Street food, kebab o panini: ora lo spuntino diventa gourmet
di IRENE MARIA SCALISEUn boom per due miliardi di persone al giorno nel mondo. Il passaparola in Italia avviene sul web, dal nord al sud. Nascono guide e siti internet
Nato come umile cibo di strada, destinato ai lavoratori e agli studenti, lo "street food" diventa gourmet. Panini, arancini, focacce, panzerotti e piadine escono dalla clandestinità di chioschi o baracchini per entrare nelle guide internazionali. Il viaggiatore esperto si distingue dal turista anche perché bazzica i posticini dedicati al cibo di strada, snobbando i ristoranti più blasonati. Sono 2,5 miliardi le persone che, per la Fao, lo mangiano ogni giorno. E anche in Italia è boom: 35 milioni di appassionati si scambiano freneticamente informazioni tra blog, facebook e twitter.
Benvenuti nell'era dei "golosi 2.0". E di questi, spiega la Coldiretti, il 45% sceglie le specialità locali, il 24% quelle internazionali (tra hamburger e hot dog) mentre solo il 4% osa i più esotici sushi o kebab. Succede persino che la moda che nasce dalla strada conquisti cuochi acclamati come star. In giro per l'Italia si può cos&igrav…
Benvenuti nell'era dei "golosi 2.0". E di questi, spiega la Coldiretti, il 45% sceglie le specialità locali, il 24% quelle internazionali (tra hamburger e hot dog) mentre solo il 4% osa i più esotici sushi o kebab. Succede persino che la moda che nasce dalla strada conquisti cuochi acclamati come star. In giro per l'Italia si può cos&igrav…
Nato come umile cibo di strada, destinato ai lavoratori e agli studenti, lo "street food" diventa gourmet. Panini, arancini, focacce, panzerotti e piadine escono dalla clandestinità di chioschi o baracchini per entrare nelle guide internazionali. Il viaggiatore esperto si distingue dal turista anche perché bazzica i posticini dedicati al cibo di strada, snobbando i ristoranti più blasonati. Sono 2,5 miliardi le persone che, per la Fao, lo mangiano ogni giorno. E anche in Italia è boom: 35 milioni di appassionati si scambiano freneticamente informazioni tra blog, facebook e twitter.
Benvenuti nell'era dei "golosi 2.0". E di questi, spiega la Coldiretti, il 45% sceglie le specialità locali, il 24% quelle internazionali (tra hamburger e hot dog) mentre solo il 4% osa i più esotici sushi o kebab. Succede persino che la moda che nasce dalla strada conquisti cuochi acclamati come star. In giro per l'Italia si può così incontrare l'Uliassi Street Food, dello chef 2 stelle Michelin Mauro Uliassi, un camper dal design raffinato e tecnologico che porta in tour cibo dall'anima pop.
Giovani, indifferenti al fascino delle stelle Michelin o ai nomi degli chef più famosi, convinti che la cucina sia un'avventura. Ecco l'identikit dei nuovi golosi a caccia di nuovi indirizzi. Li racconta nel libro Cibo di strada. Il meglio dello street food in Italia, Luca Iaccarino: "Negli ultimi cinque anni, in coincidenza con la crisi, il cibo da strada ha conosciuto un successo inaspettato per l'esigenza dei consumatori di mangiare in modo economico e dei ristoratori di avere strutture più leggere". Attenzione però, i cibi low cost non sono tutti uguali. "Da un lato c'è la vecchietta con un "buco", nei quartieri spagnoli o nel mercato, che soddisfa operai e colletti bianchi", precisa Iaccarino, "dall'altro un cibo più gourmet, venduto in catene come Eataly o California Bakery o su chioschi alla moda, che attraggono un pubblico under 35 con risorse limitate ma affascinato dall'alta ristorazione".
