PESARO - Un delitto dalle modalità simili all'esecuzione. Che stridono col profilo da uomo tranquillo della vittima: Andrea Ferri, 51 anni, sposato, due figli, incensurato, titolare di tre distributori di carburante e di una piadineria. Dalle prime verifiche, non aveva legami con la malavita. E' stato ucciso a colpi di pistola la notte scorsa a Pesaro. Sul delitto indagano i carabinieri coordinati dal pm Monica Garulli.
L'assassinio è avvenuto nei pressi del lungomare, all'altezza del numero 23 di via Paterni, intorno alle 2,30. Contro Ferri sono stati esplosi sette colpi di pistola, probabilmente calibro 7,65. L'uomo è stato raggiunto alla testa e al torace.
Secondo una prima ricostruzione, la notte scorsa Ferri è uscito da un'abitazione di via Paterni. In quella casa abita una donna nigeriana. Ferri vi si era recato dopo aver disputato una partita di calcetto con gli amici. Fuori lo aspettava il suo assassino, nascosto in un cantiere edile situato di fronte al luogo dove Ferri aveva parcheggiato il suo suv. L'agguato sarebbe durato pochissimi secondi: appena Ferri si è messo alla guida, è stato raggiunto da un primo colpo di pistola, sparato da distanza ravvicinata attraverso il finestrino anteriore destro. Per gli inquirenti, quel primo colpo è uno di quelli che gli sarebbe stato fatale.
Pur seriamente ferito, Ferri ha tentato di scendere dall'auto per fuggire, ma il suo assassino ha girato intorno al veicolo per stargli addosso e ha continuato a sparare fino a quando non lo ha visto cadere lungo il marciapiede. Sette colpi, di cui uno solo non andato a segno, incastrandosi nel montante del suv, i cui quattro finestrini laterali sono stati tutti infranti dai proiettili.
Con Ferri agonizzante a terra, l'assassino si è allontanato con il suv, ritrovato dai carabinieri a 300 metri di distanza, in viale della Vittoria, lungo la Ss16. La vettura della vittima potrebbe dare una mano agli inquirenti. La scientifica è alla ricerca di eventuali impronte e tracce lasciate nell'abitacolo, mentre si lavora anche a ricostruire gli spostamenti di Ferri prima di essere ucciso.
Tutte le ipotesi sul movente dell'omicidio sono aperte. Ferri aveva una consistente disponibilità di denaro (la piadineria l'aveva acquistata da poco). Il delitto potrebbe essere dunque legato a questioni finanziarie o di affari. Sulle prime si era parlato di una vendetta passionale, ma potrebbe anche trattarsi di una rapina finita male. Il magistrato inquirente si appresta a chiedere il blocco dei conti correnti della vittima.
Ferri risiedeva con la famiglia lungo la strada panoramica del San Bartolo. Suo padre, proprietario di una stazione di servizio nel quartiere Soria, era molto conosciuto in città. Il figlio ne aveva seguito le orme, espandendosi. Questa mattina sono stati ascoltati alcuni amici di Ferri, con i quali ieri sera, come ogni lunedì, si era dato appuntamento per giocare a calcio e per la cena. Dalla pizzeria si sarebbero alzati intorno a mezzanotte, mentre l'agguato è avvenuto almeno un'ora più tardi.
In via Paterni abita l'ex parlamentare del Pd ed ex sindaco di Pesaro Oriano Giovanelli. Lungo la strada sono installate alcune telecamere di sorveglianza. I carabinieri cercano ora di ricostruire dai filmati ogni possibile movimento sospetto. Per ora, non ci sono testimoni oculari dell'omicidio.
L'assassinio è avvenuto nei pressi del lungomare, all'altezza del numero 23 di via Paterni, intorno alle 2,30. Contro Ferri sono stati esplosi sette colpi di pistola, probabilmente calibro 7,65. L'uomo è stato raggiunto alla testa e al torace.
Secondo una prima ricostruzione, la notte scorsa Ferri è uscito da un'abitazione di via Paterni. In quella casa abita una donna nigeriana. Ferri vi si era recato dopo aver disputato una partita di calcetto con gli amici. Fuori lo aspettava il suo assassino, nascosto in un cantiere edile situato di fronte al luogo dove Ferri aveva parcheggiato il suo suv. L'agguato sarebbe durato pochissimi secondi: appena Ferri si è messo alla guida, è stato raggiunto da un primo colpo di pistola, sparato da distanza ravvicinata attraverso il finestrino anteriore destro. Per gli inquirenti, quel primo colpo è uno di quelli che gli sarebbe stato fatale.
Pur seriamente ferito, Ferri ha tentato di scendere dall'auto per fuggire, ma il suo assassino ha girato intorno al veicolo per stargli addosso e ha continuato a sparare fino a quando non lo ha visto cadere lungo il marciapiede. Sette colpi, di cui uno solo non andato a segno, incastrandosi nel montante del suv, i cui quattro finestrini laterali sono stati tutti infranti dai proiettili.
Con Ferri agonizzante a terra, l'assassino si è allontanato con il suv, ritrovato dai carabinieri a 300 metri di distanza, in viale della Vittoria, lungo la Ss16. La vettura della vittima potrebbe dare una mano agli inquirenti. La scientifica è alla ricerca di eventuali impronte e tracce lasciate nell'abitacolo, mentre si lavora anche a ricostruire gli spostamenti di Ferri prima di essere ucciso.
Tutte le ipotesi sul movente dell'omicidio sono aperte. Ferri aveva una consistente disponibilità di denaro (la piadineria l'aveva acquistata da poco). Il delitto potrebbe essere dunque legato a questioni finanziarie o di affari. Sulle prime si era parlato di una vendetta passionale, ma potrebbe anche trattarsi di una rapina finita male. Il magistrato inquirente si appresta a chiedere il blocco dei conti correnti della vittima.
Ferri risiedeva con la famiglia lungo la strada panoramica del San Bartolo. Suo padre, proprietario di una stazione di servizio nel quartiere Soria, era molto conosciuto in città. Il figlio ne aveva seguito le orme, espandendosi. Questa mattina sono stati ascoltati alcuni amici di Ferri, con i quali ieri sera, come ogni lunedì, si era dato appuntamento per giocare a calcio e per la cena. Dalla pizzeria si sarebbero alzati intorno a mezzanotte, mentre l'agguato è avvenuto almeno un'ora più tardi.
In via Paterni abita l'ex parlamentare del Pd ed ex sindaco di Pesaro Oriano Giovanelli. Lungo la strada sono installate alcune telecamere di sorveglianza. I carabinieri cercano ora di ricostruire dai filmati ogni possibile movimento sospetto. Per ora, non ci sono testimoni oculari dell'omicidio.