CAGLIARI - Altro caso di femminicidio, stavolta a Villacidro, nel sud della Sardegna, dove i carabinieri hanno trovato nelle campagne del paese il corpo di una ragazza di 24 anni, di cui si erano perse le tracce da questa mattina. Marta Deligia era scomparsa insieme all'ex-fidanzato Giuseppe Pintus, 36 anni, che è stato arrestato ed ha confessato l'omicidio durante l'interrogatorio. A far partire le ricerche è stata proprio una sua telefonata ai carabinieri in cui diceva di aver ucciso la sua ex fidanzata e annunciava l'intenzione di suicidarsi.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Marta era uscita di casa alle 5.30 per andare ad aprire il bar dove lavorava. Ma ad aspettarla sotto la sua abitazione c'era l'ex. L'uomo l'avrebbe strangolata sul posto, avrebbe quindi caricato il suo corpo nell'auto che ha abbandonato poco più tardi in una stradina di campagna.
Il fratello maggiore della vittima, che abita nei pressi del bar, ha riferito di aver sentito un urlo verso le sei del mattino, ma di non averci fatto caso più di tanto. Poco più tardi, il proprietario del bar ha chiamato a casa di Marta, preoccupato perché la ragazza non era andata ad aprire il locale. A quel punto è scattato l'allarme, confermato dalla chiamata al 112 di Pintus, il quale confessava di aver ucciso la ragazza e annunciava l'intenzione di uccidersi.
"Ho fatto una cavolata, vado ad ammazzarmi", avrebbe detto ai carabinieri. Da quel momento non c'è stato più alcun contatto con l'uomo. I carabinieri hanno rintracciato la telefonata e sono riusciti a raggiungere il luogo da cui era partita. Poco distante è stato ritrovato il corpo della giovane, all'interno dell'auto dell'ex fidanzato.
Da quanto si apprende, ancora ieri Marta si era rivolta ai carabinieri per lamentare l'ennesima molestia da parte dell'ex. L'ossessiva gelosia e i modi violenti l'avevano convinta, quattro mesi fa, a lasciare il fidanzato dopo una relazione durata quattro anni. Da allora la ragazza era vittima di pedinamenti, telefonate e minacce di morte. Le erano mancati il coraggio e la forza di dununciarlo. "Non gli voglio male" diceva ai carabinieri, ai quali comunque chiedeva consigli su come comportarsi. Ora amici e conoscenti gridano davanti a quella stessa caserma: "Datelo a noi, ci pensiamo noi a fare giustizia".
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Marta era uscita di casa alle 5.30 per andare ad aprire il bar dove lavorava. Ma ad aspettarla sotto la sua abitazione c'era l'ex. L'uomo l'avrebbe strangolata sul posto, avrebbe quindi caricato il suo corpo nell'auto che ha abbandonato poco più tardi in una stradina di campagna.
Il fratello maggiore della vittima, che abita nei pressi del bar, ha riferito di aver sentito un urlo verso le sei del mattino, ma di non averci fatto caso più di tanto. Poco più tardi, il proprietario del bar ha chiamato a casa di Marta, preoccupato perché la ragazza non era andata ad aprire il locale. A quel punto è scattato l'allarme, confermato dalla chiamata al 112 di Pintus, il quale confessava di aver ucciso la ragazza e annunciava l'intenzione di uccidersi.
"Ho fatto una cavolata, vado ad ammazzarmi", avrebbe detto ai carabinieri. Da quel momento non c'è stato più alcun contatto con l'uomo. I carabinieri hanno rintracciato la telefonata e sono riusciti a raggiungere il luogo da cui era partita. Poco distante è stato ritrovato il corpo della giovane, all'interno dell'auto dell'ex fidanzato.
Da quanto si apprende, ancora ieri Marta si era rivolta ai carabinieri per lamentare l'ennesima molestia da parte dell'ex. L'ossessiva gelosia e i modi violenti l'avevano convinta, quattro mesi fa, a lasciare il fidanzato dopo una relazione durata quattro anni. Da allora la ragazza era vittima di pedinamenti, telefonate e minacce di morte. Le erano mancati il coraggio e la forza di dununciarlo. "Non gli voglio male" diceva ai carabinieri, ai quali comunque chiedeva consigli su come comportarsi. Ora amici e conoscenti gridano davanti a quella stessa caserma: "Datelo a noi, ci pensiamo noi a fare giustizia".