SASSARI - Una ingloriosa bancarotta, condita da quattro arresti e dal sequestro della struttura, macchia la storia dell'Hotel Capo Caccia di Alghero, costruito nel 1961, residenza di vip e attori, finito persino nella saga dell'Agente 007 quando, nel 1977, una sequenza di La spia che mi amava fu girata nelle acque antistanti.
Questa mattina i militari della Guardia di Finanza hanno apposto i loro sigilli al Capo Caccia, in esecuzione di un decreto di sequestro emesso dal Gip del Tribunale di Sassari, Carla Altieri, su richiesta del pm Giovanni Porcheddu. Sequestro seguito alla bancarotta delle società che, nel corso degli anni, hanno avuto l'hotel in gestione. Il danno causato alle società e all'Erario è stato quantificato in oltre 15 milioni di euro.
Accusate della bancarotta le quattro persone arrestate a Rimini, Roma, San Benedetto del Tronto e in Sicilia. Si tratta di Giovanni Marocchi, 66 anni, di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), Daniele Degli Esposti, 51, di Castel San Pietro (Bologna), Francesco Vizzari, 47, di Roma, e Vittorio Casale, 53, di Parma. Al commercialista Andrea Federico Delogu di Ittiri (Sassari), la cui attività ha favorito le manovre illecite degli arrestati, è stata notificata l'interdizione dalla professione.
Sulla base delle indagini svolte dalla Gdf, i cinque hanno distratto gran parte del patrimonio mobiliare e immobiliare della Capo Caccia Resort Srl e della Roden Srl, che hanno gestito, facendolo confluire in altre società, direttamente o indirettamente a loro riconducibili o gestite da loro stessi. Secondo gli inquirenti con la complicità del commercialista, sono state sopravvalutate alcune poste dei bilanci annuali per far comparire una situazione patrimoniale non reale e così accedere a cospicui finanziamenti che altrimenti gli istituti di credito non avrebbero erogato.
I sequestri eseguiti dai finanzieri riguardano sia beni mobili (conti correnti bancari) sia immobili (oltre all'albergo anche due appartamenti e un capannone industriale) per un valore complessivo di circa otto milioni di euro, che dovranno tutelare i soci e coprire parte del debito erariale accumulato negli anni.
Questa mattina i militari della Guardia di Finanza hanno apposto i loro sigilli al Capo Caccia, in esecuzione di un decreto di sequestro emesso dal Gip del Tribunale di Sassari, Carla Altieri, su richiesta del pm Giovanni Porcheddu. Sequestro seguito alla bancarotta delle società che, nel corso degli anni, hanno avuto l'hotel in gestione. Il danno causato alle società e all'Erario è stato quantificato in oltre 15 milioni di euro.
Accusate della bancarotta le quattro persone arrestate a Rimini, Roma, San Benedetto del Tronto e in Sicilia. Si tratta di Giovanni Marocchi, 66 anni, di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), Daniele Degli Esposti, 51, di Castel San Pietro (Bologna), Francesco Vizzari, 47, di Roma, e Vittorio Casale, 53, di Parma. Al commercialista Andrea Federico Delogu di Ittiri (Sassari), la cui attività ha favorito le manovre illecite degli arrestati, è stata notificata l'interdizione dalla professione.
Sulla base delle indagini svolte dalla Gdf, i cinque hanno distratto gran parte del patrimonio mobiliare e immobiliare della Capo Caccia Resort Srl e della Roden Srl, che hanno gestito, facendolo confluire in altre società, direttamente o indirettamente a loro riconducibili o gestite da loro stessi. Secondo gli inquirenti con la complicità del commercialista, sono state sopravvalutate alcune poste dei bilanci annuali per far comparire una situazione patrimoniale non reale e così accedere a cospicui finanziamenti che altrimenti gli istituti di credito non avrebbero erogato.
I sequestri eseguiti dai finanzieri riguardano sia beni mobili (conti correnti bancari) sia immobili (oltre all'albergo anche due appartamenti e un capannone industriale) per un valore complessivo di circa otto milioni di euro, che dovranno tutelare i soci e coprire parte del debito erariale accumulato negli anni.