Delitto di Perugia, svolta nell'inchiesta:
arrestati l'ex fidanzato di Julia e suo padre
Ordine di custodia in carcere con le accuse di omicidio e tentato omicidio per i due. Il movente nelle ruggini tra il giovane indagato e la vittima. Il padre è ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio, il figlio il mandante. Contestate premeditazione e crudeltà. La ragazza in lacrime: "Penso ad Alessandro, il mio amore"
PERUGIA - Due arresti sono stati eseguiti dalla polizia per l'omicidio di Alessandro Polizzi e il ferimento della fidanzata, Julia Tosti. I fermati sono l'ex fidanzato della giovane, Valerio Menenti, e il padre di quest'ultimo, Riccardo, 54 anni. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dagli agenti della squadra mobile della questura perugina. I due - si legge in una nota della procura - sono "gravemente indiziati del reato di omicidio in danno di Alessandro Polizzi e tentato omicidio in danno di Julia Tosti".
LE FOTO
Riccardo Menenti sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto. Il figlio, invece, è considerato il mandante: è il quadro che emerge dalle accuse contestate ai due dal gip di Perugia. Nei capi d'imputazione indicati nell'ordinanza si parla di premeditazione e crudeltà verso le persone. In particolare, a Valerio e Riccardo Menenti viene contestato di avere infierito su Polizzi e sulla ragazza colpendoli con numer…
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Riccardo Menenti sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto. Il figlio, invece, è considerato il mandante: è il quadro che emerge dalle accuse contestate ai due dal gip di Perugia. Nei capi d'imputazione indicati nell'ordinanza si parla di premeditazione e crudeltà verso le persone. In particolare, a Valerio e Riccardo Menenti viene contestato di avere infierito su Polizzi e sulla ragazza colpendoli con numer…
PERUGIA - Due arresti sono stati eseguiti dalla polizia per l'omicidio di Alessandro Polizzi e il ferimento della fidanzata, Julia Tosti. I fermati sono l'ex fidanzato della giovane, Valerio Menenti, e il padre di quest'ultimo, Riccardo, 54 anni. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dagli agenti della squadra mobile della questura perugina. I due - si legge in una nota della procura - sono "gravemente indiziati del reato di omicidio in danno di Alessandro Polizzi e tentato omicidio in danno di Julia Tosti".
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Riccardo Menenti sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto. Il figlio, invece, è considerato il mandante: è il quadro che emerge dalle accuse contestate ai due dal gip di Perugia. Nei capi d'imputazione indicati nell'ordinanza si parla di premeditazione e crudeltà verso le persone. In particolare, a Valerio e Riccardo Menenti viene contestato di avere infierito su Polizzi e sulla ragazza colpendoli con numerosi colpi alla testa con uno svitabulloni. Un'ulteriore aggressione, dopo che un unico colpo di pistola Beretta modello 1934 aveva centrato mortalmente a un fianco il giovane e ferito al braccio destro la sua fidanzata. Valerio Menenti era stato picchiato in più occasioni da Polizzi perché, a sua volta, aveva picchiato la ex fidanzata.
Il delitto. La notte tra il 25 e il 26 marzo, un uomo con il volto coperto era entrato nell'appartamento di via Ricci dove Polizzi e Tosti dormivano e aveva ucciso a colpi di pistola l'operaio 24enne e ferito la ragazza. Valerio Menenti era stato tra i primi ad essere sospettati del delitto, visto il suo precedente legame con la giovane e il possibile rancore verso la vittima: pochi giorni prima dell'omicidio, infatti, aveva avuto una violenta lite con Polizzi nel corso della quale era rimasto ferito al volto. Il suo alibi, però, era sembrato inattaccabile proprio perché la notte del delitto si trovava in ospedale per farsi curare.
Il gip ipotizza che Valerio Menenti abbia consegnato al padre le chiavi del portone del palazzo dove si trova l'appartamento in cui è avvenuto il delitto, chiavi poi "utilizzate per entrare nello stabile" dall'uomo. Dalle indagini è emerso che Valerio Menenti non aveva restituito alla Tosti, con la quale aveva convissuto, le chiavi del portone del palazzo in cui abitava la ragazza "ma solo" quelle di casa. Secondo il gip "è significativo che l'assassino è entrato dal portone dello stabile senza forzare la serratura, a differenza di quanto ha dovuto fare con la porta di ingresso dell'abitazione di Julia Tosti, letteralmente sfondata". Secondo il gip "l'assassino ha dimostrato di conoscere bene lo stato dei luoghi, perché una volta sfondata la porta di ingresso, pur trovandosi nel buio, si è immediatamente diretto alla camera da letto: queste informazioni furono fornite all'assassino solo da qualcuno che conosceva bene la casa, come proprio Valerio Menenti che vi aveva vissuto per un lungo periodo".
Gli indagati sono romani, ma risiedono a Todi. Si sono sempre proclamati innocenti. Il procuratore di Perugia, Giacomo Fumu, ha precisato che le indagini proseguono.
Il primo pensiero di Julia, una volta che il suo legale le ha comunicato la notizia dell'arresto, è stato per il fidanzato Alessandro: "Penso ad Alex, il mio amore...", ha detto la ragazza in lacrime parlando al suo avvocato Luca Maori. Questi ha ricordato che la storia fra Julia e Valerio Menenti aveva conosciuto numerosi episodi violenti e stalking e annuncia: "Ora presenteremo una querela per stalking nei confronti di Valerio Menenti, è già pronta".
