Cronaca

Yara, test del Dna scagiona
presunto pedofilo in carcere

Le indagini sull'uomo, attualmente detenuto in Francia per pedopornografia, erano stato avviate dopo la denuncia di una madre, la cui figlia era stata 'adescata' su Facebook. La comparazione con il genoma dei reperti trovati sul corpo della ragazza ha dato esito negativo

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MILANO - Il test del Dna scagionerebbe Lorenzo B., l'uomo detenuto in Francia per pedopornografia e diventato sospettato per l'omicidio di Yara Gambirasio. L'omicidio della tredicenne bergamasca, scomparsa il 26 novembre del 2010 da Brembate di sopra e trovata uccisa tre mesi dopo, continua così a non avere un colpevole. La comparazione del Dna dell'uomo con quello trovato sul corpo della ragazza ha dato infatti esito negativo.

L'indagine sul cinquantenne padovano era stata avviata dopo la segnalazione di una donna di Pedrengo (Bergamo), la quale aveva raccontato che la figlia dodicenne era stata adescata su Facebook e le era stata 'rubata' l'identità. Gli accertamenti sul web avevano portato al padovano, allora a piede libero; dall'indagine, però, il suo computer era risultato attivo in Francia nei giorni che precedettero e seguirono la scomparsa di Yara. Ragione che aveva fatto dubitare gli investigatori su un coinvolgimento del detenuto.

Nonostante questo, per sicurezza, nei giorni scorsi il dna dell'uomo era stato comparato con quello del cosiddetto 'ignoto 1', il probabile assassino della ragazza: l'esame ha dato esito negativo, scagionando del tutto il presunto pedofilo.