Cronaca

L'Aquila, si apre la Porta Santa.
Ma la basilica è chiusa

E' il giorno di Celestino, del Perdono, del corteo della bolla. La Perdonanza 719 è il momento di più intensa spiritualità ed aggregazione umana. Il terremoto di quattro anni fa ha cambiato molte cose: le location dei vari eventi, l'itinerario della sfilata storica. Ha perfino "condizionato" l'ingresso dei tanti fedeli alla Porta Santa, visto che un'ordinanza del sindaco "chiude" la basilica di Collemaggio fino al 2016

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L'AQUILA -  Tra transenne e cantieri, gru e impalcature, consapevoli che non avrebbero assistito, come da tradizione, alla messa all'interno della Basilica di Collemaggio e che il passaggio attraverso la Porta Santa sarebbe stato più breve e più difficoltoso degli ultimi anni, migliaia di fedeli, non solo aquilani, non hanno rinunciato a partecipare alla 719ma edizione della Perdonanza celestiniana, la più grande festa religiosa del capoluogo abruzzese, ancora profondamente ferito dopo il sisma del 6 aprile 2009.

In 20mila, secondo la stima degli organizzatori del Comune dell'Aquila, hanno atteso che il corteo attraversasse le vie del centro storico. Hanno sfilato affianco alle istituzioni cittadine, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Legnini, in rappresentanza del governo, Gianni Letta e il capogabinetto del ministero per la coesione territoriale, Alfonso Celotto.

La Perdonanza Celestiniana all'Aquila, "oltre al suo eccezionale valore storico, ha un significato speciale dall'anno del terremoto e ancora di più oggi perché dal luogo di partenza del corteo, nel centro storico, si vedono diverse gru che testimoniano, finalmente, l' avvio della ricostruzione pesante della città", ha detto Legnini. "Dopo tante sofferenze e difficoltà, la ricostruzione sembra andare a regime. Soprattutto grazie alle procedure sempre più spedite garantite dagli Uffici speciali per la ricostruzione, dal comune dell'Aquila e dagli altri comuni del cratere. Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, e l'intera città - ha proseguito Legnini - fanno bene a tenere alta l'attenzione dei decisori pubblici sull'efficiente e rapido corso della rinascita aquilana, perché di ciò c'è bisogno per segnare ulteriori avanzamenti nel reperimento delle risorse necessarie per proseguire i lavori".

Basilica chiusa per sicurezza. Una scena già vissuta, o quasi. L'ordinanza con la quale pochi giorni fa il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha stabilito fino al 2016 la chiusura della Basilica di Collemaggio, risultata poco sicura in caso di un'ulteriore scossa sismica, ha fatto fare un salto nel passato ai cittadini aquilani che, come avvenne nell'edizione della Perdonanza del 2009, hanno potuto attraversare la Porta Santa solo a piccoli gruppi e, senza poter sostare all'interno dell'edificio, sono usciti seguendo un percorso obbligato. Anche la messa è stata celebrata all'aperto, prima che il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell'amministrazione del patrimonio della Santa Sede, aprisse con tre colpi di bastone, il sacro portale.
 
Anche Celestino V in corteo.
Trasferite dalla Basilica di Collemaggio alla chiesa di San Giuseppe Artigiano, le spoglie di Celestino V, il papa del gran rifiuto che concesse all'Aquila la bolla del Perdono, hanno sfilato in corteo fino al piazzale della basilica, in un clima di grande devozione.

Dall'Aquila un appello per la pace in Siria.
"Che non si aggiungano guerre ad altre guerre", ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, custode della Bolla emessa da Papa Celestino V nel 1294, riferendosi alla situazione siriana: "Il messaggio celestiniano è un messaggio di pace, specialmente in un momento drammatico come quello in Siria".