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Oliere vietate sui tavoli dei ristoranti.
Dietrofront Ue e l'Italia protesta

Accantonata la proposta del commissario all'agricoltura, Dacian Ciolos, di imporre nei locali ampolline con l'etichetta e la provenienza del prodotto. La Coldiretti: per i produttori un danno da 450 milioni di euro l'anno. Il ministro De Girolamo: "È una battaglia culturale"
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BRUXELLES -
L'Ue fa dietrofront. Niente bottiglie etichettate sui tavoli di ristoranti e osterie: il commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, ha annunciato il ritiro della proposta di vietare nei locali le ampolline ricaricabili. "La proposta non è formulata in modo da raccogliere il consenso dei paesi consumatori e dei ristoratori", ha spiegato Ciolos.

Eppure, solo la settimana scorsa, 15 stati membri dell'Unione, (inclusa l'Italia) avevano approvato la norma, con tre astenuti (Belgio, Regno Unito e Ungheria) e nove contrari (Germania, Danimarca, Estonia, Lussemburgo, Olanda, Austria, Finlandia, Svezia, e Bulgaria). In pratica, secondo la disposizione, a partire dal prossimo primo gennaio, le bottiglie di olio d'oliva usate nei ristoranti avrebbero dovuto essere sigillate. E, una volta aperte, consumate fino alla fine del prodotto.

La retromarcia, secondo la Coldiretti, costerebbe ai paesi produttori quasi 450 milioni di euro l'anno. Ed è subito pole…

BRUXELLES -
L'Ue fa dietrofront. Niente bottiglie etichettate sui tavoli di ristoranti e osterie: il commissario europeo all'Agricoltura, Dacian Ciolos, ha annunciato il ritiro della proposta di vietare nei locali le ampolline ricaricabili. "La proposta non è formulata in modo da raccogliere il consenso dei paesi consumatori e dei ristoratori", ha spiegato Ciolos.

Eppure, solo la settimana scorsa, 15 stati membri dell'Unione, (inclusa l'Italia) avevano approvato la norma, con tre astenuti (Belgio, Regno Unito e Ungheria) e nove contrari (Germania, Danimarca, Estonia, Lussemburgo, Olanda, Austria, Finlandia, Svezia, e Bulgaria). In pratica, secondo la disposizione, a partire dal prossimo primo gennaio, le bottiglie di olio d'oliva usate nei ristoranti avrebbero dovuto essere sigillate. E, una volta aperte, consumate fino alla fine del prodotto.

La retromarcia, secondo la Coldiretti, costerebbe ai paesi produttori quasi 450 milioni di euro l'anno. Ed è subito polemica. Commenta il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo: "Per noi si tratta di una battaglia culturale e di legalità. Sono certa che il commissario Ciolos troverà il modo di tenere conto di una questione così importante per i paesi del Mediterraneo". "È una sconfitta per tutti coloro che da sempre portano avanti una dura battaglia contro le frodi e gli inganni a tavola", afferma la Confederazione italiana agricoltori. "Ancora una volta - conclude la Cia - dobbiamo constatare che l'Europa ha scelto di bocciare una norma appoggiata da ben 15 Paesi, tra cui i principali produttori come Italia e Spagna, premiando invece chi l'ha osteggiata fin dall'inizio ".

"La decisione ci lascia esterrefatti e, purtroppo, si inserisce in un pericoloso solco che va contro il significato stesso di Europa", è stata la reazione del presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, Paolo De Castro. "È l'ennesimo caso in cui registriamo un arretramento dell'istituzione europea davanti a una spaccatura, con un nord che vuole condizionare le scelte dei consumatori e banalizza tutto ciò che è qualità in una deriva che spinge verso l'omologazione dei cibi".