col Viminale per la tradizionale riunione dell'ordine e sicurezza pubblica: qua erano le dieci, là le tre di notte.
Oggi Maroni fa sapere che parlerà, come ex ministro dell'Interno, col presidente della Repubblica: "Chiederò di dare un occhio sulla nomina del futuro capo, vorrei evitare sorprese. Visto che parliamo del coordinatore di tutte le forze di polizia - conclude Maroni - vorrei evitare che in assenza di un governo vero, partano logiche strane, perché poi ci troviamo qualcuno che non è altezza".