LE tigri che la scorsa settimana hanno sbranato il loro proprietario a Pinerolo (Torino) stanno per essere trasferite in tre diverse strutture. Con una ordinanza, il sindaco di Pinerolo ha disposto il blocco di tutte le vie d'accesso all'ex parco ornitologico Martinat, dove i veterinari dell'Asl stanno monitorando gli animali.
I felini dovranno infatti restare a digiuno fino a domani mattina, quando verranno sedati e trasportati in apposite gabbie nei parchi di Pombia (Novara), Ravenna e Fasano (Brindisi). Un medico assiste la signora Carla Agosteo, l'anziana vedova del proprietario delle tigri - Mauro Laggiard, di 72 anni - che questa mattina in un attimo di rabbia ha strappato l'ordinanza del sindaco che le era stata notificata.
"A quegli animali ho dedicato la vita, li conosco e li capisco, e ora sono preoccupata per il loro futuro", dice la donna, che non si rassegna a separarsi dagli animali. E ritorna al giorno dell'incidente: "Mio marito è morto perchè non mi ha dato retta", sostiene, io l'avevo messo in guardia: Samir - la tigre che lo ha aggredito n.d.r. - era nervosa".
LE FOTO
IL LUOGO DELLA TRAGEDIA
Il direttore zoologico della struttura di Fasano, in provincia di Brindisi, Fabio Rausa, ha però già fatto sapere che gli animali non saranno sistemati insieme alle altre tigri, perché finirebbero per essere sbranati dal branco. Per loro sono stati allestiti degli alloggi distaccati, solo con il tempo verranno a contatto con le altre. Non ci sarà lo spettacolo nello spettacolo, aveva assicurato comunciando la decisione di non mostrarle al pubblico.
I felini dovranno infatti restare a digiuno fino a domani mattina, quando verranno sedati e trasportati in apposite gabbie nei parchi di Pombia (Novara), Ravenna e Fasano (Brindisi). Un medico assiste la signora Carla Agosteo, l'anziana vedova del proprietario delle tigri - Mauro Laggiard, di 72 anni - che questa mattina in un attimo di rabbia ha strappato l'ordinanza del sindaco che le era stata notificata.
"A quegli animali ho dedicato la vita, li conosco e li capisco, e ora sono preoccupata per il loro futuro", dice la donna, che non si rassegna a separarsi dagli animali. E ritorna al giorno dell'incidente: "Mio marito è morto perchè non mi ha dato retta", sostiene, io l'avevo messo in guardia: Samir - la tigre che lo ha aggredito n.d.r. - era nervosa".
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IL LUOGO DELLA TRAGEDIA
Il direttore zoologico della struttura di Fasano, in provincia di Brindisi, Fabio Rausa, ha però già fatto sapere che gli animali non saranno sistemati insieme alle altre tigri, perché finirebbero per essere sbranati dal branco. Per loro sono stati allestiti degli alloggi distaccati, solo con il tempo verranno a contatto con le altre. Non ci sarà lo spettacolo nello spettacolo, aveva assicurato comunciando la decisione di non mostrarle al pubblico.