Manganelli, aperta la camera ardente. Sabato i funerali di Stato per il capo della polizia
Il feretro è stato accolto alla scuola superiore di polizia dal picchetto d'onore. La cerimonia funebre si terrà nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma. Per espressa volontà della famiglia, in alternativa ai fiori, potranno essere effettuate donazioni all'Istituto Oncologico Romagnolo di Imola
ROMA - Saranno funerali di Stato quelli per Antonio Manganelli, scomparso ieri a Roma dopo aver lottato per due anni contro la malattia. Si terranno sabato mattina alle 11, nella basilica di Santa Maria degli Angeli in Piazza della Repubblica. A dare la notizia è stata la scuola superiore di polizia, a Roma, dove questa mattina è arrivato il feretro del capo della polizia e dove la camera ardente resterà aperta oggi dalle 15 alle 21, e domani dalle 8 alle 21.
La bara, portata in spalla dai poliziotti, è stata salutata dal picchetto d'onore, mentre la fanfara della polizia ha suonato la marcia funebre di Chopin.
Dietro il feretro di Manganelli, la moglie Adriana e la figlia Manuela, con loro Nicola Cavaliere e i collaboratori più vicini del capo della polizia, da Alessandro Marangoni, vicecapo vicario, al vicecapo Francesco Cirillo e Matteo Piantedosi. Il prefetto Gaetano Chiusolo, direttore della Dac e Arturo De Felice, direttore della Dia, insie…
La bara, portata in spalla dai poliziotti, è stata salutata dal picchetto d'onore, mentre la fanfara della polizia ha suonato la marcia funebre di Chopin.
Dietro il feretro di Manganelli, la moglie Adriana e la figlia Manuela, con loro Nicola Cavaliere e i collaboratori più vicini del capo della polizia, da Alessandro Marangoni, vicecapo vicario, al vicecapo Francesco Cirillo e Matteo Piantedosi. Il prefetto Gaetano Chiusolo, direttore della Dac e Arturo De Felice, direttore della Dia, insie…
ROMA - Saranno funerali di Stato quelli per Antonio Manganelli, scomparso ieri a Roma dopo aver lottato per due anni contro la malattia. Si terranno sabato mattina alle 11, nella basilica di Santa Maria degli Angeli in Piazza della Repubblica. A dare la notizia è stata la scuola superiore di polizia, a Roma, dove questa mattina è arrivato il feretro del capo della polizia e dove la camera ardente resterà aperta oggi dalle 15 alle 21, e domani dalle 8 alle 21.
La bara, portata in spalla dai poliziotti, è stata salutata dal picchetto d'onore, mentre la fanfara della polizia ha suonato la marcia funebre di Chopin.
Dietro il feretro di Manganelli, la moglie Adriana e la figlia Manuela, con loro Nicola Cavaliere e i collaboratori più vicini del capo della polizia, da Alessandro Marangoni, vicecapo vicario, al vicecapo Francesco Cirillo e Matteo Piantedosi. Il prefetto Gaetano Chiusolo, direttore della Dac e Arturo De Felice, direttore della Dia, insieme al questore di Roma, Fulvio Della Rocca e a Rodolfo Ronconi, direttore centrale immigrazione e frontiere.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato alle 14, accolto dal ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Con il ministro è entrato nella sala per incontrare privatamente i familiari di Manganelli. Presente a rendere omaggio all'amico di una vita, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni De Gennaro, autorità delegata per la sicurezza, e suo collaboratore fin dagli anni Ottanta. Alla camera ardente anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, l'ex premier Mario Monti, l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Luciano Violante, e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli.
Anche Giorgio Sandri, padre di Gabriele, il tifoso ucciso nel 2007 nella piazzola di un autogrill dell'autostrada A1, ha fatto visita alla camera ardente per rendere omaggio al capo della polizia: "Era un uomo onesto intellettualmente e un amico - ha detto -, un grande uomo che senza se e senza ma si è assunto sue responsabilità, lo ricorderò con grande affetto. Non tutti sono capaci di chiedere scusa. Ci siamo incontrati più volte e ci ha sempre accolto con grande cordialità e sensibilità", ha concluso.
