PIU' che un viaggio in taxi sembra un terno al lotto: tassametri nascosti, tariffe diverse diverse a seconda del luogo e spesso applicate con fantasia da autisti troppo spesso impegnati a mandare sms o parlare al telefono mentre guidano nel traffico. E anche se tutto è in regola - ed è la maggior parte dei casi - a pari chilometri percorsi, stesso traffico caotico e uguale bagaglio al seguito, tutto cambia a seconda della latitudine: a Torino infatti un viaggio in auto pubblica si paga il doppio che a Palermo, mentre Milano e Roma galleggiano quasi a metà classifica per caro prezzi.
L'Italia raccontata dal finestrino di un 'auto bianca è un paese confuso tra costi e attese. Così lo ha fotografato un'indagine di Altroconsumo che ha valutato il servizio offerto dalle auto o pubbliche in dieci città rilevando pregi e difetti, mancanze e onestà. Concretamente. Per due settimane gli esperti hanno fatto 23 viaggi in ogni città da Torino a Palermo, passando per Bologna e Firenze, Cagliari e Napoli e Bari, scegliendo i percorsi piu gettonati per poi fare statistiche e dare punteggi per puntualità e trasparenza dei prezzi, applicazione delle tariffe e sicurezza. Il risultato? Il sud e Firenze si aggiudicano la maglia nera per tariffe e trasparenza con Palermo e Napoli e Bari regine incontrastate del conto "creativo", mentre Cagliari quello per l'insicurezza visto che il 22 % degli autisti parla e manda sms al cellulare mentre è al volante. Inaspettatamente molto buono è risultato il giudizio del servizio per Roma, promossa a pieni voti, buono per Bologna, Genova e Milano.
Stessi chilometri ma a Torino si paga quasi il doppio che a Palermo. Ma andiamo nel dettaglio. Partendo dal fatto che i prezzi in ogni città hanno la loro storia, come gli scatti alla partenza decisamente diversi a seconda della latitudine: si va infatti dai 2,45 di Palermo ai 5 di Genova. Gli esperti di Altroconsumo per vedere la differenze dei costi sulle tasche degli italiani hanno fatto un esperimento. Hanno percorso in taxi 5 chilometri in città, con 5 minuti di sosta e un bagaglio al seguito, avendo la conferma che dalle Alpi all'Etna i prezzi variano legalmente, e di molto, praticamente raddoppiano. Si spendono infatti 12,39 euro a Torino, la città più cara d'Italia contro gli 8,36 di Palermo, quasi la metà. Per lo stesso tragitto seconda più cara è Firenze, con 11,88 euro, poi Genova, 11,45 Bologna 11,11 Milano 10,76 Roma 10,65, Napoli 9,62, Cagliari 9,57, e Bari con 8,93 euro per lo stesso tragitto.
Tariffa fissa, questa sconosciuta. Al di là dello scatto iniziale il vero problema per chi viaggia in taxi è che di certezza nell'ambito delle tariffe fisse ne corre ben poca sulle auto bianche: il 17% dei tassisti incontrati durante l'inchiesta non ha infatti applicato la tariffa corretta. Il record negativo spetta a Palermo dove il 48% delle volte la tariffa era scorretta, seguita da Napoli, con 38 %, Bari con 22%, Cagliari con 17%. Le motivazioni per i conti normalmente più salati almeno del 12%? Le più fantasiose, c'è chi ha negato esistesse la tariffa fissa, chi ha detto "esiste ma io non la applico" oppure, come è successo andando all'aeroporto di Napoli, l'autista si è fatto pagare anche il ritorno, non dovuto, quasi raddoppiando la spesa al passeggero.
Sul tassametro tutto ok, anzi qualche sconto. Se sulle tariffe fisse c'è un po' di caos e fai da te, sul tassametro la situazione è ben diversa e la correttezza dei tassisti la fa da padrona. Su 119 corse gli esperti hanno trovato una cifra più alta del previsto alla partenza solo in 11 casi, e sempre per importi sotto i 50 centesimi. Sul prezzo finale la metà delle volte il conto non combaciava su quanto compariva sul tassametro ma nella maggior parte dei casi (77%) erano arrotondamenti a favore del cliente. I supplementi sono stati applicati nel modo corretto e alcune volte neppure applicati. Fa eccezione Palermo. Qui in un caso su cinque il tassametro non era visibile mentre negli altri quattro i supplementi applicati sono sempre stati diversi e sempre a svantaggio del passeggero.
La pagella dei buoni e cattivi. Alla fine valutati voce per voce i giudizi su diversi parametri: trasparenza (presenza dei tariffari a bordo e visibilità tassametro), sicurezza, corretta applicazione tariffe il principale problema è risultata la trasparenza tariffaria. "Troppo spesso il tassametro o il tariffario non erano ben visibili mentre per la sicurezza in genere le città hanno conquistato un giudizio complessivamente buono, a parte Cagliari dove il 22% dei tassisti telefona mentre guida contro il 17% di firenze e il 4% di Bari, Palermo e Napoli.", sottolineano ad Altroconsumo. L'applicazione delle tariffe ha ottenuto un giudizio negativo in quasi tutte le città anche se ci sono molte differenze da un centro all'altro. I giudici complessivi mostrano comunque un servizio molto differenziato. Molto buono per Roma, buono per Bologna, Genova e Milano. Negativi invece i giudizi per Bari, Firenze Napoli e Palermo.