La nuova mania sembra aver contagiato tutta l'Italia. A Rimini c'è la prima guida ragionata sul tema, la
Rimini Street Food, che raccoglie una novantina di pregiati indirizzi di chioschi specializzati in piadine, spiedini e squacquerone su tutta la riviera romagnola. A Milano, oltre alla mappatura dei locali specializzati nei nuovi divi gli hamburger gourmet (hamap.it), c'è la possibilità di barcamenarsi tra i "mangiari di strada" (mangiaridistrada.com) con soste tra focacce, polpette e fritti da assaporare all'aria aperta. La capitale
non è da meno: nei quartieri più alla moda come Testaccio, Monti e il Pigneto è boom di panini gourmet ma anche di burger house (è da poco nata la prima kosher nel cuore del ghetto), il trapizzino (nato dall'idea di Stefano Callegari è un triangolo di pizza farcito con specialità come polpette e coda alla vaccinara), panzerottini, frullati di frutta esotica e persino alla libreria Feltrinelli si gustano le specialità dell'Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Farciti, elaborati, ma per alcuni decisamente troppo cari, rivoluzionano il grigiore della pausa pranzo e rianimano i turisti boccheggianti tra cupole e basiliche. In Sicilia, nello splendore dell'Oasi di Vendicari, quest'estate due giovanissime hanno inaugurato il LùBar: una cucina ricoperta di canne che offre pesce fresco cotto sul momento, cuscus di verdura e polpette di melanzane. Anche a Napoli ci sono almeno una decina d'indirizzi preziosi tra rosticcerie e friggitorie. E le guide? Slow Food e Lonley Planet dicono la loro. Per gustarsi il cibo da strada, a questo punto, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Per molti può essere una "entry level" alla gastronomia di ottimo livello. Naturalmente a prezzi economici.
Benvenuti nell'era dei "golosi 2.0". E di questi, spiega la Coldiretti, il 45% sceglie le specialità locali, il 24% quelle internazionali (tra hamburger e hot dog) mentre solo il 4% osa i più esotici sushi o kebab. Succede persino che la moda che nasce dalla strada conquisti cuochi acclamati come star. In giro per l'Italia si può così incontrare l'Uliassi Street Food, dello chef 2 stelle Michelin Mauro Uliassi, un camper dal design raffinato e tecnologico che porta in tour cibo dall'anima pop.
Giovani, indifferenti al fascino delle stelle Michelin o ai nomi degli chef più famosi, convinti che la cucina sia un'avventura. Ecco l'identikit dei nuovi golosi a caccia di nuovi indirizzi. Li racconta nel libro Cibo di strada. Il meglio dello street food in Italia, Luca Iaccarino: "Negli ultimi cinque anni, in coincidenza con la crisi, il cibo da strada ha conosciuto un successo inaspettato per l'esigenza dei consumatori di mangiare in modo economico e dei ristoratori di avere strutture più leggere". Attenzione però, i cibi low cost non sono tutti uguali. "Da un lato c'è la vecchietta con un "buco", nei quartieri spagnoli o nel mercato, che soddisfa operai e colletti bianchi", precisa Iaccarino, "dall'altro un cibo più gourmet, venduto in catene come Eataly o California Bakery o su chioschi alla moda, che attraggono un pubblico under 35 con risorse limitate ma affascinato dall'alta ristorazione".
La nuova mania sembra aver contagiato tutta l'Italia. A Rimini c'è la prima guida ragionata sul tema, la
Rimini Street Food, che raccoglie una novantina di pregiati indirizzi di chioschi specializzati in piadine, spiedini e squacquerone su tutta la riviera romagnola. A Milano, oltre alla mappatura dei locali specializzati nei nuovi divi gli hamburger gourmet (hamap.it), c'è la possibilità di barcamenarsi tra i "mangiari di strada" (mangiaridistrada.com) con soste tra focacce, polpette e fritti da assaporare all'aria aperta. La capitale
non è da meno: nei quartieri più alla moda come Testaccio, Monti e il Pigneto è boom di panini gourmet ma anche di burger house (è da poco nata la prima kosher nel cuore del ghetto), il trapizzino (nato dall'idea di Stefano Callegari è un triangolo di pizza farcito con specialità come polpette e coda alla vaccinara), panzerottini, frullati di frutta esotica e persino alla libreria Feltrinelli si gustano le specialità dell'Antica Focacceria San Francesco di Palermo. Farciti, elaborati, ma per alcuni decisamente troppo cari, rivoluzionano il grigiore della pausa pranzo e rianimano i turisti boccheggianti tra cupole e basiliche. In Sicilia, nello splendore dell'Oasi di Vendicari, quest'estate due giovanissime hanno inaugurato il LùBar: una cucina ricoperta di canne che offre pesce fresco cotto sul momento, cuscus di verdura e polpette di melanzane. Anche a Napoli ci sono almeno una decina d'indirizzi preziosi tra rosticcerie e friggitorie. E le guide? Slow Food e Lonley Planet dicono la loro. Per gustarsi il cibo da strada, a questo punto, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Per molti può essere una "entry level" alla gastronomia di ottimo livello. Naturalmente a prezzi economici.