La difesa: "estranei alle accuse, mancano riscontri oggettivi". Scarno il commento dei difensori dei due indiziati: "Non ci sono riscontri oggettivi a una ricostruzione parziale", dice Luca Patalini, l'avvocato di Valerio e Riccardo Menenti, che compariranno domani mattina, in carcere, davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. "Siamo sempre più convinti - ha aggiunto il legale - dell'estraneità alle accuse di Valerio e Riccardo Menenti. A loro carico non ci sono indizi di colpevolezza. Sottoporremo la misura cautelare a un attento vaglio e la impugneremo davanti al Tribunale del riesame".
Per domani restano fissati gli accertamenti irripetibili che la polizia scientifica eseguirà su due auto e due moto degli indagati e sull'abitazione di Riccardo Menenti e della moglie a Frontignano di Todi. Gli inquirenti vi cercheranno tracce di sangue o polvere da sparo.
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Riccardo Menenti sarebbe stato l'esecutore materiale del delitto. Il figlio, invece, è considerato il mandante: è il quadro che emerge dalle accuse contestate ai due dal gip di Perugia. Nei capi d'imputazione indicati nell'ordinanza si parla di premeditazione e crudeltà verso le persone. In particolare, a Valerio e Riccardo Menenti viene contestato di avere infierito su Polizzi e sulla ragazza colpendoli con numerosi colpi alla testa con uno svitabulloni. Un'ulteriore aggressione, dopo che un unico colpo di pistola Beretta modello 1934 aveva centrato mortalmente a un fianco il giovane e ferito al braccio destro la sua fidanzata. Valerio Menenti era stato picchiato in più occasioni da Polizzi perché, a sua volta, aveva picchiato la ex fidanzata.
Il delitto. La notte tra il 25 e il 26 marzo, un uomo con il volto coperto era entrato nell'appartamento di via Ricci dove Polizzi e Tosti dormivano e aveva ucciso a colpi di pistola l'operaio 24enne e ferito la ragazza. Valerio Menenti era stato tra i primi ad essere sospettati del delitto, visto il suo precedente legame con la giovane e il possibile rancore verso la vittima: pochi giorni prima dell'omicidio, infatti, aveva avuto una violenta lite con Polizzi nel corso della quale era rimasto ferito al volto. Il suo alibi, però, era sembrato inattaccabile proprio perché la notte del delitto si trovava in ospedale per farsi curare.
Il gip ipotizza che Valerio Menenti abbia consegnato al padre le chiavi del portone del palazzo dove si trova l'appartamento in cui è avvenuto il delitto, chiavi poi "utilizzate per entrare nello stabile" dall'uomo. Dalle indagini è emerso che Valerio Menenti non aveva restituito alla Tosti, con la quale aveva convissuto, le chiavi del portone del palazzo in cui abitava la ragazza "ma solo" quelle di casa. Secondo il gip "è significativo che l'assassino è entrato dal portone dello stabile senza forzare la serratura, a differenza di quanto ha dovuto fare con la porta di ingresso dell'abitazione di Julia Tosti, letteralmente sfondata". Secondo il gip "l'assassino ha dimostrato di conoscere bene lo stato dei luoghi, perché una volta sfondata la porta di ingresso, pur trovandosi nel buio, si è immediatamente diretto alla camera da letto: queste informazioni furono fornite all'assassino solo da qualcuno che conosceva bene la casa, come proprio Valerio Menenti che vi aveva vissuto per un lungo periodo".
Gli indagati sono romani, ma risiedono a Todi. Si sono sempre proclamati innocenti. Il procuratore di Perugia, Giacomo Fumu, ha precisato che le indagini proseguono.
Il primo pensiero di Julia, una volta che il suo legale le ha comunicato la notizia dell'arresto, è stato per il fidanzato Alessandro: "Penso ad Alex, il mio amore...", ha detto la ragazza in lacrime parlando al suo avvocato Luca Maori. Questi ha ricordato che la storia fra Julia e Valerio Menenti aveva conosciuto numerosi episodi violenti e stalking e annuncia: "Ora presenteremo una querela per stalking nei confronti di Valerio Menenti, è già pronta".
La difesa: "estranei alle accuse, mancano riscontri oggettivi". Scarno il commento dei difensori dei due indiziati: "Non ci sono riscontri oggettivi a una ricostruzione parziale", dice Luca Patalini, l'avvocato di Valerio e Riccardo Menenti, che compariranno domani mattina, in carcere, davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia. "Siamo sempre più convinti - ha aggiunto il legale - dell'estraneità alle accuse di Valerio e Riccardo Menenti. A loro carico non ci sono indizi di colpevolezza. Sottoporremo la misura cautelare a un attento vaglio e la impugneremo davanti al Tribunale del riesame".
Per domani restano fissati gli accertamenti irripetibili che la polizia scientifica eseguirà su due auto e due moto degli indagati e sull'abitazione di Riccardo Menenti e della moglie a Frontignano di Todi. Gli inquirenti vi cercheranno tracce di sangue o polvere da sparo.