L'Italia raccontata dal finestrino di un 'auto bianca è un paese confuso tra costi e attese. Così lo ha fotografato un'indagine di Altroconsumo che ha valutato il servizio offerto dalle auto o pubbliche in dieci città rilevando pregi e difetti, mancanze e onestà. Concretamente. Per due settimane gli esperti hanno fatto 23 viaggi in ogni città da Torino a Palermo, passando per Bologna e Firenze, Cagliari e Napoli e Bari, scegliendo i percorsi piu gettonati per poi fare statistiche e dare punteggi per puntualità e trasparenza dei prezzi, applicazione delle tariffe e sicurezza. Il risultato? Il sud e Firenze si aggiudicano la maglia nera per tariffe e trasparenza con Palermo e Napoli e Bari regine incontrastate del conto "creativo", mentre Cagliari quello per l'insicurezza visto che il 22 % degli autisti parla e manda sms al cellulare mentre è al volante. Inaspettatamente molto buono è risultato il giudizio del servizio per Roma, promossa a pieni voti, buono per Bologna, Genova e Milano.
Stessi chilometri ma a Torino si paga quasi il doppio che a Palermo. Ma andiamo nel dettaglio. Partendo dal fatto che i prezzi in ogni città hanno la loro storia, come gli scatti alla partenza decisamente diversi a seconda della latitudine: si va infatti dai 2,45 di Palermo ai 5 di Genova. Gli esperti di Altroconsumo per vedere la differenze dei costi sulle tasche degli italiani hanno fatto un esperimento. Hanno percorso in taxi 5 chilometri in città, con 5 minuti di sosta e un bagaglio al seguito, avendo la conferma che dalle Alpi all'Etna i prezzi variano legalmente, e di molto, praticamente raddoppiano. Si spendono infatti 12,39 euro a Torino, la città più cara d'Italia contro gli 8,36 di Palermo, quasi la metà. Per lo stesso tragitto seconda più cara è Firenze, con 11,88 euro, poi Genova, 11,45 Bologna 11,11 Milano 10,76 Roma 10,65, Napoli 9,62, Cagliari 9,57, e Bari con 8,93 euro per lo stesso tragitto.
Tariffa fissa, questa sconosciuta. Al di là dello scatto iniziale il vero problema per chi viaggia in taxi è che di certezza nell'ambito delle tariffe fisse ne corre ben poca sulle auto bianche: il 17% dei tassisti incontrati durante l'inchiesta non ha infatti applicato la tariffa corretta. Il record negativo spetta a Palermo dove il 48% delle volte la tariffa era scorretta, seguita da Napoli, con 38 %, Bari con 22%, Cagliari con 17%. Le motivazioni per i conti normalmente più salati almeno del 12%? Le più fantasiose, c'è chi ha negato esistesse la tariffa fissa, chi ha detto "esiste ma io non la applico" oppure, come è successo andando all'aeroporto di Napoli, l'autista si è fatto pagare anche il ritorno, non dovuto, quasi raddoppiando la spesa al passeggero.
Sul tassametro tutto ok, anzi qualche sconto. Se sulle tariffe fisse c'è un po' di caos e fai da te, sul tassametro la situazione è ben diversa e la correttezza dei tassisti la fa da padrona. Su 119 corse gli esperti hanno trovato una cifra più alta del previsto alla partenza solo in 11 casi, e sempre per importi sotto i 50 centesimi. Sul prezzo finale la metà delle volte il conto non combaciava su quanto compariva sul tassametro ma nella maggior parte dei casi (77%) erano arrotondamenti a favore del cliente. I supplementi sono stati applicati nel modo corretto e alcune volte neppure applicati. Fa eccezione Palermo. Qui in un caso su cinque il tassametro non era visibile mentre negli altri quattro i supplementi applicati sono sempre stati diversi e sempre a svantaggio del passeggero.
La pagella dei buoni e cattivi. Alla fine valutati voce per voce i giudizi su diversi parametri: trasparenza (presenza dei tariffari a bordo e visibilità tassametro), sicurezza, corretta applicazione tariffe il principale problema è risultata la trasparenza tariffaria. "Troppo spesso il tassametro o il tariffario non erano ben visibili mentre per la sicurezza in genere le città hanno conquistato un giudizio complessivamente buono, a parte Cagliari dove il 22% dei tassisti telefona mentre guida contro il 17% di firenze e il 4% di Bari, Palermo e Napoli.", sottolineano ad Altroconsumo. L'applicazione delle tariffe ha ottenuto un giudizio negativo in quasi tutte le città anche se ci sono molte differenze da un centro all'altro. I giudici complessivi mostrano comunque un servizio molto differenziato. Molto buono per Roma, buono per Bologna, Genova e Milano. Negativi invece i giudizi per Bari, Firenze Napoli e Palermo.