Prima di arrivare alla scuola superiore della polizia, quando il carro funebre con il feretro lasciando l'ospedale San Giovanni di Roma, è passato per il Viminale, dal palazzo del ministero dell'Interno in tanti hanno raggiunto la piazza per salutarlo. La vettura è stata applaudita anche dalla gente che si era raccolta nella piazza. Gli agenti si sono messi sugli attenti.
La famiglia ha chiesto, in alternativa ai fiori, donazioni all'Istituto Oncologico Romagnolo che si trova a Imola, in Via Emilia, 34. Nella fase finale della sua malattia Manganelli era stato infatti seguito e curato dall'Unità operativa di oncologia ed hospice dell'Ausl di Imola guidata dal dottor Antonio Maestri. E' in segno di riconoscimento che la famiglia, colpita dalla professionalità dei medici, del personale e dei volontari della struttura, ha chiesto espressamente di indirizzare le erogazioni in memoria per attività di ricerca.
Al Senato dopo la commemorazione da parte del presidente Pietro Grasso, l'Aula di palazzo Madama ha osservato un minuto di silenzio al termine del quale c'è stato un applauso bipartisan per quello che i senatori hanno definito "un grande servitore dello Stato". Tutti i gruppi parlamentari l'hanno ricordato. "Un grande servitore dello Stato", per Mario Ferrara, primo a intervenire a nome del gruppo Grandi Autonomie e Libertà. Un "uomo degno di rispetto", per Laura De Petris di Sel, "che ha saputo chiedere scusa" (Riccardo Nencini). Una "vita segnata da continue battaglie affrontate con sacrificio e abnegazione", per Massimo Bitonci (Lega).
Un "grande leader" (Pier Ferdinando Casini) al quale anche il Movimento 5 Stelle "rende onore per la sua onestà intellettuale" con il capogruppo Vito Crimi. Un uomo che ha agito "in nome dell'interesse nazionale", ha detto il capogruppo Pd Luigi Zanda che va ricordato, ha detto l'ex presidente del Senato Renato Schifani "proseguendo nella lotta alle mafie". Dopo tutti gli interventi il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha fatto sapere che una copia del resoconto stenografico della seduta con il ricordo del capo della polizia sarà spedito ai suoi familiari.
"Manganelli è stato uno dei pochissimi a rispondere, per ben due volte, al blog. Sapevo, come molti, che era malato da tempo, ma speravo in una sua ripresa, avrei voluto incontrarlo di persona e discutere su una nuova relazione tra polizia e cittadini, con incontri dibattito da tenersi in varie città. Un'idea che voglio riprendere in futuro", ha scritto Beppe Grillo sul suo blog. "Mi dispiace per la sua scomparsa e porgo le mie condoglianze ai suoi familiari", ha concluso
Per le donazioni i riferimenti sono i seguenti: AZIENDA USL di Imola - Iban IT75X0503421002000000442776 presso Tesoreria AUSL IMOLA - Banco Popolare Soc. Coop. Via Cavour 53 Imola. Causale: donazione a favore Osp. Santa Maria della Scaletta UOC Oncologica e Hospice. Oppure: cc. postale di tesoreria nr. 25613407 intestato a: AUSL IMOLA.
La bara, portata in spalla dai poliziotti, è stata salutata dal picchetto d'onore, mentre la fanfara della polizia ha suonato la marcia funebre di Chopin.
Dietro il feretro di Manganelli, la moglie Adriana e la figlia Manuela, con loro Nicola Cavaliere e i collaboratori più vicini del capo della polizia, da Alessandro Marangoni, vicecapo vicario, al vicecapo Francesco Cirillo e Matteo Piantedosi. Il prefetto Gaetano Chiusolo, direttore della Dac e Arturo De Felice, direttore della Dia, insieme al questore di Roma, Fulvio Della Rocca e a Rodolfo Ronconi, direttore centrale immigrazione e frontiere.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato alle 14, accolto dal ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri. Con il ministro è entrato nella sala per incontrare privatamente i familiari di Manganelli. Presente a rendere omaggio all'amico di una vita, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni De Gennaro, autorità delegata per la sicurezza, e suo collaboratore fin dagli anni Ottanta. Alla camera ardente anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, l'ex premier Mario Monti, l'ex presidente della Commissione parlamentare antimafia Luciano Violante, e il capo della Protezione civile Franco Gabrielli.
