Delitto di Perugia, interrogatorio in carcere.
Il gip: "Ci fu volontà di punire"
Valerio e Riccardo Menenti sono comparsi davanti al giudice Luca Semeraro. Per lui, il ragazzo, mandante del delitto, avrebbe consegnato al genitore le chiavi del portone della palazzina di via Ricci. Il 54enne ha respinto le accuse, il ragazzo si è avvalso della facoltà di non rispondere
PERUGIA - Si è svolto nel carcere perugino di Capanne davanti al gip Luca Semeraro l'interrogatorio di garanzia di Valerio e Riccardo Menenti, il 24enne e suo padre 54enne accusati dell'omicidio di Alessandro Polizzi e del tentato omicidio della fidanzata Julia Tosti, avvenuti la notte fra il 25 e il 26 marzo a Perugia. Riccardo Menenti ha respinto le accuse, mentre Valerio si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. "Non sono stato io - ha detto Riccardo Menenti -. Ho trascorso la notte (quella dell'omicidio - ndr) con mia moglie" ha aggiunto. Il figlio Valerio non ha risposto alle domande. Entrambi gli arrestati sono stati difesi dall'avvocato Luca Patalini. All'interrogatorio hanno partecipato il legale, il gip Luca Semeraro e il sostituto procuratore Antonella Duchini che coordina le indagini della squadra mobile della questura. Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip ha parlato di "omicidio preordinato, premeditato" in cui &q…
PERUGIA - Si è svolto nel carcere perugino di Capanne davanti al gip Luca Semeraro l'interrogatorio di garanzia di Valerio e Riccardo Menenti, il 24enne e suo padre 54enne accusati dell'omicidio di Alessandro Polizzi e del tentato omicidio della fidanzata Julia Tosti, avvenuti la notte fra il 25 e il 26 marzo a Perugia. Riccardo Menenti ha respinto le accuse, mentre Valerio si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. "Non sono stato io - ha detto Riccardo Menenti -. Ho trascorso la notte (quella dell'omicidio - ndr) con mia moglie" ha aggiunto. Il figlio Valerio non ha risposto alle domande. Entrambi gli arrestati sono stati difesi dall'avvocato Luca Patalini. All'interrogatorio hanno partecipato il legale, il gip Luca Semeraro e il sostituto procuratore Antonella Duchini che coordina le indagini della squadra mobile della questura. Nell'ordinanza di custodia cautelare, il gip ha parlato di "omicidio preordinato, premeditato" in cui "il movente va ricercato nella volonta di punire, fino alle estreme conseguenze i due ragazzi".
Volontà punitiva che "sussisteva proprio in Valerio Menenti". Nella ricostruzione del gip lui sarebbe il mandante, che al momento dell'omicidio si trovava ricoverato in ospedale, mentre l'esecutore materiale sarebbe il padre, a cui Valerio avrebbe lasciato le chiavi del portone della palazzina di via Ricci, dove aveva vissuto per alcuni mesi. Tra gli elementi accusatori chiave le testimonianze di chi ha visto l'aggressore, in primis Julia, benché il killer abbia agito a volto coperto e anche se "non ha mai parlato", ma anche un'impronta di stivale compatibile con le calzature indossate da Riccardo Menenti come si vede nelle riprese delle telecamere dell'ospedale poche ore prima del delitto. Ed infine le riprese di un furgone bianco come quello di Menenti, ripreso uscire dall'ospedale prima del delitto e lungo la superstrada da Perugia verso Todi poco dopo l'omicidio.
Volontà punitiva che "sussisteva proprio in Valerio Menenti". Nella ricostruzione del gip lui sarebbe il mandante, che al momento dell'omicidio si trovava ricoverato in ospedale, mentre l'esecutore materiale sarebbe il padre, a cui Valerio avrebbe lasciato le chiavi del portone della palazzina di via Ricci, dove aveva vissuto per alcuni mesi. Tra gli elementi accusatori chiave le testimonianze di chi ha visto l'aggressore, in primis Julia, benché il killer abbia agito a volto coperto e anche se "non ha mai parlato", ma anche un'impronta di stivale compatibile con le calzature indossate da Riccardo Menenti come si vede nelle riprese delle telecamere dell'ospedale poche ore prima del delitto. Ed infine le riprese di un furgone bianco come quello di Menenti, ripreso uscire dall'ospedale prima del delitto e lungo la superstrada da Perugia verso Todi poco dopo l'omicidio.