Cronaca

Delitto di Perugia, tracce di sangue
accusano Riccardo Menenti

Lungo le scale del condominio in cui è avvenuto l'omicidio e sull'arma è stato trovato il sangue dell'uomo arrestato insieme al figlio per l'omicidio di Alessassandro Polizzi e il ferimento della fidanzata

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PERUGIA - Si aggrava, e di molto, la posizione di Riccardo Menenti, l'uomo accusato dell'omicio del ventiquattrenne Alessandro Polizzi e del tentato omicidio di Julia Tosti a Perugia la notte tra il 25 e 26 marzo. Lungo la scala del condominio di via Ettore Ricci dove il killer è entrato incappucciato e ha ucciso il ragazzo nel suo appartamento sono state trovate dalla Polizia Scientifica tracce di sangue appartenenti a Menenti. E una traccia biologica con il dna dell'uomo commista a quella della vittima è stata isolata anche sulla pistola ritrovata sulla scena del delitto sotto il mobile del telefono, una vecchia Beretta del 1934 non denunciata. In particolare si tratterebbe di cellule di sfaldamento miste al sangue di Polizzi sul cane della pistola. E' quanto emerge dagli atti depositati in procura, frutto dell'indagine condotta dagli uomini della squadra mobile di Perugia, coordinati dal pm Antonella Duchini.
 
Per questo motivo gli avvocati dei Menenti, Luca Patalini e Antonemilio Krogh, hanno rinunciato all'udienza diananzi al tribunale del Riesame di Perugia, che avrebbe dovuto esaminare la richiesta di revoca dell'ordinanza di custodia cautelare. L'udienza era in programma per oggi pomeriggio. Riccardo Menenti, 54 anni, e il figlio Valerio, 26 anni, accusato di essere il mandante dell'omicidio per via dei pestaggi subiti in tre occasioni da Alessandro, restano rinchiusi nel carcere di Capanne. Dalle carte dell'ordinanza di custodia, emessa l'11 aprile scorso, era venuto fuori grazie a diverse testimonianze il rapporto molto burrascoso tra Julia e Valerio. Quest'ultimo l'aveva picchiata più di una volta, arrivando fino a tentare di investirla con la macchina. E i contatti erano continuati anche dopo che i due si erano lasciati, a gennaio.
 
"Non vogliamo commentare, siamo molto cauti - fa sapere la famiglia Tosti per bocca dell'avvocato Luca Maori - aspettiamo di vedere gli altri accertamenti. Forse parleremo dopo il sopralluogo di lunedì". Il 29 aprile alle 9.30 infatti è fissato un sopralluogo della polizia nella casa del delitto per svolgere altri accertamenti non ripetibili.