Anche Giorgio Sandri, padre di Gabriele, il tifoso ucciso nel 2007 nella piazzola di un autogrill dell'autostrada A1, ha fatto visita alla camera ardente per rendere omaggio al capo della polizia: "Era un uomo onesto intellettualmente e un amico - ha detto -, un grande uomo che senza se e senza ma si è assunto sue responsabilità, lo ricorderò con grande affetto. Non tutti sono capaci di chiedere scusa. Ci siamo incontrati più volte e ci ha sempre accolto con grande cordialità e sensibilità", ha concluso.
Prima di arrivare alla scuola superiore della polizia, quando il carro funebre con il feretro lasciando l'ospedale San Giovanni di Roma, è passato per il Viminale, dal palazzo del ministero dell'Interno in tanti hanno raggiunto la piazza per salutarlo. La vettura è stata applaudita anche dalla gente che si era raccolta nella piazza. Gli agenti si sono messi sugli attenti.
La famiglia ha chiesto, in alternativa ai fiori, donazioni all'Istituto Oncologico Romagnolo che si trova a Imola, in Via Emilia, 34. Nella fase finale della sua malattia Manganelli era stato infatti seguito e curato dall'Unità operativa di oncologia ed hospice dell'Ausl di Imola guidata dal dottor Antonio Maestri. E' in segno di riconoscimento che la famiglia, colpita dalla professionalità dei medici, del personale e dei volontari della struttura, ha chiesto espressamente di indirizzare le erogazioni in memoria per attività di ricerca.
Al Senato dopo la commemorazione da parte del presidente Pietro Grasso, l'Aula di palazzo Madama ha osservato un minuto di silenzio al termine del quale c'è stato un applauso bipartisan per quello che i senatori hanno definito "un grande servitore dello Stato". Tutti i gruppi parlamentari l'hanno ricordato. "Un grande servitore dello Stato", per Mario Ferrara, primo a intervenire a nome del gruppo Grandi Autonomie e Libertà. Un "uomo degno di rispetto", per Laura De Petris di Sel, "che ha saputo chiedere scusa" (Riccardo Nencini). Una "vita segnata da continue battaglie affrontate con sacrificio e abnegazione", per Massimo Bitonci (Lega).
Un "grande leader" (Pier Ferdinando Casini) al quale anche il Movimento 5 Stelle "rende onore per la sua onestà intellettuale" con il capogruppo Vito Crimi. Un uomo che ha agito "in nome dell'interesse nazionale", ha detto il capogruppo Pd Luigi Zanda che va ricordato, ha detto l'ex presidente del Senato Renato Schifani "proseguendo nella lotta alle mafie". Dopo tutti gli interventi il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha fatto sapere che una copia del resoconto stenografico della seduta con il ricordo del capo della polizia sarà spedito ai suoi familiari.
"Manganelli è stato uno dei pochissimi a rispondere, per ben due volte, al blog. Sapevo, come molti, che era malato da tempo, ma speravo in una sua ripresa, avrei voluto incontrarlo di persona e discutere su una nuova relazione tra polizia e cittadini, con incontri dibattito da tenersi in varie città. Un'idea che voglio riprendere in futuro", ha scritto Beppe Grillo sul suo blog. "Mi dispiace per la sua scomparsa e porgo le mie condoglianze ai suoi familiari", ha concluso
Per le donazioni i riferimenti sono i seguenti: AZIENDA USL di Imola - Iban IT75X0503421002000000442776 presso Tesoreria AUSL IMOLA - Banco Popolare Soc. Coop. Via Cavour 53 Imola. Causale: donazione a favore Osp. Santa Maria della Scaletta UOC Oncologica e Hospice. Oppure: cc. postale di tesoreria nr. 25613407 intestato a: AUSL IMOLA.