Cronaca

Immigrazione, sequestrata nave-madre sbarco Calabria: 18 fermi

(ansa)
La Guardia di finanza e la procura di Reggio Calabria hanno fermato sulla via del ritorno, in mezzo al mare, l'imbarcazione che ha condotto verso le coste italiane il barcone di siriani con a bordo 226 persone. Anche 5 minorenni tra l'equipaggio
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REGGIO CALABRIA - Li hanno fermati in mezzo al mare, sulla strada di ritorno. La Guardia di Finanza li ha "agganciati" mentre provavano a sparire. E una volta bloccati li ha costretti a fare rotta verso Reggio Calabria. Dove ad attenderli sul molo c'erano una cinquantina di finanzieri e il Procuratore aggiunto Nicola Gratteri. Il sospetto è che la loro imbarcazione altri non sia che la nave madre che ha trascinato fino a ridosso delle coste calabresi i 226 migranti, in gran parte siriani, sbarcati sullo Stretto domenica sera.

Un sospetto sostenuto, secondo indiscrezioni, dalle immagini satellitari e dalle testimonianze degli immigrati soccorsi a 150 miglia da Capo Spartivento. L'imbarcazione, accompagnata da un grosso pattugliatore delle Fiamme Gialle, ha fatto ingresso al porto di Reggio Calabria intorno alle 19. Si tratta di una sorta di peschereccio d'altura della lunghezza di una trentina di metri che batte bandiera egiziana. Diciotto uomini di equipaggio, tra i quali 5 minorenni (due apparentemente con meno di 14 anni), che su disposizione della Procura della Repubblica reggina sono stati trattenuti per essere identificati. Il fermo potrebbe arrivare nel corso della notte.

Sarebbero tutti colpevoli di traffico di clandestini. La loro imbarcazione, partita probabilmente da un porto egiziano, avrebbe trascinato la carretta del mare sulla quale domenica mattina sono stati individuati e soccorsi i 79 bambini, le 45 donne e i 102 uomini che sono ora ospiti di un centro di accoglienza a Pellaro, nella periferia sud della città. La loro cattura, secondo quanto trapelato, non sarebbe stata per nulla casuale. Si sarebbe trattato invece di un'attività pianificata dai vertici della Guardia di Finanza e dalla Procura su input del Procuratore Federico Cafiero De Raho.

Una strategia pensata per mettere le mani, e le manette ai polsi, sui trafficanti di uomini che dalle coste dell'Africa e del Medio Oriente organizzano le spedizioni verso la Sicilia e la Calabria. Un programma di contrasto che ha iniziato a dare i suoi frutti. Sui 18 egiziani partiranno tutta una serie di verifiche e di riscontri. Intanto l'imbarcazione, che porta scritte nei caratteri arabi, resterà sotto sequestro a Reggio Calabria.