SELLIA MARINA (CATANZARO) - La Jeep Grand Cherokee che gli è piombata addosso a velocità folle Matteo non l'ha neppure vista. Quando la sua vita si è spenta stava sistemando la frutta sugli scaffali. Lo faceva spesso. Amava andare al negozio dei nonni e darsi da fare. A dispetto dei suoi quasi 12 anni (li avrebbe compiuti il 18 settembre) gli piaceva lavorare. Così, quasi ogni mattina quando era in vacanza, saltava giù dal letto e si tuffava tra i profumi di verdure e primizie.
Anche ieri mattina, alle 7 e mezza, Matteo Battaglia era al suo posto, con l'atteggiamento dell'uomo fatto a dispetto del corpo da bambino. Paffutello, sorridente. E vivace, preparava "la roba" per i primi clienti che sarebbero arrivati a minuti. Invece a piombare sul piazzale di fronte al negozio è stato un Suv fuori controllo. Una palla di cannone schizzata via dalla statale 106 e arrivata dritta tra le cassette di pomodori e melanzane su cui era ricurvo. Un impatto terrificante a cui hanno assistito la nonna e la madre del ragazzino (figlio di un carabiniere) che si trovavano all'interno dell'esercizio commerciale. L'auto lo ha ucciso sul colpo, trascinando il suo corpo per diversi metri. La macchina ha poi finito la sua corsa contro una Kia Rio sulla quale viaggiava A. G. di 49 anni, a sua volta ferito gravemente. Ora è tenuto in coma farmacologico, ma non è in pericolo di vita.
Alla guida del fuoristrada Andrei Valentin Epure, romeno di 26 anni da tempo residente a Botricello.
[[ge:rep-locali:repubblica:65246234]]
Personaggio già noto ai carabinieri della zona che lo scorso gennaio gli avevano sospeso la patente per guida in stato di ebbrezza. I sei mesi di "blocco" della patente previsti dalla legge erano già passati da diverse settimane, ma l'uomo non ha mai fatto richiesta di tornare in possesso del documento per la guida. Protetto dalla corazza del Suv, nell'impatto ha riportato soltanto la frattura della spalla.
Sulla vicenda restano tuttavia alcuni elementi poco chiari su cui i carabinieri stanno lavorando. Intanto si cerca di capire se il romeno guidasse sotto l'effetto di alcol o droga, ed è per questo che sono stati effettuate le analisi i cui esiti sono attesi nelle prossime ore. In serata Epure, la cui posizione è aggravata dalla guida senza patente e l'alta velocità, è stato fermato per omicidio colposo.
Il secondo nodo da sciogliere è quello della proprietà dell'auto. La jeep da un primo accertamento risulta formalmente intestata a un'auto-concessionaria, ma di fatto già venduta ad una società di servizi. Gli investigatori stanno quindi tentando di capire quali fossero i rapporti tra la società e il rumeno e per quale ragione l'uomo fosse alla guida di un mezzo non suo. Per il resto l'inchiesta è nelle mani degli esperti di rilievi che tenteranno di ricostruire la dinamica dell'incidente e stabilire la velocità a cui viaggiava il fuoristrada che transitava sulla statale 106.
Una strada maledetta, da anni etichettata come la "statale della morte" a causa proprio dei numerosi incidenti. Nel tratto in cui ha perso la vita Matteo sono tante le croci che s'incontrano ad ogni incrocio. Soltanto nei cento chilometri di 106 che corrono a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone, dell'inizio dell'anno si sono registrati 20 impatti mortali. Un'ecatombe. Per il sindaco di Sellia Giuseppe Amelio si tratta di una tragedia dolorosissima: "La morte di Matteo è stato un trauma per l'intera collettività. Un bambino ed una famiglia benvoluta da tutti".
Giornata drammatica anche a Messina, dove una bambina napoletana di nove anni è stata ricoverata in gravissime condizioni dopo essere stata investita da uno scooter. La piccola, che si trovava in un'auto incolonnata per imbarcarsi sul traghetto per la Calabria, è scesa per prendere qualcosa al bar ed è stata travolta dalla moto.
Anche ieri mattina, alle 7 e mezza, Matteo Battaglia era al suo posto, con l'atteggiamento dell'uomo fatto a dispetto del corpo da bambino. Paffutello, sorridente. E vivace, preparava "la roba" per i primi clienti che sarebbero arrivati a minuti. Invece a piombare sul piazzale di fronte al negozio è stato un Suv fuori controllo. Una palla di cannone schizzata via dalla statale 106 e arrivata dritta tra le cassette di pomodori e melanzane su cui era ricurvo. Un impatto terrificante a cui hanno assistito la nonna e la madre del ragazzino (figlio di un carabiniere) che si trovavano all'interno dell'esercizio commerciale. L'auto lo ha ucciso sul colpo, trascinando il suo corpo per diversi metri. La macchina ha poi finito la sua corsa contro una Kia Rio sulla quale viaggiava A. G. di 49 anni, a sua volta ferito gravemente. Ora è tenuto in coma farmacologico, ma non è in pericolo di vita.
Alla guida del fuoristrada Andrei Valentin Epure, romeno di 26 anni da tempo residente a Botricello.
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Personaggio già noto ai carabinieri della zona che lo scorso gennaio gli avevano sospeso la patente per guida in stato di ebbrezza. I sei mesi di "blocco" della patente previsti dalla legge erano già passati da diverse settimane, ma l'uomo non ha mai fatto richiesta di tornare in possesso del documento per la guida. Protetto dalla corazza del Suv, nell'impatto ha riportato soltanto la frattura della spalla.
Sulla vicenda restano tuttavia alcuni elementi poco chiari su cui i carabinieri stanno lavorando. Intanto si cerca di capire se il romeno guidasse sotto l'effetto di alcol o droga, ed è per questo che sono stati effettuate le analisi i cui esiti sono attesi nelle prossime ore. In serata Epure, la cui posizione è aggravata dalla guida senza patente e l'alta velocità, è stato fermato per omicidio colposo.
Il secondo nodo da sciogliere è quello della proprietà dell'auto. La jeep da un primo accertamento risulta formalmente intestata a un'auto-concessionaria, ma di fatto già venduta ad una società di servizi. Gli investigatori stanno quindi tentando di capire quali fossero i rapporti tra la società e il rumeno e per quale ragione l'uomo fosse alla guida di un mezzo non suo. Per il resto l'inchiesta è nelle mani degli esperti di rilievi che tenteranno di ricostruire la dinamica dell'incidente e stabilire la velocità a cui viaggiava il fuoristrada che transitava sulla statale 106.
Una strada maledetta, da anni etichettata come la "statale della morte" a causa proprio dei numerosi incidenti. Nel tratto in cui ha perso la vita Matteo sono tante le croci che s'incontrano ad ogni incrocio. Soltanto nei cento chilometri di 106 che corrono a cavallo tra le province di Catanzaro e Crotone, dell'inizio dell'anno si sono registrati 20 impatti mortali. Un'ecatombe. Per il sindaco di Sellia Giuseppe Amelio si tratta di una tragedia dolorosissima: "La morte di Matteo è stato un trauma per l'intera collettività. Un bambino ed una famiglia benvoluta da tutti".
Giornata drammatica anche a Messina, dove una bambina napoletana di nove anni è stata ricoverata in gravissime condizioni dopo essere stata investita da uno scooter. La piccola, che si trovava in un'auto incolonnata per imbarcarsi sul traghetto per la Calabria, è scesa per prendere qualcosa al bar ed è stata travolta dalla moto.