Cronaca

Falsi agenti rapinavano turisti in autostrada.
Inseguimento in A4 e poi gli arresti

Cinque persone in manette: sgominata banda di rapinatori che agiva sulla Brescia-Padova. Recuperata la refurtiva. Un'indagine che proseguiva da mesi: travestiti da poliziotti della stradale, fingevano un controllo e poi scappavano

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BRESCIA - Si presentavano come agenti della polizia stradale, simulavano controlli agli automobilisti nelle aree di servizio delle autostrade del nord Italia e poi li rapinavano. La banda di falsi agenti, cinque iraniani che si spostavano sulla A4 lungo la Brescia-Padova a bordo di due Alfa Romeo simili a quelle utilizzate dalle forze dell'ordine, è stata sgominata questa mattina dalla Postrada di Vicenza che, dopo un inseguimento, è riuscita ad arrestare i rapinatori.

Nell'operazione sono stati recuperati oltre 10.000 euro e 10.000 franchi svizzeri, patenti di guida albanesi, permessi di soggiorno spagnoli contraffatti e le automobili utilizzate dai malviventi.

La polizia li ha sorpresi nel comune di Rovato, in provincia di Brescia, mentre cercavano di derubare una coppia di svizzeri diretti a Padova. Alla vista degli agenti, i banditi hanno travolto uno dei poliziotti, ferendolo in maniera lieve, e sono fuggiti dall'autostrada abbattendo anche la sbarra del casello. L'inseguimento si è concluso pochi chilometri dopo, quando la pattuglia è riuscita a bloccare l'auto con un colpo di pistola al radiatore.

Uno dei passeggeri è stato immediatamente bloccato, mentre l'altro è riuscito in un primo momento a far perdere le proprie tracce, ma è stato individuato e arrestato alcune ore dopo insieme a un altro complice, sempre iraniano. Nel corso delle indagini, la polizia ha scoperto anche altri membri della banda che si muovevano su una Opel Vectra, intercettata sulla A22 con tre adulti e due bambini, di 11 e 6 anni, a bordo.

Era da tempo che la polizia stradale di Verona, Vicenza e Padova svolgeva controlli sulla Brescia-Padova per contrastare il fenomeno delle rapine, dopo una serie di denunce di turisti derubati. Il copione era sempre lo stesso: i falsi poliziotti nelle aree di servizio esibivano alle vittime distintivi contraffatti per farsi consegnare, durante il 'controllo', documenti e denaro. Una volta in possesso delle banconote, col pretesto di verificarne l'autenticità, si allontanavano per poi dileguarsi con i soldi e le chiavi del veicolo delle vittime, mentre un'auto civetta segnalava l'arrivo delle vere pattuglie della polizia stradale.

Sono finiti in carcere Amir Rezaei, 25 anni, e Mohammad Ali Karimizadeh, 36, entrambi residenti a Castel Volturno (Caserta), ed Elias Rahmati, 22: sono accusati di rapina, tentato omicidio, usurpazione di titolo e possesso di documenti falsi. Accusa di rapina invece per Kamal Ghaderiazar, 36, e Morteza Hasani, 37, anch'essi domiciliati a Castel Volturno. Denunciata, infine, anche la moglie di Hasani.